venerdì 10 giugno 2016

Trimix dive Secca Sant'Antonio 70mt

Oggi con il Maurino neo brevettato Trimix diver Tdi abbiamo programmato un bel tuffo su una secca fonda del ponente ligure.
In questi anni ho avuto il piacere di immergermi su diverse secche della zona ,tutte molte belle, colorate e ricche di pesce, ma quella che abbiamo in programma oggi è davvero tra le più suggestive.
Sto parlando della secca di Sant'Antonio  è una Meravigliosa secca non molto lontano dal porto di Finale Ligure. L'immersione per profondità e presenza a volte di corrente, è riservata a subacquei esperti. Si compone di due grossi scogli che iniziano a 63mt separati tra loro da un lembo di sabbia che sale dal fondo come a formare una sella, il colpo d'occhio è suggestivo nel vedere tutte le gorgonie coloratissime che la ricoprono. La giornata è splendida, soleggiata, mare calmo.Molliamo gli ormeggi poco dopo le 14:00 dal piccolo moletto della spiaggia di Spotorno già piena di bagnati che assaporano la giornata estiva. Per questo tuffo ci siamo appoggiati al solito Neresosub. Abbiamo la barca tutta per noi e durante il tragitto vestiamo "comodamente" i nostri bz 400 e successivamente le nostre mute stagne.
Abbiamo programmato 20minuti a 70metri con un attrezzatura leggera bibo 12+12 caricato con un ottimo trimix 17/35, ean50 e ossigeno per la decompressione. La navigazione scorre veloce ammiriamo la bellezza della falesia di Caponoli e  piccole baie dal mar color turchese.
Dopo 15' di navigazione, ci siamo,Tato rallenta  e inizia a scandagliare il fondale , in cerca della  secca.
Ecoscandaglio segna 70,68,67 cerca di trovare il capello che è poco più in alto ,ci siamo 65, lo trova, lancia il pedagno...
Dalla leggera fatica per individuare la secca e dalle parole di Tato e dalla rilevazione dell'ecoscandaglio, ho impressione che questa volta il pedango non sia caduto proprio sul cappello a 63mt ma direttamente sul fondo a 70mt.
Completiamo la nostra vestizione e  indossiamo le decompressive in barca. Tato si avvicina al pedagno e via saltiamo  in acqua. Dopo i controlli di rito ci lasciamo scivolare nell'acqua blu.Scendiamo veloci. Quando passo i 60mt e non vedo ancora apparire la secca mi rendo conto che quanto percepito è realtà: 70mt pedagno caduto sul fondo ma fortunatamente accanto alla secca. Mi guardo alle spalle ,Maurino ha tenuto il passo è arrivato sul fondo , siamo a 70mt , segno di ok e iniziamo il nostro giro. Lo scenario è davvero esaltante .Paramuricee rosse e gialle , ricci matita , spugne gialle. Dopo qualche minuto ci da il benvenuto un bel pesce san pietro,probabilmente incuriosito dalle nostre bolle è venuto a vedere chi sono questi strani pesci...
Proseguiamo a girare intorno a questo panettone tenendo la batimetrica dei 68mt, incrociamo una grossa cernia da fondale in una spacca, davvero enorme, per nulla intimorita si lascia osservare da vicino. Strano incontrarle a 70mt non mi era mai capitato. Un bell'astrospartos è appoggiato sui rami di una gorgonia, lo indico a Mauro. Ricci melone, murene  sbucano in ogni dove, stiamo facendo il pieno di emozioni e di incontri!!! Gorgonie arancioni oltre alle paramuircee bicolori rendono lo scenario superlativo. Il tempo di fondo è sempre troppo breve ed aimè dobbiamo andarcene. Prima di risalire  un ultimo saluto al San Pietro ma  è solo un arrivederci , su questa secca voglio assolutamente tornarci e fare più tempo ma con  il 12+12 abbiamo già fatto abbastanza. Partiamo con risalita in libera dai  65 e metro dopo metro completiamo la nostra decompressione. All'uscita il Maurino è davvero soddisfatto e io con lui. Ci raccontiamo la belle esperienza appena vissuta e  lentamente torniamo verso Spotorno soddisfatti dello spettacolo che la secca di Sant'Antonio ci ha regalato!







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