venerdì 25 maggio 2018

Trimix dive Corallone/Dente dell uomo -80mt

Il punto di immersione denominato Corallone / Dente dell'Uomo si trova dietro isola di Bergeggi.
E' sicuramente uno dei siti più interessanti della zona.
Trattasi di un gruppo di scogli la cui sommità si trova a 70mt che scendendo ripidi formando delle paretine che raggiungono gli 85mt, ricche di gorgonie, gerardia savaglia e anche dei bei rami di corallo nero.
Sugli scogli , vivono grosse aragoste e astrospartus di dimensione ragguardevoli ma il protagonista assoluto di questo sito sono dei grossi rami di gerardia savaglia di color giallo e altro bianco davvero scenografici che fanno da contrasto alla fitta distese di paramuricee rosse.


Il primo tuffo abbiamo fatto nel 2015, fu un tuffo davvero entusiasmante poi ho avuto il piacere di tornarci altre due volte,  oggi è la quarta discesa.
Imbarco è fissato presso Diving Nereo Sub , ad aspettarci Tato e il suo assistente.
E' un po' che non veniamo da queste parti, in passato abbiamo battuto assiduamente le secche e cigliate fonde che caratterizzano queste zone e qui che ci siamo formati con trimix diver!!!



Molliamo gli ormeggi poco dopo le 10, la barca è tutta per noi , ci vestiamo durante la navigazione per altro molto breve, dalla regia comunicano che c'è qualche problema con ecoscandaglio e che il punto di immersione lo troveremo con le mire a terra e punto GPS, ma poi la fortuna è dalla nostra parte e ecoscandaglio si rianima !!!
Tra chiacchere appassionate sul nuovo governo e su nuovi scenari politici tra il mio buddy Dario e il buon Tato arriviamo sul punto, filiamo pedagno mobile che scende a tutta velocità fino ad interrompere la sua corsa a 70mt .
Ci siamo, saltiamo in acqua ,leggerissima corrente ma nulla di preoccupante. Vietato attaccarsi al pedagno!!
Per questa  immersione abbiamo pianificato 80metri per 25 di fondo.
Bottom gas 14/50 220 bar bibo 16+16
Deco gas :25/30 50/15 Oxy. Run time previsto 120minuti. 
Ultimiamo gli ultimi controlli in superficie e al segno di ok scarichiamo gav e giù.
Atterriamo dopo 3 minuti sul fondo a 70mt in prossimità di grosse gorgonie rosse. Riconosco la zona e decido di andare con parete a dx come del resto ho sempre fatto. Pochi metri di pinneggiate e ci troviamo a 80mt in questo piccolo canyon che si forma tra  due scogli dove delle grosse gerardie savaglie si dividono lo spazio con gigantesche gorgonie, tra cui nuotano frenetici branchi di anthias, grossi astrospartus sono appoggiati sui rami delle gorgonie, un contrasto di colori spettacolare, magia!
Ce la stiamo godendo, il posto lo conosco e cerco di portarmi a casa molti dettagli, .Noto altre piccole colonie di gerardia che stanno aggredendo qua e la le gorgonie ,cosi come piccoli ciuffetti di corallo nero un po' ovunque.
Continuiamo la ns immersione imbattendoci in grosse aragoste, ricci matita e ricci melone fino ad arrivare al ramone di corallo nero che si trova a 83mt.Video di rito e iniziamo il rientro , parete a sx .Ci godiamo ambiente coralingero davvero di alto livello .Il 25 sta per scoccare, abbiamo in programma di lanciare il pedagno dal fondo sul quale verrà poi calata dalla superficie una cima parallela con ean50 e oxy ma orientamento e la buona visibilità ci permettono di ritrovarla. Un ultimo incontro, un  altro grosso ramo di corallo nero proprio li accanto al pedagno a -70 tra cui ci sono anche 3 grossi astrosparots su delle gorgonie, che spettacolo!!
Bene è scoccato il 25 è ora di cominciare a fare un po' di decompressione abbiamo fatto una bella quadra a 80metri, sono molto soddisfatto cerco di comunicarlo a Dario a gesti.
Metro dopo metro completiamo la deco un po' di corrente negli ultimi metri e al 122 siamo all'aria .
Riemergiamo e rientriamo in porto raccontandoci la ns esperienza




Corallone non delude mai, zona poco battuta sicuramente uno dei siti più interessanti della zona!
Ottimo anche il post immersione a base di tuffetti, e tintarella!!!!









A Dive on "Corallone" ridge. from Dario Lupi on Vimeo.

sabato 28 aprile 2018

Trimix Dive Formiche di Grosseto 70/85mt

Ultima tappa, del nostro tour: Formiche di Grosseto.


Lasciamo  Napoli, con il nostro carico di bibo e deco con ottime mix e dopo aver percorso 400km raggiungiamo Grosseto, dove trascorreremo la notte!


La fame si fa sentire, le giornate sono davvero molto piene e dobbiamo assolutamente mangiare qualcosa prima di andare a letto, il problema che la cena si trasforma in una abbuffata epica! 


Ci scofaniamo in ordine :una serie di panuozzi ripieni, pizze, crocchette, arancini, babà e pastiere, parola d'ordine leggerezza!!!


L'imbarco è fissato all'indomani a Castiglione della Pescaia presso il Diving Sestante dei fratelli Cerri.

Per questo tuffo si è aggiunta anche Sabrina Cattaneo nostra amica e istruttrice, anche lei per  tutta una serie di sfighe è un po' che insegue questo tuffo.
Le Formiche di Grosseto sono tre piccoli scogli sparsi in mezzo al mare che si trovano in Toscana,  a circa undici miglia di distanza da Castiglione della Pescaia. Le tre isole si distendono su una linea di circa un miglio e la loro particolarità è proprio quella di essere molto distanti dalla costa, perciò, fortunatamente, sono pochi i visitatori di questo posto ancora incontaminato.
Le condizione marine sono strepitose , mare forza lago, e in poco più di un ora siamo ancorati alla Formica Media.
Il padrone di casa è Dario, che ha avuto modo di fare questo tuffo un paio di volte.
Gli obiettivi sono la grotta della bifora a 65metri, la spettacolare parete ricca di gorgonie, scovare alcuni grossi rami di Antipathella subpinnata (Corallo nero).Il primo dovrebbe essere lungo la dorsale a 70metri ed altri rami sugli 80metri.
Aspettativa è alta, stiamo parlando di una delle 10 immersioni più belle del nostro mare
Per questo tuffo abbiamo programmato 30mimuti di fondo tra i 70/80 metri.
Bibo a 220 bar con 14/50
Deco: 25/30-50/15 Oxy.

Siamo in acqua, scendiamo lungo la parete e in poco tempo si mostra in tutta la sua imponenza verticale, ci chiama verso il fondo e noi obbediamo.
E' una tavolozza di colori ,gorgonie e spugne gialle, grossi astrospatos aperti, sono un po' ovunque.
Dario rimane un po' più alto , nel briefing avevamo indicato che avremmo fatto la parete per un pezzo alti per poi sprofondare in determinato punto ,invece appena vediamo il paretone, ci fondiamo subito a cercare la massima quota.
Arriviamo alla bifora.
La bifora è il più celebre dei grottini che si trovano sull'omonima parete.
Situata a -65 metri ed abitata da centinaia di gamberetti, la Bifora deve il suo nome all'evidente colonna centrale che la divide in due simmetricamente.
Scovo subito due grosse musdelloni e migliaia di gamberetti si muovono freneticamente una volta illuminati dalla mia torcia.
Proseguiamo, siamo a base della parete tra i 77/80metri, stiamo facendo un giro leggermente diverso da quello pianificato, arriviamo a 85metri e Omar ci indica una gigantesco ramo di Corallo Nero, eccolo lo abbiamo trovato  ma non dovevamo imbatterci prima nel ramo a 70mt e da li uscire esterni a trovarne altri? Vabbè poco male, ce la stiamo godendo.La visibilità sotto peggiora, ci rialziamo di qualche metro,  e ci portiamo con la parete alla ns sinistra ed eccolo un altro bellissimo ramo incantato  è quello dei 70, abbiamo fatto al contrario, ma non ci sta sfuggendo nulla. Indico una paio di aragoste a Sabrina, ce ne sono diverse su questa parete. Ripassiamo dalla bifora siamo prossimi alla staccata ,illumino la volta e trovo quello che ogni sub vorrebbe trovare quando illumina una volta.
Almeno 5/6 aragoste tutte molto grosse, non so più dove indicarle, spero che qualcuno a fianco a me le stia vedendo, vorrei condivider questo momento, un ultimo saluto ai gamberetti e ora di lasciare questo posto un po' a malincuore ,ma si stacca.

Primo cambio a 54mt in parete con 25/30. Un occhio al runtime, un occhio ai buddy , un occhio alla parete, arriviamo al cambio a 21mt con ean50 azz che succede??!!
Non ci posso credere, il pomello del rubinetto si è spanato, durante assemblaggio e il check in superficie non ho riscontrato nessun problema ho respirato il sistema era perfetto….
Questo è un grosso problema ,ean50 è il gas più importante quello che non vorresti mai che ti abbandonasse... è pure è successo, ad ogni modo gas ne abbiamo tanto.
Omar ha ben 4 stage 18/45 35/30 50/15 Oxy, Dario  ha le stesse tranne la 18/45. E' un failure preventivata e discussa nel ns team, infatti ho un piano sul wetnotes per completare la deco con 35/30 dei buddy, ma non ce ne è bisogno.
Oggi sono fortunato, siamo in acqua con un diver in circuito chiuso:Sabrina e mi faccio passare la sua buonissima e pienissima 50/20, gli mando un bacio e  mi riconfiguro.Ora ho 4 stage , sposta, clippa, sistema, lo scooter fa più fatica a trascinarmi e metro dopo metro completiamo la deco ,tra nubibrachi , polpi e diversi saraghi , al 135' siamo fuori.
Ad aspettarci i ns compagni di viaggio , loro sono in configurazione rec e faranno due tuffi, noi invece   ci tuffiamo sul buffet  di bruschettine, a seguire pasta ai funghi , chiudiamo con dolcetti e portata dopo portata completiamo anche la deco di superficie.
Anche questo tuffo lo abbiamo portato a casa e sono certo rimarrà sempre impresso nei ns ricordi subbi






Medley della Bifora. from Dario Lupi on Vimeo.

venerdì 27 aprile 2018

Banco di Santa Croce 45mt

Non potevamo lasciare Napoli senza prima aver fatto un tuffo sul Banco di Santa Croce.
Ultimo tuffo l l'avevo fatto nel 2007, mi ero dimenticato quanto fosse bello.
In sella ai nostri scooter e guidati da Pasquale abbiamo fatto giro completo di tutte  le varie secche!!
Bottom time 45
Mix: Ean28+ean50
Run time :75
Max depth:45



Banco di Santa Croce , "zona di tutela biologica" istituita nel 1993 è costituito da cinque grandi pinnacoli rocciosi . Le pareti, più o meno scoscese, a seconda dei diversi versanti, raggiungono circa 50 m. di profondità. Superati i primi 7-8 m di profondità si apre agli occhi dei subacquei uno scenario di una bellezza difficilmente immaginabile, per un tratto di mare così prossimo alla foce del fiume Sarno. Invece è proprio l'apporto dei nutrienti del fiume insieme all'oscurità (dovuta al primo strato di acqua torbida) a creare un ambiente perfetto per lo sviluppo di una rigogliosa vita di organismi sciafili. Gorgonie rosse e gialle e Axinelle cannabina fanno capolino già nei primi 18 m. Ad una maggore profondità aumenta la concentrazione di gorgonie, spesso ricoperte da uova di gattuccio, scenario quasi unico nel mediterraneo. Oltre i 30 m, si aprono alla vista del subacqueo grandi rami di Gerardia savaglia e negli innumerevoli anfratti si nascondono gattucci e grossi gronchi. Circumnavigando il pinnacolo principale, troviamo una grande spaccatura verticale che taglia in due la parete, dove la luce filtrando dall’alto attraversa l’intreccio dei rami di gorgonie, regalando ai sub uno scenario davvero suggestivo
 


Santa Croce Shoal from Dario Lupi on Vimeo.

giovedì 26 aprile 2018

Trimix Dive relitto Valsavoia -75/90mt

Come ogni anno con il nostro piccolo team composto da: Dario Lupi , Omar Novara e Paolino Altomare, decidiamo di concederci qualche giorno di vacanza.
Abbiamo in programma una fantastica triplette:Valsavoia - Banco di Santa Croce- Formiche di Grosseto.

Il ponte del 25 Aprile si presta bene  la previsioni danno tempo buono e stabile con mare calmissimo per tutto il periodo.
Partiamo in direzione Napoli con un carico di attrezzature imbarazzante : 6 bibombola, 3 scooter, 11 stage: ci siamo fatti decisamente prendere la mano !!!!!!!

Abbiamo scelto come base di appoggio il Bikini diving di Castellamare di Stabia ,gestito da Pasquale Manzi e Giulia Ruotolo. Arriviamo in serata, ci chiedono se siamo noi quelli che devono  fare la check dive ihhiiii .
Ambiente è caldo e Pasquale e il suo staff sono prontissimi con cime e taniche per pedagnare il relitto del Valsavoia.


Il relitto giace a poco più di un miglio dalla costa, di fronte a Positano, a circa 90 m di profondità con la prua rivolta a sud e in perfetto assetto di navigazione
Il piroscafo che aveva una lunghezza di 118 m, nel 1919 fu requisito dalla Marina Militare e adibito al trasporto truppe e materiali.
Il 2 febbraio del 1943 partì da Napoli per raggiungere Messina al comando di Amedeo Astarita in convoglio con il Salemi, le due navi erano state armate con un cannone di poppa ancora ben visibile e una mitragliatrice.
La navigazione proseguiva tranquilla ma alle 14,40 ci fu primo scoppio sul lato destro della nave che fu seguito a breve da altre esplosioni.
Il sommergibile inglese SAFARI aveva individuato il convoglio e lanciò diversi siluri che affondarono le due unità che non riuscirono ad opporre un minimo di resistenza e affondarono in brevissimo tempo.
Per questa immersione oltre a noi 3 ci sarà anche il Trainer Toscano Bussotti.Siamo tutti con gli scooter, lui con circuito chiuso, noi 3 in aperto.
Poco dopo le 9 molliamo gli ormeggi, siamo belli carichi, ma abbiamo il gommone tutto per noi. Oltre Pasquale ci sono due collaboratori, necessari per l'assistenza e per assicurare una cima di discesa fissa sul relitto!!
Davanti a noi più di un ora di navigazione, il mare è splendido ,la giornata è strepitosa.






Ci lasciamo alle spalle il Vesuvio e sfrecciamo in direzione Positano, Il panorama della costiera Sorrentina è stupendo. La costa è irregolare e frastagliata e le falesie   precipitano in mare ,all'orizzonte appare isola di Capri con i suoi bellissimi faraglioni, doppiamo punta Campanella, passiamo anche isolotti dei Galli e finalmente accendiamo eco e andiamo alla ricerca del Valsavoia.
Siamo sul relitto. Scenderemo su un pedagno fisso che verrà posizionato dal buon Pasquale, che scenderà direttamente sul relitto per fissare una cima nuovissima a centro coperta  a77 metri, il tutto come se stesse andando a pedagnare un relitto a 30metri, attrezzatura "leggera" ,senza fronzoli, la confidenza che ha con la situazione è pazzesca.
Noi aspetteremo in barca il suo segnale: "una scampanat alias una scampanellata alla cima" , che ci indicherà  che è tutto ok e si può scendere .La scampanellata non la sentiamo ma dopo poco di mezz'ora Pasquale riappare fresco e tosto e ci da il go!!!
Siamo pronti, la cima è fissata, possiamo ormeggiarci sul relitto.
Diamo inizio alle danze!!
Per questo tuffo abbiamo pianificato 30 minuti di fondo
Bibo a 250 bar di 13/55 Gas deco: 25/35-50/15-Oxy.
Completiamo la vestizione facendoci passare le stage, qualche incomprensione su quelle di Dario con la scritta Taz oppure azzz :) :) ihihihihi .Ci siamo, siamo pronti , per questa nuova avventura in fondo al mare.
La discesa scorre bene in 3 minuti sono sul relitto a 77metri.Il pedagno è proprio li dove deve essere a poppavia del castello, sulla coperta vicino ad una stiva.
Un ok al Bussotti che era già giù che ci aspettava, arrivano anche Dario e Omar e via diamo inizio al giro. Il relitto è in assetto di navigazione ,pulito , ben conservato ,con un 15/20mt di visibilità abbiamo una discreta visione di insieme. Il castello a centro nave è imponente con ampi finestroni .Sul piano più alto individuo subito il telegrafo di macchina, sulla murata di sinistra grossi boschi di corallo nero e qualche gorgonie bicolore. Ritorniamo sulla coperta , andiamo vs prua , attraversiamo due bighi di carico sembrano una gigantesca ghigliottina, una grossa bitta anticipa una sovrastruttura con scalette dove in verticale c'è una gigantesca ancora, un bella musdella di grossa taglia fa bella mostra. Scolliniamo la prua e siamo davanti al tagliamare, la visione di insieme davanti al tagliamare con le ancore in posizione è da togliere il fiato.
Torniamo verso il castello, una occhiata alla stiva sottostante e via attraversiamo a tutto gas la coperta direzione poppa, grossi bighi si scagliano vs alto e in meno di un minuto siamo davanti al cannone di poppa, ci compattiamo con tutto il team, facciamo qualche ripresa e via ci riportiamo vs prua. Siamo sul castello, al primo piano trovo il bagno con la vasca, la mostro a Dario e gli indico anche il telegrafo precedentemente individuato sulla parte alta del castello..
Un ultima sgasata vs prua e scocca il 30 , segno di Ok e cominciamo la lenta risalita che ci vedrà riemergere dopo 135minuti , ma non mi prima di aver stappato anche una bottiglia di prosecco a 6metri con tanto di gas sharing!!!
Valsavoia portato a casa, con grande soddisfazione, relitto ricco di particolari, bello da ripetere  con aggiunta del relitto Salemi 105mt




Team Diving on Valsavoia wreck from Dario Lupi on Vimeo.

sabato 14 aprile 2018

Secca di Santo Stefano

Non di soli relitti vive il Subacqueo. Dopo i mesi di mare agitato e torbo, dopo le acque scure e fredde dei laghi, dopo i relitti austeri e introspettivi, volevamo tornare a godere di una delle gioie più accessibili della subacquea: "L'immersione naturalistica" fatta a quote ricreative.
Un tuffo easy , sereno, per rilassarsi e stare insieme agli amici, meglio di un giro in SPA. 




 La secca in questione è un altopiano di circa 8 km di perimetro con una profondità che varia dai 18 ai 40 metri, per noi è perfetta.
Agevolo un breve montaggio del video catturato.

Bottom time 45
Back Gas EAN32
Deco Stage: Oxy.
Runtime: 75
By Dario Lupi




A Dive on Santo Stefano Shoal from Dario Lupi on Vimeo.

domenica 29 ottobre 2017

Trimix Dive Relitto del Tirpiz prua -70/90mt

Il meteo ha tenuto e noi non potevamo mancare!! Tirpiz wreck70/90mt, relitto che non delude mai!!!
Sarà per la visibilità spesso buona, sarà per la fiancata completamente avvolta da spugne gialle che ricorda un reef tropicale, saranno le grosse stive dove è bello avventurarsi  ,sarà  il corallo nero a prua e sullo squarcio ,ma la Tirpiz a mio avviso e tra i relitti più belli!!
La Tirpiz è Partita da Amburgo con destinazione Genova e rimasto bloccato in Mediterraneo all'inizio del conflitto, nel 1941 era entrato a far parte della Mittelmeer Reederei, una società militarizzata creata dal governo tedesco per gestire le circa 50 navi di bandiera tedesca che si erano concentrate nelle acque italiane. Sotto tale gestione è stato silurato da un sommergibile inglese il 23 luglio 1941, presso Capo dell'Arma (tra Arma di Taggia e Sanremo) ed affondato.
Giace coricato sul fianco di sinistra, su un fondale di circa 85 metri, ma le sue imponenti dimensioni fanno sì che in alcuni punti il relitto tocchi una profondità minima di circa 70 metri, per questo è comunque consigliabile pianificare immersioni di almeno 80 metri per poter vivere al meglio l'esperienza.
Data la grandezza (lungo 147 mt e largo 18) è impossibile visitarlo tutto in una sola immersione.Nelle altre occasioni a pinne abbiamo potuto visitare soltanto una parte di questa nave , ma oggi scooterati e con 27 minuti di fondo pianificati, abbiamo portato a casa diversi dettagli di questo relitto, raggiungendo la prua dove abbiamo potuto ammirare una foresta di corallo nero, nel rientro ci siamo addentrati nelle stive di prua e quelle di poppa e prima di risalire un bel giro nello squarcio di poppa dove si trova la caldaia .

Profilo


Dati immersione:
Max depth:81metri
Bottom time:27 minuti
Run time:120 minuti

Bottom Gas : Trimix 14/50 :
Deco Gas : Trimix 25/30- 50/15 OXY 


Tirpitz 2017 Redux from Dario Lupi on Vimeo.

sabato 7 ottobre 2017

Trimix dive: UJ 2208 ex Alfred o relitto Cigliano 103mt

L'UJ si presume essere uno dei tanti pescherecci d’altura che sono stati convertiti in cacciasommergibili. Presumibilmente ex Alfred costruito nel 1926 dai Cantieri ATELIER. Affondò poco fuori del golfo di Genova il 20 febbraio del 1944 in seguito a probabile urto con una mina.
 La giornata parte presto la sveglia suona alle 6:00, la macchina è bella carica con bibo e 4 stage, tutto pronto per sciropparmi in solitaria questi 170km che mi separano dal Centro sub Tigulio (Genova).

Oggi sono solo soletto, Dario è a casa con un fastidioso male all’orecchio, Andrea alle Maldive, ma la mia voglia di portare a casa questa immersione è inarrestabile. A settembre abbiamo cercata di organizzarla ben due volte ma poi eventi vari hanno fatta sfumare. Decido di organizzare e pianificare questa discesa con Filippo.

Filippo lo abbiamo conosciuto durante le due immersioni fatte sul U455.Durante la settimana condividiamo tempo di fondo, giro sul relitto , pressione di rientro e di stacco, poi ognuna farà la sua deco con le proprie mix lungo la cima.


Durante il viaggio penso ai motivi che mi spingono a fare queste immersioni, la risposte e che sono diversi,tra cui la curiosità, incognita della scoperta di un posto nuovo sui cui immergersi, la vittoria sulle nostre paure, le forti emozioni interiori che queste discese generano che gratificano regalandoci benessere e autostima.

Arrivo al diving di buon mattino, carico tutto sul carrellino elettrico. Ad aspettarmi c’è Golia un mastino Napoletano dei proprietari che sorveglia il diving. Non ho il coraggio di aprire la porta, aspetto che arrivino i proprietari è davvero un bel bestione.
Arrivano anche gli altri compagni di viaggio: 2 divers di Verona anche loro in CA, con 20+20 e 5 stage a testa più scooter, sono davvero strong hanno pianificato 35/40 di fondo.Arriva il mio buddy Filippo e Alberto unico in circuito chiuso.
Tra uno sfottò e qualche bestemmia carichiamo il gommone con i nostri pesantissimi bibombola e prendiamo il largo poco dopo le 9:30.
Alla guida Dario Neli, assistenza in barca Simone.



L'Immersione sul uj 2208 è da considerarsi un tuffo davvero impegnativo. Decisamente più complesso rispetto all’uboot. Il relitto appoggia su un fondale di 105mt la coperta è sui 95/97, la mitragliatrice di poppa a 90mt. La nave giace poco fuori il porto di Genova, spesso le condizioni di visibilità sono davvero scarse, in aggiunta sul relitto ci sono moltissime lenze e filaccioni.La poppa è avvolta da diverse reti e per non farci mancare nulla, abbiamo una bella rete “fresca” sulla cima di risalita da 20 a 90 mt.

La giornata è splendida, sembra primavera, il mare è calmissimo, speriamo di essere fortunati e trovare almeno “5 metri politici” di visibilità.
Dopo pochissima navigazione siamo sulla verticale del uj 2208 o relitto Gigliano (nome del pescatore che ci calava le reti), attacchiamo il gommone e al pedagno e apriamo le danze.
Per queste immersione abbiamo pianifico 18/20 minuti di fondo dipende dalla visibilità che troveremo.
Nel 16+16 ho 230 bar di un ottimo  12/60,
al fianco sinistro, 2 S80 con 20/45 e 50/15
al fiano destro 7litri di ossigeno, tra le chiappe 7litri con 35/30.
I primi a saltare sono i ragazzi Verona, a seguire arriviamo noi .
Scendiamo lungo la cima, veloci e senza attaccarci prendiamo le misure alla rete che l’avvolge.
3 minuti 90 metri siamo sul relitto: la visibilità è mediocre 5/6 metri, eravamo pronti al peggio, sono un attimo disorientato è la prima volta che mi immergo su questo relitto.
Il pedagno è fissato al basamento della mitragliatrice di poppa, ci dirigiamo vs elica, scolliniamo la poppa che crea una grossa rientranza, e ci lasciamo cadere vs il fondo.
La visibilità sul fondo è  migliore rispetto a quella che c’è sul relitto. La poppa è piena di reti, sul lato di sinistra c’è un spazio ci caliamo dentro ed eccoci sul elica mono pala, le altre devono essere saltate durante impatto sul fondo. Risaliamo sulla coperta, la visibilità non è eccezionale. Nuotiamo a filo murata di dritta, incontriamo gli altri ragazzi in circuito aperto, poi scopriremo che stavano osservando un grosso gronco. Arriviamo al fumaiolo spezzato invertiamo il senso di marcia e ci dirigiamo nuovamente verso la poppa, un occhiata ad uno dei locali che si trovano sotto la mitragliatrice dove ci sono lavandino e bagno, una grossa galatea nuota fra le strutture.
Scendiamo nuovamente sull’elica ,si vede davvero bene e il passaggio tra le reti e davvero suggestivo.Risaliamo sulla coperta ci gustiamo la doppia canna della mitragliatrice a 88/90 mt è arrivato il 18 minuto, stacchiamo.
La risalita avviene in libera con cima a vista. Impensabile attarci.La rete infastidisce davvero,  ogni cambio tappa lo facciamo con la massima attenzione.Dovrebbero tagliare la cima e rimetterla nuova. A 70 metri lascio il bibo con 100 bar e passo al 20/45 , da questo momento tappe ogni 3mt.


I Ragazzi di Verona sono ancora giù sul relitto, stanno facendo davvero un tuffone. Il relitto non è molto grande e merita sicuramente qualche altro tuffo, sperando in un visibilità migliore, vedremo di attrezzarci con un macumba!!!  Sono soddisfatto di come abbiamo gestito il giro e immersione sicuramente non facile. Dopo poco più di un ora arriva Dario a cui molliamo le decompressive che non usiamo più e dopo 120 minuti torniamo in superfice a scambiarci le nostre impressioni.Ci mangiamo un buon panino, un muffin al cioccolato, un buon the caldo, e aspettiamo i nostri compagni di viaggio che riemergeranno dopo ben 200 minuti!!! Tanta robba complimenti un tuffo del genere in circuito aperto è davvero notevole!

Ci lasciamo con la promessa di andare a visitare anche  il Piroscafo Nina  o relitto delle catene 115mt  ma caso mai organizziamo l' anno prossimo! Stay tuned   


PS :Foto subacquee fonte WEB 


Questo video non fà riferimento allo scritto, ma ad un tuffo fatto qualche settimana fa da due membri del team: Andrea Alpini e Dario Lupi.
Relitto abbondantemente esplorato, ma il video documenta pur sempre lo stato di conservazione attuale!


Dive on UJ2208 (Ex Cigliano, ex relitto 103, ex Alfred) from Dario Lupi on Vimeo.

domenica 24 settembre 2017

Uboot 455 " il ritorno sul sommergibile" -110metri

L'immersione su l'Uboot-455 è sicuramente tra le più affascinanti del nostro mare, la posizione  in cui si è posizionato sul fondo rende l’immersione su questo relitto unica nel suo genere.
Il primo tuffo sul sommergibile l’abbiamo fatto a giugno, oggi a distanza di qualche mese ci siamo concessi un'altra avventura a 3 cifre.
L'imbarco è fissato presso il Centro sub Tigulio, dove facciamo conoscenza dei nostri compagni d'immersione.
Un gruppo di rebriteristi di Novara, in aggiunta c'è Filippo, esperto diver in circuito aperto, con cui ci siamo immersi la scorsa volta su Uboot. In totale siamo un bel gruppetto di 6 divers!
Facciamo colazione con un buon caffe, succo e brioschina… e via…incastriamo tutto sul gommone, e puntualissimi alle 9:30 molliamo gli ormeggi.

Usciamo lentamente dal porto, un timido sole si fa largo tra le nuvole, davanti a noi 40 minuti di navigazione, si chiacchiera piacevolmente, a bordo c’è un ‘aria serena e distesa.
Dopo una abbondante navigata ormai solo poche miglia ci separano dal Uboot, Fulvio inizia a prepararsi, veste la muta e il mono da 15l, pronto per agganciare il gommone: diamo inizio alle danze.
I primi a saltare in acqua siamo noi in CA, anche se i ragazzi con i REB hanno più o meno il nostro runtime (130 minuti).
Le stage le fissiamo a delle cime e le caliamo in acqua, vestiamo il bibo sui tubolari, e dopo aver ultimato i controlli scivoliamo in acqua con una bella capriola in diagonale per schivare le stage che sono appese sotto di me, proprio in quel momento che il reel che avevo assicurato al ventrale si stacca, devo  averlo preso dentro  sui tubolari e si è sganciato noooo!!!
Vabbè spiace del resto lo avevo trovato al lago 3 anni fa: il lago da, il mare toglie!

Per questa immersione abbiamo pianificato 18 minuti di fondo tra i 90 e 110 metri.
Nel 16+16 abbiamo 230 bar di un ottimo 10/65, a seguito 4 decompressive:
20/45 -35/30-50/15-Oxy.
Ci siamo, segno di ok, sgonfiamo il gav e ci lasciamo cadere lungo la cima che ci porterà dritti tra le braccia dell’ U455. L'immersione parte con gas di viaggio 20/45, cambio al volo a 15metri con gas di fondo. Il computer da polso è spento,accendo manualmente, ok ritarda di un minuto circa rispetto al runtime, poco male.
Passiamo da una fascia d’acqua lattiginosa nei primi metri, ad un'acqua scura ma limpida in profondità.
Dopo i primi metri, prendiamo una discreta velocità di discesa, sotto di me vedo Filippo con lo scooter che scende a bomba!
Ci siamo,3’minuti 90metri,punto di contatto, la prua del sommergibile!
La visibilità è buona, migliore rispetto al tuffo di Giugno.
Aspetto Dario che con qualche piccolo impiccio completa la discesa e ci siamo.
Il relitto è davvero molto bello: tante sono state le cose che mi hanno letteralmente impressionato. Prima tra tutte, come ho detto, la posizione del relitto stesso, quasi verticale, che sembra piantato nel fondo, si innalza dal fondo di 120mt fino a circa 90mt.
Dopo pochi metri sono di fronte alla torretta, a 107 metri mi porto sul fianco dx, schivo un paio di cime, ci spostiamo sulla parte bassa, dove c'è il basamento con i supporti delle mitragliatrici da 20 e 37 mm per antiaerea, faccio la massima 110m, mi godo pienamente la parte di fondo, i consumi rispecchiano il pianificato, sono tranquillo, rilassato.
Dario con i fari della telecamera illumina tutto a giorno, Filippo con lo scooter sfreccia da una parte all’altra del Uboot, ce la stiamo godendo!
La parte più interessante è quella della torretta che presenta ancora un portellone di accesso allo scafo spalancato. In questo punto si riconoscono alcune strutture quali antenne di superfice , parti dello scafo ed anche il periscopio (la lente era completamente avvolta da ostriche).
Risaliamo sul fiancata destra, recuperando qualche metro, ed eccoci 95metri sotto i timoni direzionali ancora aperti che spettacolo!!! La visione dal basso verso l’alto rimane a mio avviso una della parte più scenografiche.
La prua si scaglia verso la superficie come se volesse riemergere…
Siamo un po' in anticipo rispetto al runtime, e faccio un bel giro catturando immagini da diverse angolazioni. Molto bello anche il ponte (una volta in tek)


E’ scoccato il 19 minuto, un ultimo saluto all’U455 e si stacca. Davanti a noi 2 ore di decompressione. Primo stop 70metri, mollo il bibo con 100bar, non male, passo al 20/45. Metro dopo metro completiamo i nostri cambi gas e la nostra decompressione. Dopo circa un oretta ci raggiunge Fulvio a cui molliamo il 20/45 e 35/30 che non usiamo più.
Durante la decompressione a farci compagnia ci sono degli stranissimi pesci striati bianchi e neri che nuotano freneticamente tra i bidoni del pedagno, mai visti prima! E finalmente dopo due cicli di ossigeno guadagniamo l'uscita e al 130’ siamo all’aria. Guadagniamo il gommone e via a raccontarci a caldo la nostra fantastica esperienza .Con passare dei minuti siamo tutti a bordo, ci viene offerto un buon panino e succo per rimetterci in forza!!
Super soddisfatti per la bella giornata di mare e un grazie al Centro sub Tigulio, per l'ottima assistenza e per la consueta abbuffata post tuffo, fondamentale per completare la decompressione al meglio!!!
Giornata top!!!!!!!

lunedì 31 luglio 2017

Trimix dive:Piroscafo Ischia 90metri -Portofino


 Il relitto del piroscafo Ischia giace sul fondale di fronte a Punta Chiappa, sul lato occidentale del promontorio di Portofino, a 90metri di profondità. Questa nave a vapore, costruita nel 1907 e di proprietà dell’armatore Lauro, fu una delle tante vittime del secondo conflitto mondiale, affondata da un sommergibile inglese alla fine di febbraio del ’43. Grazie alla vicinanza della costa, la maggior parte dei naufraghi poterono raggiungere la riva a nuoto e, certamente infreddoliti, essere soccorsi dalla riva. L’Ischia era lungo circa 126 metri e largo quasi 16. La nave è appoggiata sulla fiancata sinistra, con la sezione di poppa sventrata in corrispondenza dei bighi di carico.


Questo relitto lo stiamo rincorrendo da circa un anno, continua a sfuggirci per tutta una serie di sfortunati eventi, ma oggi ci siamo: è il grande giorno.
Team Ipossico al completo: Omar Novara, Dario Lupi, Andrea Alpini e Paolino Altomare. Condizione meteo spettacolare: sole, mare forza lago, l’Ischia ci aspetta!
Arriviamo in gruppi separati presso lo Style Diving, di San Michele di Pagana.
Effettuiamo il briefing in saletta con Marco e il suo staff dove svisceriamo ogni aspetto dell'immersione.

L’immersione sull'Ischia è un tuffo insidioso, logisticamente non semplice. Quota operativa tra i 78 e 92 metri, relitto non pedagnato, relitto grande, difficile orientarsi, in aggiunta fondale fangoso, spesso si incontra scarsa visibilità. La pianificazione dei tempi, dei compiti assegnati ad ogni membro, è stata "fissata" all'interno di un protocollo condiviso con tutta la squadra, che ci permetterà di gestire l’immersione in sicurezza.

Carichiamo l’interminabile carico di bombole in due riprese e molliamo gli ormeggi poco dopo le dieci. A bordo il clima è sereno, un ultimo sguardo in spiaggia per catturare qualche "bel troncone di poppa" ma aimè ci dobbiamo accontentare, è la “sagra della vecchia”! Tra battute e qualche foto per immortalare il momento, guadagniamo il largo e ci portiamo in direzione Punta Chiappa.

Arriviamo sul relitto siamo sulla verticale: immobili, ecoscandaglio segna 77/78metri, filiamo un pedagno mobile. Il lancio del pedagno è sicuramente il momento più delicato, a mio avviso un buon 70% della riuscita del tuffo parte da qui. Dove sarà atterrato? Avrà centrato il relitto? Non ci rimane che andare a vedere.


Abbiamo pianificato 25minuti di fondo.

240bar di un ottimo 13/55 in un pesante 16+16 a seguire 3 decompressive 25/35-50/15-OXY.

Siamo tutti e tre equipaggiati più o meno così in aggiunta Omar ha una quarta stage “jolly” per tutti, con 14/50 respirabile sul fondo in caso di necessità. Vestiamo le attrezzature, fa caldo, un paio di secchiate d’acqua alleviamo la calura, ancora qualche sorso d’acqua e via saltiamo! Siamo in acqua.

Ci portiamo sul pedagno trascinati dagli scooter dei nostri soci, al segnale di ok ci lasciamo cadere verso il fondo speranzosi di incontrare il tanto agognato Ischia.

Apre Omar, che con lo scooter, scende a tutto gas, a ruota noi tre. 3 minuti 78metri, murata di dritta, Il Pedagno ha fatto centro! È atterrato in prossimità del castello di prua a filo murata e la visibilità è davvero oltre ogni aspettativa, almeno 15/20 metri. Omar posiziona uno strobo per ritrovare la cima, io mi lascio sfilare il castello centrale, che è diviso in due strutture e rimane a 90°rispetto alla coperta, la nave è su fianco sinistro.

Tutto oltre le aspettative: visibilità da urlo! Partiamo.

Sul primo cassero troviamo un foro che ospitava il fumaiolo e le caratteristiche prese d'aria, dove si trova un grande boccaporto che, probabilmente, porta alle macchine. La nave ce la lasciamo a destra e ci spostiamo in direzione prua. Entriamo in una grossa stiva dove troviamo dei bracci meccanici che servivano per movimentare merci, usciamo e poco dopo arriviamo al cassero con ponte di comando, contornato dalle battagliole. Personalmente queste è la zona che più mi ha entusiasmato: la indico gasato a Dario che è lì a pochi metri da me. Tra una grossa rete fa capolinea una bella e sfuggente musdellona e un piccola aragosta si nasconde tra le lamiere.

Pochi colpi di pinne arriviamo a prua, siamo sul tagliamare: un vero spettacolo. La nave a questo punto è finita, guardo Andrea ,faccia soddisfatta, ci stacchiamo un attimo e  abbiamo una visione di insieme anche della caratteristica prua appuntita.
Invertiamo il senso di marcia, grosse bitte sulla coperta, dal basso verso l’alto in controluce, la battagliola di dritta fa bella mostra. Sul fondo a 90metri vedo i resti del fumaiolo, mi sto divertendo tantissimo e cerco di portarmi a casa più dettagli possibili!

Siamo al 22 e nel rientro siamo andati oltre la strobo, siamo oltre il castello centrale, un cenno di con ad Omar, un po' di gas allo scooter e tempo zero trova la cima per risalire. Prima di andare via una gigantesca aragosta e venuta a farci un saluto, è davvero enorme, vorremmo stare lì a giocarci ancora un po', ma è scoccato il 25 dobbiamo staccare!

Grazie Ischia, ti sei mostrato in tutto il tuo splendore, non pensavo fossi cosi bello! Ora abbiamo da scontare 100 minuti di decompressione: tappa dopo tappa il gruppo si compatta, segni di soddisfazione, i "give me five" abbondano, laggiù abbiamo vissuto un esperienza unica.

A 40metri arriva sub di assistenza, gli segniamo che è tutto ok. Poco dopo gli molliamo qualche bombola che non serve più e al 125’ ritorniamo all’aria. Vedo le facce dei miei buddy non lasciano dubbio alcuno, super soddisfatti, grande immersione ,grande team, sono certo che in nel prossimo futuro ci toglieremo ancora delle belle soddisfazioni!!
 
 



Ischia Wreck 31/7/2017 Redux Version from Dario Lupi on Vimeo.

domenica 18 giugno 2017

Uboot 455 Trimix dive -113metri



Il sommergibile tedesco U-455, di cui gli abitanti delle zone del levante vociferavano da diversi anni fino a farlo diventare una leggenda, fu riportato alla luce nell’agosto del 2005 dal sommozzatore genovese Lorenzo Del Veneziano, grazie ad una segnalazione dell’amico Andrea Tutino.
Il relitto dell'U-455 si trova su un fondale fangoso a circa 120m, inclinato di circa 45°, quasi come se fosse in procinto di effettuare un'emersione rapida, infatti l'estremità della prua si trova a 90m. I 54 marinai morti durante affondamento sono ancora a bordo

Immersione sull'U-Boot è da considerarsi un tuffo davvero impegnativo, sia in circuito chiuso, e a maggior ragione, se fatto in circuito aperto.






Le sensazioni che un tuffo di questo tipo genera, sono indescrivibili. La pianificazione, l’organizzazione, l’aspettativa, la tensione, l'attesa, la paura e la giusta carica di adrenalina ci accompagna per tutta la settimana.

Il team, è composto da tre diver: il sottoscritto, Dario Lupi e Andrea Alpini. Andrea l'abbiamo conosciuto, per caso ,un mesetto fa, attraverso il diving Tigulio ed è nato subito un ottimo felling.
Abbiamo fatto un tuffo di conoscenza con una mezz'oretta di fondo, su un relitto a 70m qualche settima fà e ora, eccoci qua, a giocarci la nostra immersione sul sommergibile.
Il mitico U-Boot di Portofino lo stiamo puntando da un po'. Organizzato a Maggio, è sfumato miseramente per condizione avverse, ma ora finalmente ci siamo: tempo stabile da settimane, mare calmo, sole, tutto perfetto. Unico neo: la notizia che impazza sui social della morte di un subacqueo di Lucca, proprio sul U-Boot e proprio il giorno prima. Queste notizie non fanno mai piacere e personalmente mi scuotono molto, ad ogni modo cerchiamo di rimanere concentrati sulla nostra immersione, allontanando qualsiasi negatività.
L’immersione è organizzata dal Centro sub Tigulio, diving storico Genovese, con un ottima logistica, ma soprattutto con un ottima conoscenza di quelli che sono i relitti del golfo di Genova.
Si arriva di buon mattino, ore 8 siamo già operativi con carrellini a movimentare quintali di attrezzature. Oltre a noi ci sono due romani in circuito chiuso, tra l'altro con uno di loro ci siamo immersi anni fa all'argentario (piccolo il mondo della comunità subacquea!). Ad aspettarci al Diving Dario e la sua compagna. Accoglienza calda, ci viene offerto subito un buffet per la colazione con kinder, cioccolatini, spremuta, pasticcini, roba da non crederci... top!! Capisco subito che non sono Liguri ihihih.
Arrivi anche Filippo solo diver, scooterato e in circuito aperto.
Totale siamo 6 divers.4 in circuito aperto e 2 in reb. Molliamo gli ormeggi poco dopo le 10, il mare si è un po' alzato, ma nulla di preoccupante, davanti da noi 40minuti di navigazione.
Sul gommone si parla appena, gli sguardi rivolti all’infinito… ognuno ha il proprio modo di vivere una tensione inapparente e compagna al tempo stesso. Andrea non sta più nella pelle suona la carica!!! Io sono teso, ma sono certo che una volta in acqua o con l’attrezzatura addosso, tutto sparirà!
Ci siamo: il gommone rallenta, in tempo zero troviamo le taniche con il pedagno e Simone in apnea aggancia il gommone.
Per questa immersione abbiamo pianificato 18minuti a 105m, con un runtime di 130minuti con 4 cambi gas.

Bibo 16+16 con un ottimo 10/65 a 230bar.
4 stage: s80 con 20/45da respirare da 70m, 7lt con 35/30 da respirare a 36m, s80 con 50/15da respirare da 21m,ed infine Oxygen per 6m.

Al fianco sinistro le due s80, dietro la 35/30 e al fianco destro oxygen.
Partono i ragazzi con il reb in teoria hanno pianificato 25 di fondo. A seguire saltiamo in acqua noi.
Le due s80 me le faccio vestire sul gommone le altre due 7litri le clippo in acqua.
Carichi come muli, concentrati sulla nostra bolla, siamo pronti per queste due ore abbondati di acqua e di io interiore. Al segnale di ok si parte con 20/45 in bocca che mollo a 10 metri per passare alla 10/65 che ho nel bibo e giù lungo la cima, adrenalina sale, la visibilità peggiora, il blu elettrico :) ci lascia e rientriamo in una fascia d'acqua più scura, decisamente più scura: eccolo vedo qualcosa sotto di noi, 3 minuti 90m siamo sulla punta:la prua dell'U-Boot. Ok di intesa con Andrea, un energica gonfiata al gav cerco di capire su che fianco siamo. Purtroppo la visibilità non è eccezionale, circa 10m, la luce solare a oltre 100m filtra appena. Come da piano scendiamo sul fianco sinistro ed eccola: la torretta a -107m. Gli giriamo intorno. Ci spostiamo sulla parte bassa, dove c'è basamento con i supporti delle mitragliatrici da 20 e 37 mm per antiaerea, faccio la massima 113m, Andrea mi segnala che scende sul fondo a 120, io l' aspetto sulla torretta.
Il relitto è imponente, cerco di portarmi a casa una visione di insieme.Scruto avidamente nella torretta trovando la lente del periscopio. Poco distante riposa un grosso scorfano rosso, una "spettacolare" stella marina colpisce la mia attenzione la indica ad Andrea :).
Risaliamo sul fiancata destra, recuperando qualche metro, ed eccoci sotto i timoni direzionali: che spettacolo la visione dal basso verso l’alto, mi lascia senza fiato. L'imponente prua si scaglia verso la superficie: è questa l' immagine che da sempre sognavo di poter catturare.

 

Il tempo scorre veloce, ci siamo è arrivato il 18' è ora di andare. Siamo gli ultimi sul relitto. Tiriamo dritti fino a 70m. Primo cambio gas, il mio erogatore non funziona bene, ad ogni respiro la lancetta del manometro sale e scende. Apro e chiudo la bombola, nulla… il problema persiste. Peccato questo erogatore l’avevo fatto revisionare un mese fa per un problema analogo. Andrea mi scrive sul wetnotes: Hai gas?, ne ho molto, 16+16 con 90bar, ad ogni modo riesco a completare i 10minuti di deco ciucciando a fatica, arrivo allo switch dei 36metri e lascio sto erogatore duro e ballerino per passare alla 35/30. Abbiamo ancora un botto di deco da smaltire ma siamo entusiasti, guardo negli occhi Andrea, vedo la sua soddisfazione, ci battiamo il cinque, lo vorrei abbracciare, ma con tutte quelle stage diventa complesso... siamo gasati! Laggiù abbiamo vissuto un esperienza unica, che rimarrà impressa per sempre nei ns ricordi subacquei. 

A 20m arriva Simone, sefaty diver, gli molliamo le bombole vuote che non useremo più e metro dopo metro completiamo la nostra decompressione e al 130' siamo all'aria.




La gioia prende possesso di noi, fiumi di parole accompagnate da panini con salame e prosciutto mangiati direttamente con la muta ancora addosso, strepitoso servizio di questo diving.
Si rientra in banchina e ad aspettarci un altro buffet con tramezzini, pizze etc....da paura!!
Che dire, immersioni di questo tipo, a parte i freddi numeri: run time, profondità etc.. racchiudono sinteticamente, un percorso e  tutte le difficoltà, i sacrifici, la preparazione che si portano avanti prima di potersi immergere con relativa tranquillità a queste quote. Foto di rito, si scarica il gommone e la lunga giornata sta volgendo al termine. Voto all'immersione:10, al diving:10,alla compagnia.10.Giornata indimenticabile!!!!