domenica 23 settembre 2018

Trimix dive: Piroscafo Nina - Relitto delle catene 115metri

Il piroscafo Nina venne costruito su ordine del British Shipping Controller di Londra nel 1919 e rivenduto agli armatori genovesi fratelli Bianchi. Nel 1943 venne requisita e posta sotto il controllo tedesco. Il 20 febbraio del 1944 colò a picco, probabilmente silurato da parte di un sommergibile britannico a largo di Genova Sampierdarena.

Il Nina, o relitto delle catene, è sicuramente l'immersione più complessa del Golfo di Genova. Quota operativa tra i 98/115 metri, molte lenza, visibilità scarsa: insomma, un tuffo insidioso da affrontare con attenzione e umiltà.
L'immersione sul relitto delle catene è affascinante per via della posizione del relitto stesso. La poppa, appoggiata sul ciglio della scarpata che scende ripida oltre i 200m, è la parte più scenografica della nave insieme all'elica e al timone, entrambi sospesi nel vuoto a 115m.
Risalendo sulla coperta sono visitabili due stive ancora piene di catene e di materiale ferroso.
A volte penso che spiegare alle persone non addette “ai lavori” cosa ci spinge a fare queste immersioni  sia complesso.
I motivi che ci spingono a fare queste immersioni sono diversi: la curiosità, l'incognita della scoperta di un posto nuovo sui cui immergersi, le forti emozioni interiori, l'adrenalina, il benessere e la scoperta del tuo 'Io' interiore più nascosto.
Per quei 20 minuti pianificati sul fondo, hai la testa piena per tutta la settimana che passa tra analisi, ricariche, pianificazione, confronti su scenari di emergenza, strategie decompressive: noi malati di tekdives  amiamo tutto questo!!
Veniamo al tuffo.
L'imbarco è fissato al Centro Sub Tigulio dove ad aspettarci troviamo il capitano Dario Nelli, sua moglie Barbara e gli amici "rebritheristi"  Emanuele e Davide.
Siamo tutti abbastanza concentrati, un po' di tensione aleggia nell’aria prontamente smorzata dal buon Darione Nelli. Completiamo il montaggio e il check attrezzature, carichiamo il gommone. Prima di vestire la muta, bevo abbondantemente (sono 2 giorni che bevo), mangio un paio di crostatine al cioccolato, un ultima pisciatina... e via prendiamo il largo!
La giornata è calda,  usciamo lentamente dal porto, Il relitto non è lontano, è  poco fuori.
10 minuti e ci siamo, ecco apparire il pedagno di superficie: l'acchiappiamo con il mezzo marinaio e diamo inizio alle danze.
I primi a saltare in acqua sono i ragazzi con il reb, hanno pianificato un tuffo da 200 minuti e 30 di bottom, noi bombolari abbiamo pianificato 20@100 ma se la visibilità sarà brutta tagliamo anche prima.
Per questa immersione il nostro piccolo team ipossico è al completo: Oman Novara, Dario Lupi e il sottoscritto. Mix uguali per tutti, anche se avremo dei piani decompressivi leggermente diversi.
Bottom gas 10/70 in bibombola 16+16. 4 Gas deco 18/45-35/30-50/20 Ossigeno. Tutte S80 tranne 35/30 7litri.
Visto i carichi da trascinarsi decido di noleggiare lo scooter.
Non avendolo di proprietà mi capita spesso di noleggiandolo, in alcune occasioni i miei amici me lo prestano, mai un problema, ma questa volta ho commesso un errore.È bene raccontare anche quando si fanno cazzate e non solo quando le cose vengono fuori bene! 😊
Lo scooter noleggiato è un Suex con potenziometro e accensione a grilletto nulla di trascendentale, il classico Suex che ho già usato diverse volte, purtroppo  la cima di fissaggio all’imbrago non era minimamente regolata, io non ho notato questo particolare e la cosa l‘ha reso ingestibile: insomma da mezzo di supporto si è rivelato un bell’impiccio in più da gestire, diciamo una 5stage
Tra lo  scooter non settato correttamente e una stage da riconfigurare in superficie perché l’erogatore si è sfilato , partiamo per questa discesa a 100mt: è lì che avremo il punto di contatto con il piroscafo Nina.
La discesa parte con la 18/45 che utilizzo fino a 20mt poi passo la bibo, check a 20mt ok a Omar e giù!!!! durante i 3 minuti di discesa cerco di far rientrare un po' di stress che ho avuto nella preparazione, passati i primi 30metri prendiamo decisamente velocità ed eccoci,  ci siamo: 3 minuti  si apre il sipario  -98mt base del pedagno.
20 secondi fisso una strobo , alzo un po' di polvere, ci siamo, pronti a partire.
Ci lasciamo cadere oltre la poppa, fondo -115mt. La miscela che sto respirando mi da un end di circa 20mt , lo spettacolo è pazzesco. Alzo lo sguardo e dal fondo vedo nitidamente la poppa che mi sovrasta 15metri sopra. La visibilità è ottima, vedo anche buona parte della murata di sinistra. Il Timone ed l'elica a 4 pale sono giganteschi, le dimensioni sembrano quelle del elica dell’Haven. Cerco e trovo una gorgonia che si trova dietro l'elica, sono rilassato, me la sto godendo. La visione di insieme di questa parte dello scafo è super! Questa è l'immagine che volevo portarmi a casa del Nina, sono davvero contento!
Vedo le luci della camera di Dario che stanno riprendendo. Una volta in superficie, ahimè, mi dirà che il vetrino dello scafandro non ha retto alle 12,5 ata e si è crepato.
Risaliamo sulla coperta, la situazione di visibilità è decisamente diversa: due/tre metri al massimo. Decidiamo comunque di entrare nella prima stiva, Omar scorge la luce di via. Nel Torbone alle mie spalle vedo Dario, ci sono molte lenze, vedo il tubo di rivestimento dell’elica e qualche catena sul fondo, sul soffitto della stiva, invece, ci sono del conformazioni batteriche rosse di rustiti. Omar si affaccia sulla seconda stiva e trova una bella aragosta ad aspettarlo. Siamo al 15, stiamo nuotando in un bel torbone, decidiamo quindi di girare i tacchi di riportarci a poppa. Ne approfitto però per lasciarmi cadere ancora un po' verso il fondo e dare un’ultima occhiata dall’alto verso il timone. Poi via, al 19’ stacchiamo. Davanti a noi 120minuti di decompressione per un runtime totale di 140’ che scorre tra cambi gas, tappe, rotation bombole e rispetto del runtime.
Questo è stato il primo tuffo su questo relitto, gli abbiamo preso le misure. Sicuramente, per quanto mi riguarda, voglio tornarci per poterlo girare meglio e portarmi a casa ancor più dettagli.
Clip Elica e Timone:

nina_lq from Dario Lupi on Vimeo.

sabato 8 settembre 2018

Trimix dive: Piroscafo Ravenna 90 metri

La storia del Ravenna è la storia di una nave che ha segnato la vita di migliaia e migliaia di italiani che hanno deciso di emigrare dall'Italia alle Americhe, in anni contrassegnati da grandi rivoluzioni e scoperte ma, soprattutto, anni di guerra, di sofferenza e di povertà.
Varato con il nome di 'Ravenna' il 2 marzo 1901, il piroscafo era lungo 110 metri, larga 13 e stazzava 4.100 tonnellate. Era equipaggiato con un motore a vapore a triplice espansione che gli permetteva di raggiungere i 12 nodi. Il Ravenna poteva ospitare 42 persone in cabina di prima classe e oltre 1.250 passeggeri nelle grandi camerate comuni riservate alla 3° classe. Il suo impiego principale fu quello di piroscafo postale ma fu adibito al trasporto degli emigranti che, a partire dai primi del 1900, abbandonavano in massa l’Europa per cercare fortuna nel nuovo mondo.
Nel 1913 viene nuovamente impiegata al servizio civile e concluderà la sua carriera il 4 aprile 1917, al largo di Capo Mele, quando venne silurata ad opera del sottomarino tedesco U52, agli ordini del comandante Hans Walther.

L'immersione sul piroscafo postale Ravenna ormai ci sfugge da 3 anni. Non ricordo più quante volte abbiamo cancellato per cattive condizioni meteo. Organizzare questo tuffo non è stato semplice, i diving accreditati sono pochi.
Oggi, grazie all'amico Gianni Escuriale, siamo riusciti a fissare un imbarco con il diving Sport7 di Andora. È il nostro giorno, il Ravenna ci aspetta!!!
La settimana scorre veloce tra pianificazioni, ricariche, recupero attrezzature (scooter): il tempo sembra essere perfetto, mare calmo e sole.
La sveglia suona alle 6:30, l'appuntamento è ad Assago dove incastriamo tonnellate di attrezzatura nella macchina di Dario e via, si parte direzione Andora.
Per questa immersione il team è composto da Filippo Mauri, Dario Lupi e il sottoscritto, purtroppo Gianni e Monica hanno avuto un piccolo incidente domestico e non potranno partecipare, mi spiace è proprio grazie a loro se oggi siamo qui.
Dopo aver percorso 200km si arriva al diving, l'accoglienza è calda e troviamo uno staff attento e gentile, cosa che non guasta.
Facciamo un briefing sulle procedure, sulla gestione delle emergenze, su come verrà calato il pedagno e su cosa troveremo lunga la cima coma gas per emergenze. Dopo aver caricato il gommone alle 10:30 molliamo gli ormeggi.

Di fronte a noi l'isola della Gallinara, la giornata è splendida e ci lasciamo alle spalle Capo Mele, da lì a poca distanza si trova il nostro relitto.
L'immersione sul Ravenna è un tuffo molto insidioso e complesso. Il relitto poggia su un fondo di 90mt la profondità minima è 82metri, non c'è pedagno fisso e il relitto è spesso investito da forti correnti che ne impediscono l'immersione. Giusto per dare un idea della complessità: ho diversi amici che non sono riusciti a scenderci anche se scooterarti.
Ci siamo, Stefano inizia a scandagliare il fondale ed ecco apparire il Ravenna sull'eco.
Viene filato un pedagno mobile. Il lancio è sicuramente il momento più delicato, a mio avviso un buon 70% della riuscita del tuffo parte da qui.
Un attimo di esitazione poiché c'è una rete o un palamito proprio vicino al relitto, andiamo a verificare è un palamito!!Faremo attenzione!!! Si va!!
Ci assicuriamo che il pedagno sia sopra il relitto ora tocca a noi , diamo inizio alla danze!
Per questa immersione abbiamo pianificato 25minuti a 90metri. Sulle spalle 250bar di 13/55 in un pensate bibombola 16+16. Per la decompressione userò tre stage s80: 21/35- 50/20 -0XY.
In superficie non c'è corrente, lo staff ci aiuta nel  rito della vestizione, capriola e siamo in acqua!
Ci portiamo sul pedagno trascinati dagli scooter: al segnale di ok ci lasciamo cadere verso il fondo speranzosi di incontrare il tanto agognato Ravenna.
L'acqua è lattiginosa, scendiamo decisi e tranquilli ma sorpassati i 30metri una sgradita sorpresa: veniamo investiti da una fortissima corrente che contrastiamo a fatica con gli scooter. La corrente purtroppo è su tutta la colonna d'acqua  dai 30 a 90mt.
Mentre scendo la visibilità peggiora decisamente, ci siamo ecco il relitto, il pedagno ha fatto centro è dentro il relitto a 90mt.
Attacco uno strobo alla cima, ci indicherà la via del rientro. Come spesso accade quando si arriva su un relitto nuovo ci vuole un attimo per orientarsi, ma gli studi fatti a secco su vari disegni aiutano.

cassero centrale
Il pedagno è atterrato a centro nave lato di prua. Nella zona centrale c'è il cassero, abbastanza collassato, ci sono i camminamenti, spostando lo guardo verso l'alto vedo i bighi per la scialuppe di salvataggio. Subito mi saltano all'occhio della balle di lana grezza che facevano parte del carico della nave. Prendiamo la murata di sinistra, direzione poppa tra grossi boschi di corallo nero che colonizzano tutte le strutture ci sono pezzi di reti che attraversano il relitto.


Sulla coperta ci sono due grossi argani, arriviamo a poppa, è qui che c'è stata l' esplosione, una sovrastruttura di un piccolo cassero o quello che ne rimane fa bella mostra. Gli giriamo intorno e ci riportiamo in direzione prua, seguendo la murata di dritta che, probabilmente essendo quella più esposta alla corrente, è completamente ricoperta da gorgonie bicolori gialli e rosse ,lo spettacolo è mozzafiato, una tavolozza di colori unica, stiamo facendo due immersioni in una: una su bellissimo relitto e l'altra naturalistica!

la prua volta verso alto, staccata dal relitto







Verso prua il relitto è stato smembrato dalla mine elettriche usate dall'equipaggio della nave Rostro ingaggiata del recupero del carico. Poco distante, staccata, c'è la prua volta verso l'alto, il controluce della prua con il tagliamare contornato dalle battagliola e dei boschi di corallo nero, a mio avviso sono la parte più accattivantie della nave. In questa zona la corrente si fa sentire tira parecchio, lo strobo si vede a distanza, è il 23' abbiamo ancora qualche minuto,un ultima scooterata sulla murata al 25' stacchiamo. Filippo prende il pedagno e lo porta fuori dal relitto in modo tale da non incagliarlo, la cima scarroccia trasportata dalla corrente e noi con lei.

Avvolto nei miei pensieri inizio la risalita. -85mt,  un botto pazzesco mi fa saltare il cuore in gola, una fiume di bolle mi travolge, non capisco, in due secondi netti chiudo manifold e primario, apro la 21/35 che respirabile poco più in alto a 70mt. Un'occhiata ai manometri: ho ancora 100 bar nel bibo, non è quindi da li che sto perdendo gas. Allora gonfio la stagna, il bombolino è vuoto… (saltato valvolino di sovra pressione primo stadio, da approfondire).



profilo 25@90
nel blu :decotime



Vabbè un po' preoccupato continuo la mia risalita rispettando il runtime e, a 66mt, passo alla 21/35, mi tranquilizzo riapro il manilfod, ho ancora il mio gas: bene. Completiamo la deco, tra palamiti e tonnetti che ci nuotano intorno, al 130 torniamo all’aria. Dal gommone ci chiedono come è andata, le nostre facce soddisfatte e i nostri sorrisi la dicono tutta.
Si rientra al porto tra fiume di parole,  ad aspettarci ultima tappa deco, quella più importante, quella con le gambe sotto al tavolo.
La deco di superficie prevede ogni ben di Dio: antipasti, pasta con pesce, vinello, dolci e caffè: davvero un servizio strepitoso del diving sport 7 di Andora.

Che dire... sono molto contento, per essere il primo tuffo sul Ravenna siamo riusciti a girarlo da poppa a prua, abbiamo complessivamente avuto una buona visione di insieme e di dettaglio. Il relitto è piccolo e lo giri bene, è molto colorato e sicuramente la corrente e la profondità sono da gestire con attenzione, il tempo di fondo è volato!





Torneremo presto per bissare il Ravenna!!



Ravenna Wreck: Rusted Iron Cut from Dario Lupi on Vimeo.

domenica 2 settembre 2018

Trimix dive:KT Sestri 60 metri



ll KT di Sestri è in realtà è un UJ (Unterseeboot Jaeger 2216) un caccia sottomarini e non un cargo armato. Risparmio i dettagli, ma si tratta di un relitto bello, affascinante, ricco di dettagli ed elegante.
PECCATO che ieri le condizioni fossero le peggiori che io abbia mai incontrato là sopra. Acque torbe, un po' meglio a prua, decisamente male a poppa.
Un bel giretto  in ottima compagnia.
Relitto sempre bello sui cui ci torno sempre con piacere .
Se guardo il loogbook negli anni scorsi ci sono sceso 5volte, sempre in aria per scelta, ma oggi con un trimixino light ce lo siamo gustami a pieno.
Alla prossimo guys.
Dati immersione
Max depth 58
Bottom time 35'
Run time 100'Mix 20/20 ean50 -Oxy
Team:

  • Altomare Paolino CA
  • Bertini Maurizio ECCR
  • Giacchino Enrico ECCR
  • Lupi Dario CA
  • Tenerini Enrico ECCR




 










venerdì 25 maggio 2018

Trimix dive Corallone/Dente dell uomo -80mt

Il punto di immersione denominato Corallone / Dente dell'Uomo si trova dietro isola di Bergeggi.
E' sicuramente uno dei siti più interessanti della zona.
Trattasi di un gruppo di scogli la cui sommità si trova a 70mt che scendendo ripidi formando delle paretine che raggiungono gli 85mt, ricche di gorgonie, gerardia savaglia e anche dei bei rami di corallo nero.
Sugli scogli , vivono grosse aragoste e astrospartus di dimensione ragguardevoli ma il protagonista assoluto di questo sito sono dei grossi rami di gerardia savaglia di color giallo e altro bianco davvero scenografici che fanno da contrasto alla fitta distese di paramuricee rosse.


Il primo tuffo abbiamo fatto nel 2015, fu un tuffo davvero entusiasmante poi ho avuto il piacere di tornarci altre due volte,  oggi è la quarta discesa.
Imbarco è fissato presso Diving Nereo Sub , ad aspettarci Tato e il suo assistente.
E' un po' che non veniamo da queste parti, in passato abbiamo battuto assiduamente le secche e cigliate fonde che caratterizzano queste zone e qui che ci siamo formati con trimix diver!!!



Molliamo gli ormeggi poco dopo le 10, la barca è tutta per noi , ci vestiamo durante la navigazione per altro molto breve, dalla regia comunicano che c'è qualche problema con ecoscandaglio e che il punto di immersione lo troveremo con le mire a terra e punto GPS, ma poi la fortuna è dalla nostra parte e ecoscandaglio si rianima !!!
Tra chiacchere appassionate sul nuovo governo e su nuovi scenari politici tra il mio buddy Dario e il buon Tato arriviamo sul punto, filiamo pedagno mobile che scende a tutta velocità fino ad interrompere la sua corsa a 70mt .
Ci siamo, saltiamo in acqua ,leggerissima corrente ma nulla di preoccupante. Vietato attaccarsi al pedagno!!
Per questa  immersione abbiamo pianificato 80metri per 25 di fondo.
Bottom gas 14/50 220 bar bibo 16+16
Deco gas :25/30 50/15 Oxy. Run time previsto 120minuti. 
Ultimiamo gli ultimi controlli in superficie e al segno di ok scarichiamo gav e giù.
Atterriamo dopo 3 minuti sul fondo a 70mt in prossimità di grosse gorgonie rosse. Riconosco la zona e decido di andare con parete a dx come del resto ho sempre fatto. Pochi metri di pinneggiate e ci troviamo a 80mt in questo piccolo canyon che si forma tra  due scogli dove delle grosse gerardie savaglie si dividono lo spazio con gigantesche gorgonie, tra cui nuotano frenetici branchi di anthias, grossi astrospartus sono appoggiati sui rami delle gorgonie, un contrasto di colori spettacolare, magia!
Ce la stiamo godendo, il posto lo conosco e cerco di portarmi a casa molti dettagli, .Noto altre piccole colonie di gerardia che stanno aggredendo qua e la le gorgonie ,cosi come piccoli ciuffetti di corallo nero un po' ovunque.
Continuiamo la ns immersione imbattendoci in grosse aragoste, ricci matita e ricci melone fino ad arrivare al ramone di corallo nero che si trova a 83mt.Video di rito e iniziamo il rientro , parete a sx .Ci godiamo ambiente coralingero davvero di alto livello .Il 25 sta per scoccare, abbiamo in programma di lanciare il pedagno dal fondo sul quale verrà poi calata dalla superficie una cima parallela con ean50 e oxy ma orientamento e la buona visibilità ci permettono di ritrovarla. Un ultimo incontro, un  altro grosso ramo di corallo nero proprio li accanto al pedagno a -70 tra cui ci sono anche 3 grossi astrosparots su delle gorgonie, che spettacolo!!
Bene è scoccato il 25 è ora di cominciare a fare un po' di decompressione abbiamo fatto una bella quadra a 80metri, sono molto soddisfatto cerco di comunicarlo a Dario a gesti.
Metro dopo metro completiamo la deco un po' di corrente negli ultimi metri e al 122 siamo all'aria .
Riemergiamo e rientriamo in porto raccontandoci la ns esperienza




Corallone non delude mai, zona poco battuta sicuramente uno dei siti più interessanti della zona!
Ottimo anche il post immersione a base di tuffetti, e tintarella!!!!









A Dive on "Corallone" ridge. from Dario Lupi on Vimeo.

sabato 28 aprile 2018

Trimix Dive Formiche di Grosseto 70/85mt

Ultima tappa, del nostro tour: Formiche di Grosseto.Lasciamo  Napoli, con il nostro carico di bibo e deco con ottime mix e dopo aver percorso 400km raggiungiamo Grosseto, dove trascorreremo la notte! La fame si fa sentire, le giornate sono davvero molto piene e dobbiamo assolutamente mangiare qualcosa prima di andare a letto, il problema che la cena si trasforma in una abbuffata epica!Ci scofaniamo in ordine :una serie di panuozzi ripieni, pizze, crocchette, arancini, babà e pastiere, parola d'ordine leggerezza!!!

L'imbarco è fissato all'indomani a Castiglione della Pescaia presso il Diving Sestante dei fratelli Cerri.Per questo tuffo si è aggiunta anche Sabrina Cattaneo nostra amica e istruttrice, anche lei per  tutta una serie di sfighe è un po' che insegue questo tuffo.

Le Formiche di Grosseto sono tre piccoli scogli sparsi in mezzo al mare che si trovano in Toscana,  a circa undici miglia di distanza da Castiglione della Pescaia. Le tre isole si distendono su una linea di circa un miglio e la loro particolarità è proprio quella di essere molto distanti dalla costa, perciò, fortunatamente, sono pochi i visitatori di questo posto ancora incontaminato. Le condizione marine sono strepitose , mare forza lago, e in poco più di un ora siamo ancorati alla Formica Media.Il padrone di casa è Dario, che ha avuto modo di fare questo tuffo un paio di volte.


Gli obiettivi sono la grotta della bifora a 65metri, la spettacolare parete ricca di gorgonie, scovare alcuni grossi rami di Antipathella subpinnata (Corallo nero).Il primo dovrebbe essere lungo la dorsale a 70metri ed altri rami sugli 80metri.
Aspettativa è alta, stiamo parlando di una delle 10 immersioni più belle del nostro mare.
Per questo tuffo abbiamo programmato 30mimuti di fondo tra i 70/80 metri.
Bibo a 220 bar con 14/50
Deco: 25/30-50/15 Oxy.

Siamo in acqua, scendiamo lungo la parete e in poco tempo si mostra in tutta la sua imponenza verticale, ci chiama verso il fondo e noi obbediamo.
E' una tavolozza di colori ,gorgonie e spugne gialle, grossi astrospatos aperti, sono un po' ovunque.
Dario rimane un po' più alto , nel briefing avevamo indicato che avremmo fatto la parete per un pezzo alti per poi sprofondare in determinato punto ,invece appena vediamo il paretone, ci fondiamo subito a cercare la massima quota.
Arriviamo alla bifora.
La bifora è il più celebre dei grottini che si trovano sull'omonima parete.
Situata a -65 metri ed abitata da centinaia di gamberetti, la Bifora deve il suo nome all'evidente colonna centrale che la divide in due simmetricamente.
Scovo subito due grosse musdelloni e migliaia di gamberetti si muovono freneticamente una volta illuminati dalla mia torcia.
Proseguiamo, siamo a base della parete tra i 77/80metri, stiamo facendo un giro leggermente diverso da quello pianificato, arriviamo a 85metri e Omar ci indica una gigantesco ramo di Corallo Nero, eccolo lo abbiamo trovato  ma non dovevamo imbatterci prima nel ramo a 70mt e da li uscire esterni a trovarne altri? Vabbè poco male, ce la stiamo godendo.La visibilità sotto peggiora, ci rialziamo di qualche metro,  e ci portiamo con la parete alla ns sinistra ed eccolo un altro bellissimo ramo incantato  è quello dei 70, abbiamo fatto al contrario, ma non ci sta sfuggendo nulla. Indico una paio di aragoste a Sabrina, ce ne sono diverse su questa parete. Ripassiamo dalla bifora siamo prossimi alla staccata ,illumino la volta e trovo quello che ogni sub vorrebbe trovare quando illumina una volta.
Almeno 5/6 aragoste tutte molto grosse, non so più dove indicarle, spero che qualcuno a fianco a me le stia vedendo, vorrei condivider questo momento, un ultimo saluto ai gamberetti e ora di lasciare questo posto un po' a malincuore ,ma si stacca.

Primo cambio a 54mt in parete con 25/30. Un occhio al runtime, un occhio ai buddy , un occhio alla parete, arriviamo al cambio a 21mt con ean50 azz che succede??!!
Non ci posso credere, il pomello del rubinetto si è spanato, durante assemblaggio e il check in superficie non ho riscontrato nessun problema ho respirato il sistema era perfetto….
Questo è un grosso problema ,ean50 è il gas più importante quello che non vorresti mai che ti abbandonasse... è pure è successo, ad ogni modo gas ne abbiamo tanto.
Omar ha ben 4 stage 18/45 35/30 50/15 Oxy, Dario  ha le stesse tranne la 18/45. E' un failure preventivata e discussa nel ns team, infatti ho un piano sul wetnotes per completare la deco con 35/30 dei buddy, ma non ce ne è bisogno.
Oggi sono fortunato, siamo in acqua con un diver in circuito chiuso:Sabrina e mi faccio passare la sua buonissima e pienissima 50/20, gli mando un bacio e  mi riconfiguro.Ora ho 4 stage , sposta, clippa, sistema, lo scooter fa più fatica a trascinarmi e metro dopo metro completiamo la deco ,tra nubibrachi , polpi e diversi saraghi , al 135' siamo fuori.
Ad aspettarci i ns compagni di viaggio , loro sono in configurazione rec e faranno due tuffi, noi invece   ci tuffiamo sul buffet  di bruschettine, a seguire pasta ai funghi , chiudiamo con dolcetti e portata dopo portata completiamo anche la deco di superficie.
Anche questo tuffo lo abbiamo portato a casa e sono certo rimarrà sempre impresso nei ns ricordi subbi

Medley della Bifora. from Dario Lupi on Vimeo.

giovedì 26 aprile 2018

Trimix Dive relitto Valsavoia -75/90mt

Come ogni anno con il nostro piccolo team composto da: Dario Lupi , Omar Novara e Paolino Altomare, decidiamo di concederci qualche giorno di vacanza.
Abbiamo in programma una fantastica triplette:Valsavoia - Banco di Santa Croce- Formiche di Grosseto.

Il ponte del 25 Aprile si presta bene  la previsioni danno tempo buono e stabile con mare calmissimo per tutto il periodo.
Partiamo in direzione Napoli con un carico di attrezzature imbarazzante : 6 bibombola, 3 scooter, 11 stage: ci siamo fatti decisamente prendere la mano !!!!!!!

Abbiamo scelto come base di appoggio il Bikini diving di Castellamare di Stabia ,gestito da Pasquale Manzi e Giulia Ruotolo. Arriviamo in serata, ci chiedono se siamo noi quelli che devono  fare la check dive ihhiiii .
Ambiente è caldo e Pasquale e il suo staff sono prontissimi con cime e taniche per pedagnare il relitto del Valsavoia.


Il relitto giace a poco più di un miglio dalla costa, di fronte a Positano, a circa 90 m di profondità con la prua rivolta a sud e in perfetto assetto di navigazione
Il piroscafo che aveva una lunghezza di 118 m, nel 1919 fu requisito dalla Marina Militare e adibito al trasporto truppe e materiali.
Il 2 febbraio del 1943 partì da Napoli per raggiungere Messina al comando di Amedeo Astarita in convoglio con il Salemi, le due navi erano state armate con un cannone di poppa ancora ben visibile e una mitragliatrice.
La navigazione proseguiva tranquilla ma alle 14,40 ci fu primo scoppio sul lato destro della nave che fu seguito a breve da altre esplosioni.
Il sommergibile inglese SAFARI aveva individuato il convoglio e lanciò diversi siluri che affondarono le due unità che non riuscirono ad opporre un minimo di resistenza e affondarono in brevissimo tempo.
Per questa immersione oltre a noi 3 ci sarà anche il Trainer Toscano Bussotti.Siamo tutti con gli scooter, lui con circuito chiuso, noi 3 in aperto.
Poco dopo le 9 molliamo gli ormeggi, siamo belli carichi, ma abbiamo il gommone tutto per noi. Oltre Pasquale ci sono due collaboratori, necessari per l'assistenza e per assicurare una cima di discesa fissa sul relitto!!
Davanti a noi più di un ora di navigazione, il mare è splendido ,la giornata è strepitosa.






Ci lasciamo alle spalle il Vesuvio e sfrecciamo in direzione Positano, Il panorama della costiera Sorrentina è stupendo. La costa è irregolare e frastagliata e le falesie   precipitano in mare ,all'orizzonte appare isola di Capri con i suoi bellissimi faraglioni, doppiamo punta Campanella, passiamo anche isolotti dei Galli e finalmente accendiamo eco e andiamo alla ricerca del Valsavoia.
Siamo sul relitto. Scenderemo su un pedagno fisso che verrà posizionato dal buon Pasquale, che scenderà direttamente sul relitto per fissare una cima nuovissima a centro coperta  a77 metri, il tutto come se stesse andando a pedagnare un relitto a 30metri, attrezzatura "leggera" ,senza fronzoli, la confidenza che ha con la situazione è pazzesca.
Noi aspetteremo in barca il suo segnale: "una scampanat alias una scampanellata alla cima" , che ci indicherà  che è tutto ok e si può scendere .La scampanellata non la sentiamo ma dopo poco di mezz'ora Pasquale riappare fresco e tosto e ci da il go!!!
Siamo pronti, la cima è fissata, possiamo ormeggiarci sul relitto.
Diamo inizio alle danze!!
Per questo tuffo abbiamo pianificato 30 minuti di fondo
Bibo a 250 bar di 13/55 Gas deco: 25/35-50/15-Oxy.
Completiamo la vestizione facendoci passare le stage, qualche incomprensione su quelle di Dario con la scritta Taz oppure azzz :) :) ihihihihi .Ci siamo, siamo pronti , per questa nuova avventura in fondo al mare.
La discesa scorre bene in 3 minuti sono sul relitto a 77metri.Il pedagno è proprio li dove deve essere a poppavia del castello, sulla coperta vicino ad una stiva.
Un ok al Bussotti che era già giù che ci aspettava, arrivano anche Dario e Omar e via diamo inizio al giro. Il relitto è in assetto di navigazione ,pulito , ben conservato ,con un 15/20mt di visibilità abbiamo una discreta visione di insieme. Il castello a centro nave è imponente con ampi finestroni .Sul piano più alto individuo subito il telegrafo di macchina, sulla murata di sinistra grossi boschi di corallo nero e qualche gorgonie bicolore. Ritorniamo sulla coperta , andiamo vs prua , attraversiamo due bighi di carico sembrano una gigantesca ghigliottina, una grossa bitta anticipa una sovrastruttura con scalette dove in verticale c'è una gigantesca ancora, un bella musdella di grossa taglia fa bella mostra. Scolliniamo la prua e siamo davanti al tagliamare, la visione di insieme davanti al tagliamare con le ancore in posizione è da togliere il fiato.
Torniamo verso il castello, una occhiata alla stiva sottostante e via attraversiamo a tutto gas la coperta direzione poppa, grossi bighi si scagliano vs alto e in meno di un minuto siamo davanti al cannone di poppa, ci compattiamo con tutto il team, facciamo qualche ripresa e via ci riportiamo vs prua. Siamo sul castello, al primo piano trovo il bagno con la vasca, la mostro a Dario e gli indico anche il telegrafo precedentemente individuato sulla parte alta del castello..
Un ultima sgasata vs prua e scocca il 30 , segno di Ok e cominciamo la lenta risalita che ci vedrà riemergere dopo 135minuti , ma non mi prima di aver stappato anche una bottiglia di prosecco a 6metri con tanto di gas sharing!!!
Valsavoia portato a casa, con grande soddisfazione, relitto ricco di particolari, bello da ripetere  con aggiunta del relitto Salemi 105mt




Team Diving on Valsavoia wreck from Dario Lupi on Vimeo.

domenica 29 ottobre 2017

Trimix Dive Relitto del Tirpiz prua -70/90mt

Il meteo ha tenuto e noi non potevamo mancare!! Tirpiz wreck70/90mt, relitto che non delude mai!!!
Sarà per la visibilità spesso buona, sarà per la fiancata completamente avvolta da spugne gialle che ricorda un reef tropicale, saranno le grosse stive dove è bello avventurarsi  ,sarà  il corallo nero a prua e sullo squarcio ,ma la Tirpiz a mio avviso e tra i relitti più belli!!
La Tirpiz è Partita da Amburgo con destinazione Genova e rimasto bloccato in Mediterraneo all'inizio del conflitto, nel 1941 era entrato a far parte della Mittelmeer Reederei, una società militarizzata creata dal governo tedesco per gestire le circa 50 navi di bandiera tedesca che si erano concentrate nelle acque italiane. Sotto tale gestione è stato silurato da un sommergibile inglese il 23 luglio 1941, presso Capo dell'Arma (tra Arma di Taggia e Sanremo) ed affondato.
Giace coricato sul fianco di sinistra, su un fondale di circa 85 metri, ma le sue imponenti dimensioni fanno sì che in alcuni punti il relitto tocchi una profondità minima di circa 70 metri, per questo è comunque consigliabile pianificare immersioni di almeno 80 metri per poter vivere al meglio l'esperienza.
Data la grandezza (lungo 147 mt e largo 18) è impossibile visitarlo tutto in una sola immersione.Nelle altre occasioni a pinne abbiamo potuto visitare soltanto una parte di questa nave , ma oggi scooterati e con 27 minuti di fondo pianificati, abbiamo portato a casa diversi dettagli di questo relitto, raggiungendo la prua dove abbiamo potuto ammirare una foresta di corallo nero, nel rientro ci siamo addentrati nelle stive di prua e quelle di poppa e prima di risalire un bel giro nello squarcio di poppa dove si trova la caldaia .

Profilo


Dati immersione:
Max depth:81metri
Bottom time:27 minuti
Run time:120 minuti

Bottom Gas : Trimix 14/50 :
Deco Gas : Trimix 25/30- 50/15 OXY 


Tirpitz 2017 Redux from Dario Lupi on Vimeo.

sabato 7 ottobre 2017

Trimix dive: UJ 2208 ex Alfred o relitto Cigliano 103mt

L'UJ si presume essere uno dei tanti pescherecci d’altura che sono stati convertiti in cacciasommergibili. Presumibilmente ex Alfred costruito nel 1926 dai Cantieri ATELIER. Affondò poco fuori del golfo di Genova il 20 febbraio del 1944 in seguito a probabile urto con una mina.
 La giornata parte presto la sveglia suona alle 6:00, la macchina è bella carica con bibo e 4 stage, tutto pronto per sciropparmi in solitaria questi 170km che mi separano dal Centro sub Tigulio (Genova).

Oggi sono solo soletto, Dario è a casa con un fastidioso male all’orecchio, Andrea alle Maldive, ma la mia voglia di portare a casa questa immersione è inarrestabile. A settembre abbiamo cercata di organizzarla ben due volte ma poi eventi vari hanno fatta sfumare. Decido di organizzare e pianificare questa discesa con Filippo.

Filippo lo abbiamo conosciuto durante le due immersioni fatte sul U455.Durante la settimana condividiamo tempo di fondo, giro sul relitto , pressione di rientro e di stacco, poi ognuna farà la sua deco con le proprie mix lungo la cima.


Durante il viaggio penso ai motivi che mi spingono a fare queste immersioni, la risposte e che sono diversi,tra cui la curiosità, incognita della scoperta di un posto nuovo sui cui immergersi, la vittoria sulle nostre paure, le forti emozioni interiori che queste discese generano che gratificano regalandoci benessere e autostima.

Arrivo al diving di buon mattino, carico tutto sul carrellino elettrico. Ad aspettarmi c’è Golia un mastino Napoletano dei proprietari che sorveglia il diving. Non ho il coraggio di aprire la porta, aspetto che arrivino i proprietari è davvero un bel bestione.
Arrivano anche gli altri compagni di viaggio: 2 divers di Verona anche loro in CA, con 20+20 e 5 stage a testa più scooter, sono davvero strong hanno pianificato 35/40 di fondo.Arriva il mio buddy Filippo e Alberto unico in circuito chiuso.
Tra uno sfottò e qualche bestemmia carichiamo il gommone con i nostri pesantissimi bibombola e prendiamo il largo poco dopo le 9:30.
Alla guida Dario Neli, assistenza in barca Simone.



L'Immersione sul uj 2208 è da considerarsi un tuffo davvero impegnativo. Decisamente più complesso rispetto all’uboot. Il relitto appoggia su un fondale di 105mt la coperta è sui 95/97, la mitragliatrice di poppa a 90mt. La nave giace poco fuori il porto di Genova, spesso le condizioni di visibilità sono davvero scarse, in aggiunta sul relitto ci sono moltissime lenze e filaccioni.La poppa è avvolta da diverse reti e per non farci mancare nulla, abbiamo una bella rete “fresca” sulla cima di risalita da 20 a 90 mt.

La giornata è splendida, sembra primavera, il mare è calmissimo, speriamo di essere fortunati e trovare almeno “5 metri politici” di visibilità.
Dopo pochissima navigazione siamo sulla verticale del uj 2208 o relitto Gigliano (nome del pescatore che ci calava le reti), attacchiamo il gommone e al pedagno e apriamo le danze.
Per queste immersione abbiamo pianifico 18/20 minuti di fondo dipende dalla visibilità che troveremo.
Nel 16+16 ho 230 bar di un ottimo  12/60,
al fianco sinistro, 2 S80 con 20/45 e 50/15
al fiano destro 7litri di ossigeno, tra le chiappe 7litri con 35/30.
I primi a saltare sono i ragazzi Verona, a seguire arriviamo noi .
Scendiamo lungo la cima, veloci e senza attaccarci prendiamo le misure alla rete che l’avvolge.
3 minuti 90 metri siamo sul relitto: la visibilità è mediocre 5/6 metri, eravamo pronti al peggio, sono un attimo disorientato è la prima volta che mi immergo su questo relitto.
Il pedagno è fissato al basamento della mitragliatrice di poppa, ci dirigiamo vs elica, scolliniamo la poppa che crea una grossa rientranza, e ci lasciamo cadere vs il fondo.
La visibilità sul fondo è  migliore rispetto a quella che c’è sul relitto. La poppa è piena di reti, sul lato di sinistra c’è un spazio ci caliamo dentro ed eccoci sul elica mono pala, le altre devono essere saltate durante impatto sul fondo. Risaliamo sulla coperta, la visibilità non è eccezionale. Nuotiamo a filo murata di dritta, incontriamo gli altri ragazzi in circuito aperto, poi scopriremo che stavano osservando un grosso gronco. Arriviamo al fumaiolo spezzato invertiamo il senso di marcia e ci dirigiamo nuovamente verso la poppa, un occhiata ad uno dei locali che si trovano sotto la mitragliatrice dove ci sono lavandino e bagno, una grossa galatea nuota fra le strutture.
Scendiamo nuovamente sull’elica ,si vede davvero bene e il passaggio tra le reti e davvero suggestivo.Risaliamo sulla coperta ci gustiamo la doppia canna della mitragliatrice a 88/90 mt è arrivato il 18 minuto, stacchiamo.
La risalita avviene in libera con cima a vista. Impensabile attarci.La rete infastidisce davvero,  ogni cambio tappa lo facciamo con la massima attenzione.Dovrebbero tagliare la cima e rimetterla nuova. A 70 metri lascio il bibo con 100 bar e passo al 20/45 , da questo momento tappe ogni 3mt.


I Ragazzi di Verona sono ancora giù sul relitto, stanno facendo davvero un tuffone. Il relitto non è molto grande e merita sicuramente qualche altro tuffo, sperando in un visibilità migliore, vedremo di attrezzarci con un macumba!!!  Sono soddisfatto di come abbiamo gestito il giro e immersione sicuramente non facile. Dopo poco più di un ora arriva Dario a cui molliamo le decompressive che non usiamo più e dopo 120 minuti torniamo in superfice a scambiarci le nostre impressioni.Ci mangiamo un buon panino, un muffin al cioccolato, un buon the caldo, e aspettiamo i nostri compagni di viaggio che riemergeranno dopo ben 200 minuti!!! Tanta robba complimenti un tuffo del genere in circuito aperto è davvero notevole!

Ci lasciamo con la promessa di andare a visitare anche  il Piroscafo Nina  o relitto delle catene 115mt  ma caso mai organizziamo l' anno prossimo! Stay tuned   


PS :Foto subacquee fonte WEB 


Questo video non fà riferimento allo scritto, ma ad un tuffo fatto qualche settimana fa da due membri del team: Andrea Alpini e Dario Lupi.
Relitto abbondantemente esplorato, ma il video documenta pur sempre lo stato di conservazione attuale!


Dive on UJ2208 (Ex Cigliano, ex relitto 103, ex Alfred) from Dario Lupi on Vimeo.