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lunedì 6 marzo 2023

Cave Experience:Grotte di Oliero

La zona  della Valstagna è famosa per alcune importanti risorgenze delle quali fuoriesce la maggior parte dell'acqua assorbita dall'Altopiano di Asiago.

Ci sono principalmente tre sistemi. Oliero (Cogol dei veci e Cogol dei Siori), Risorgenza di Ponte Subiolo (Elefante Bianco) , Risorgenza dei Fontanazzi. 

Le grotte sono caratterizzate da una temperatura attorno agli 8/9°C durante tutto l’arco dell’anno, e le condizioni di visibilità e flusso possono cambiare in maniera improvvisa, a seconda delle precipitazioni. Le immersioni nelle grotte di Oliero sono vincolate da un permesso da richiedere precedentemente all’ente gestore.





Per questi tuffi il team è quasi al completo, sia l'anno scorso che quest'anno abbiamo cercato di organizzare un bel gruppetto 3/4 amici per poter condividere l'esperienza 

Per noi sono esperienza nuove ,diverse e come tutte le cose nuove hanno il fascino della scoperta e dell’incognita.

Sono 3 le immersioni fatte al Cogol dei Siori effettuate con Dario e Mauro ma soprattutto  con Filippo cave diver esperto che ci sta iniziando a questa attività.

Oggi  decidiamo di spingerci un po'  più in là , non avanzeremo  con la regola dei terzi sul bibo come abbiamo  fatto precedentemente, ma oltre il bibo utilizzeremo  anche una  stage di ean50 e una  stage con Trimx per la parte oltre i 40mt.






Arriviamo alle 10:30 ad aspettarci una bella giornata di sole, poca gente nel piazzale rispetto alla settimana scorsa, meglio, possiamo parcheggiar la macchina al sole e più vicino possibile all'ingresso.

Ogni volta che arrivo qui rimango estasiato dal luogo. II l rumore dell’acqua che scorre in sottofondo , le acque del laghetto  di una trasparenza incredibile, non ti possono lasciare indifferente.

Il contesto fuori dall'acqua vale da solo il prezzo del biglietto, qualche foto di rito e partiamo abbiamo un bel un pò di materiale da movimentare

Filippo ha portato con se un carrellino e in un paio di viaggi abbiamo trasportato tutto in prossimità di alcune panchine sulle quali ci vestiremo.

Bibo e 2 stage per il sottoscritto contenenti aria- ean50-20/30, idem  Filippo che ha anche una 7l di oxy.

Vestiamo le mute al sole e dopo aver imbarcato tutto su un barchino attraversiamo il laghetto per raggiungere ingresso della grotta , e li che lasceremo le due stage .

Escono alcuni ragazzi a cui chiediamo come è? Bellina è la risposta , quanto meno il flusso che ci sembra sostenuto ,è gestibile.

Ripassiamo il piano di immersione e vestito il bibo saltiamo in acqua e guadagniamo  nuovamente  l’ingresso della grotta.

Arriviamo in prossimità del pozzo ci sono delle luci , qualcuno sta uscendo è Pedro Balordi riconosco il doppio scooter e tramite facebook sapevo che si trovava ad Oliero per  completare alcuni tuffi esplorativi.

Ora è il nostro turno ci siamo, si va, ok di intesa e  si scende.

Raggiungiamo il fondo ,Filippo attacca oxy a 6mt alla maine line e si parte respirando ean50.

La grotta nella prima parte ha una buona visibilità almeno 10mt , siamo sulla maine line e cerchiamo di avanzare gestendo un discreto flusso , a tratti ci dobbiamo riposare e aiutare attaccandoci alla cima guida che in questo punto è di dimensioni generosi e ben fissata.

Il flusso in questa prima parte è una costante, l’abbiamo trovato in tutte le immersioni. I Consumi un po' ne risentono e dopo una 15’

la morfologia cambia e la sezione prende la forma di un laminatoio lungo 20m, largo 10 -12m ed alto al massimo 1m. Meno male che l'acqua trova il passaggio anche attraverso altre gallerie laterali più o meno piccole per cui la corrente non si intensifica non dovendo  sottostare al ben conosciuto e malaugurato effetto Venturi. Finito il laminatoio la galleria diventa molto più ampia, la corrente logicamente quasi impercettibile. Vediamo le torce di due ragazzi a sx,  noi seguendo la linea guida giriamo a destra .


                               

                               
 




Abbiamo consumato un filo più del preventivato ad ogni modo lasciamo ean50 sulla linea, la recupereremo al rientro, ci servirà per la decompressione.



Passiamo al bibo ad aria e continuiamo il nostro percorso , qui la visibilità è leggermente peggiore rispetto al primo pezzo, arriviamo intorno ai 35mt e passiamo alla stage di 20/30 e dopo qualche minuto ci troviamo a 50/55mt.

La visibilità ritorna eccezionale, la cima non è più attaccata al fondo ma lungo la parete di sx.

Siamo dentro per oltre 450mt , questa zona della grotta non ho avuto ancora modo di visitarla, mentre Filippo con i suoi buddy attrezzati di scooter qui ci sono stati diverse volte.

Il fondo qui cambia .A tratti ci sono delle spiaggette di sabbia e ghiaia. L’ambiente regala emozioni, sono tranquillo me la sto godendo ma purtroppo il manometro della s80 segna 100 bar a malincuore ci tocca rientrare, mi spiace avrei voluto andar avanti , il fondo iniziava a risalire , ma non ci sono deroghe, plan your dive and dive your plan.

Inveriamo il senso di marcia , si rientra. La corrente a favore ci spinge verso uscita, ritroviamo ean50 poco fuori il laminatoio , facciamo lo swicth , abbiamo 25 di deco da smaltire, ci godiamo il rientro e arriviamo in prossimità dell’uscita. Filippo fa un ulteriore cambio su oxy mentre io mi secco il mio ean50 .E il 75’ il computer ci segnala che possiamo uscire .Abbiamo il bibo ancora con 170bar e le s80 come da piano vuote, tutto è andato come pianificato , ora guadagniamo l’uscita gattonando nell’acqua a 1mt poi spazzati dalla corrente ci troviamo nel laghetto.  Anche questa avventura è andata alla grande! Ora recuperiamo le nostre cose lentamente  , il piazzale si è popolato di alcuni sub svizzero tedeschi di supporto a Balordi . Lasciamo Oliero poco dopo le 14  ,e ci dirigiamo in pellegrinaggio alla poco distante grotta dell’Elefante bianco e poi via a mettere meritamente le gambe sotto il tavolo presso la Birreria Trenti.




 



Foto scattate da Dario Lupi  nei diversi tuffi effettuati


domenica 7 maggio 2017

Juancito again " Trimix dive -107 metri"


Ed eccoci qui nel parcheggio alle 7:30 ad ammirare il ns bel pedagno in mezzo al lago.
Con la visibilità in deciso peggioramento, con il livello del lago alto, ogni riferimento a riva si è perso...Per non perdere tempo prezioso in discesa, la sera prima, sotto una copiosa pioggia, armato di scooter, spool e scarsi 25mt di cima ho fissato un peso con un pallone a circa 20metri,  in prossimità del coordino che porta alla faglia.





Abbiamo pianificato 15 minuti a 100metri
Bottom Gas 12/60
Gas decompressivi 25/40- 50/15 Oxy.
Ci portiamo in mezzo al lago e dopo i dovuti controlli, scendiamo lungo la cima. 20metri siamo sul coordino. Dario posiziona i fari della camera, la visibilità è davvero brutta, proseguiamo  50mt, nulla non si apre. Arriviamo sul faglione, una voragine, un burrone si apre sotto di noi, ci lasciamo cadere a cercare la profondità.5' minuti 80metri arriviamo sul fondo 90mt,con la parete alla nostra sinistra, raggiungiamo i 100metri. Qua sotto l' acqua è cristallina, meno male, avvolti nei nostri pensieri, proseguiamo.Il tempo scorre    arriva il 13' siamo a 97metri segnalo a Dario che fra un minuto stacchiamo.14' via ci siamo, risaliamo godendoci la parete, bianca pulita, peccato  siamo proprio dentro il faglione ma a fianco. 54Metri, stop, cambio gas. Rientriamo in un torbone pazzesco, visibilità davvero imbarazzante, peccato, certo non mi aspettavo di trovare le condizioni trovate a Febbraio, ma neanche queste, sono davvero sotto la media.Il torbo ci accompagna fino  a 6metri dove acqua finalmente diventa pulita, peccato, ad ogni modo anche oggi si è fatto "il nostro" allenamento e giù un bell`ipossicone dentro il faglione!! Buono anche il post immersione decompressivo





sabato 11 febbraio 2017

Trimix Dive Juancito 106metri.

Juancito è una delle immersioni più suggestive del nostro lago di Lecco. L'mmersione può essere svolta su due pareti di roccia calcarea: la prima atterra a 50metri dove una in una grossa spaccatura hanno depositato una targa alla memoria del comandante Costeau, la seconda è caratterizzata da una faglia o, come è stata ribattezzata, IL FAGLIONE, si tratta di una gigantesca spaccatura della montagna che comincia a 47metri con una larghezza di appena 4-5cm e finisce a 105 metri con un larghezza di 10 metri. Le pareti bianche e l'acqua limpida danno impressione di essere all'interno di una straordinaria cattedrale.
Negli ultimi 2 mesi abbiamo fatto due immersioni a 90metri per 15minuti, oggi proveremo a fare i 100mt nel faglione.
Sabato scorso con Mauro abbiamo preso le misure per cercare di raggiungere nel minor tempo possibile il faglione. Abbiamo preso le mire a terra e abbiamo appurato che spostandoci a decine di metri dalla riva in direzione Lecco sprofonderemo nei pressi di un cordino che ci porterà direttamente nella faglia.
L'appuntamento è alle ore 8 con il grande Dario, compagno di scorribande ipossiche. Percorro i pochi km che mi separano dal lago pensando a quello che andremo a fare. La tensione e il rispetto... e forse anche un po' di paura, invadono la mia mente. Ma allo stesso tempo la voglia di rinnovare la "sfida con gli abissi" è alta e mi carica di adrenalina e concentrazione.
Per questa immersione abbiamo pianificato 15' di fondo tra i 90/100metri.
Un piccolo tuffo per la subacquea, un tuffo da giganti x noi! cit.



La settimana scorre tra pianificazioni e confronti, detto fra di noi siamo abbastanza abituati e standardizzati a pianificare tuffi ipossici.
Arrivo sul punto non c'è nessuno. Inizio a portare le stage sul bagno asciuga. Mi godo il paesaggio, le montagne innevate si fanno spazio tra le nuvole, il lago è uno specchio d'acqua lì ad aspettarci ma, soprattutto, diventa per noi lo specchio della nostra anima più nascosta.
La sera prima, durante l'assemblaggio in box, ho riscontrato una perdita al bombolino dell'argon che ho risolto con una ricaricata in extremis, oggi verificherò se ha tenuto. In alternativa ho un bombolino da 1,5 di back up prestato da un amico. Abbiamo davanti 100 ' minuti di immersione che a Febbraio con acqua 7°gradi non sono una passeggiata. Arriva Dario ci siamo, diamo inizio alle danze. La tensione si allenta, entriamo nell'immersione, portiamo giù tre stage, Dario anche lo scooter. Ci confrontiamo e facciamo un briefing, sia su procedure operative che contingenze. Ognuno con la sua sequenza completa la vestizione, le parole lasciano spazio al silenzio, la concentrazione sale. Con in spalle i nostri ippopotami alias bibombola 16+16 caricati con un ottimo 12/60, ci incamminiamo verso il ripido sentiero che porta al lago. Dario entra al primo ingresso agibile tanto ha lo scooter che lo porterà in mezzo al lago, io mi cammello il mio bibo per ulteriori 15/20 metri, entrerò in prossimità della seconda spiaggetta. Attaccate le stage con 25/45-50/15 -Oxy ci portiamo con le mire a terra a qualche decina di metri dalla riva. Obiettivo è quello di trovare il cordino che scende perpendicolarmente alla riva e porta direttamente al faglione. Qualora non dovessimo trovarlo, tireremo giù dritti fino a 47metri e inizieremo la ricerca. Facciamo i controlli di superfice e, a parte qualche trafilamento non preoccupante, partiamo: pronti per questa nuova avventura e questi 100 minuti di silenzio e Io interiore. Arriviamo sul fondo a 10mt, bingo!!! siamo esattamente sul coordino, che culo! Non ci rimane che seguirlo, ormai ho preso le mire... Non abbiamo problemi a trovare il faglione, l'immersione inizia subito bene: che divemaster che sono!!! ihhihhi
Mollo la 25/45 e mi attacco alla mix ipossica. 3 minuti siamo a 47 metri sopra l'ingresso del faglione. Ci siamo: sotto di noi una voragine, un canyon... mi butto dentro e senza fretta mi godo la discesa all'interno di questa spettacolare fenditura. A partire da 60mt il subacqueo riesce a stare dentro la faglia. L
e due pareti ai miei fianchi lentamente si distanziano, più scendiamo più la spaccatura si allarga. 5 minuti 80metri, scendiamo ancora, ci siamo: vedo il fondo sotto di noi 95metri. Tengo la parete alla nostra sx e proseguiamo la navigazione toccando come punta massima di profondità i 106metri. Dario è li vicino a me, tiene il fascio di luce all'interno dello scooter e non sempre riesco a localizzarlo. Peccato la sua luce, la sotto fa la differenza. Siamo a100 metri, non c'è tensione, le immersione che hanno preceduto questo tuffo sono servite, siamo tranquilli, concentrati, con la parete al nostro fianco, arriva il 10', ci portiamo a 90metri e ritorniamo dentro il faglione. Arriva il 14' un segno di ok e via risaliamo lentamente all'interno di questa cattedrale gotica. La visibilità è spaziale, il candore della roccia bianca ci scorre davanti, la spaccatura si strige sempre di più come se fosse una cerniera lampo è davvero tutto molto suggestivo.60mt primo deep stop e mi preparo al cambio con 25/45. Da questo momento tappe ogni 3mt. Metro dopo metro ci ricongiungiamo alla prima parete e completiamo la nostra decompressione, tra un giro bombole, qualche esercizio e qualche scorrazzata con lo scooter,  arriva il 100' e torniamo all'aria, sotto il peso di 5 bombole,appagati, un po' stanchi, ma certamente soddisfatti. Che dire... anche il faglione l'abbiamo archiviato. Questo è un percorso di allenamento effettuato per rendere queste quote sempre più confortevoli, sono certo che risulterà necessario per potere arrivare preparati su relitti come l'U-Boot 455 e l'UJ 2208, che giacciono a quote prossime e superiori a 100mt. Questi relitti, non possono (e non vogliamo) farli mancare nel nostro loogbook. Stay tuned!


profilo 14' di fondo 

Back to Quencito Rift from Dario Lupi on Vimeo.

Questo video è stato girato a Maggio 2020 e non è riferito a questo scritto, ma rende l' idea del posto

Team ipossico al completo: Dario, Omar, Filippo, Io!

venerdì 10 febbraio 2017

Immersione Deep Air: "Le Armi"

Ne abbiamo parlato qualche tempo fà e finalmente ci siamo decisi ad andare a curiosare che cosa ci fosse da vedere in questo sito di immersioni denominato :"Le Armi"  
Accesso al sito  è decisamente scomodo e avventuroso, cime per calare le stage,  salto con passo da gigante da una montagnetta, un amico si è anche rotto la gamba. Per evitare tutto questo, siamo entrati comodamente dal porticciolo di Parè e grazie agli scooter, in pochissimo tempo abbiamo raggiunto la parete.

La parete:molto bella, calcarea ,bianca, frastagliata ricca di spacche, che termina su un fondale fangoso a 55/60mt .

Qua e la ci sono oggetti sospetti, qualche cannoncino, qualche bombetta, una mitragliatrice.



Questa è stata un immersione di ambientamento  e sicuramente ci faremo qualche altro tuffo, ci sono altre cosette interessanti da vedere!!!












Video su:
https://vimeo.com/205770246/f455dbffa4?fbclid=IwAR2D3mvXikFQ5YiQ2chJ3X8VFIIdZ1dhpJR7Us5GXXGALw_wmiKqgJdHgMw
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giovedì 5 gennaio 2017

2 trimix dive Punta Granelli 90 metri


Immersione del 7-12-2016
Punta Granelli si trova vicino a Castelveccana, sulla sponda orientale del Lago, ed è un sito di immersioni molto frequentato sia da sub ricreativi che tecnici, poiché il punto d'accesso è agevole e il fondale particolarmente suggestivo.

La festività di Sant'Ambrogio si presta bene per un bel tuffo trimix nelle fresche acque lacustri e, insieme al buddy Dario, programmiamo la trasferta.

L'idea è quella di fare un'immersione di 15 minuti a 90 metri con un runtime invernale di 90 minuti.

Martedì sera mi reco nel nuovo centro ricariche a ritirare il mio 16+16 e 3 stage, con enorme stupore mi comunicano che non sono pronte... hanno avuto dei grossi problemi con i fornitori di gas (consegna bucata) si scusano non riescono a farle al volo. La situazione è complessa siamo già organizzati per l'indomani e dietro ad un tuffo del genere ci sono mille sbattimenti e non mi va di  far saltare immersione, come si dice: ogni lasciata è persa. Il negoziante è in forte imbarazzo e decisamente dispiaciuto ma non vuole fare brutta figura  e mi propone di portarmi  le mix direttamente a casa  alle undici di sera, cazzo meglio di amazon prime!!! Che servizio top!!

Ed eccoci qui, undici di sera nel parcheggio sotto casa mia con analizzatore e manometri a battezzare un bel 13/50 in un 16+16, un bel 30/30 S80, 50/15 S80 e Oxy e non ci facciamo mancare neanche un bel 200 bar di argon, che fa frec!! Ci siamo, assemblo tutto in box e all'indomani mattina appuntamento con Dario per questa nuova avventura.

Arriviamo a Castelveccana, soli noi e le oche. Giornata  serena ma fredda, zero gradi. Nel piazzale neanche un anima.
Il comodo pedagno che dall'alto porta direttamente lungo la parete è sommerso, c'è il lago alto e non si vede. Me lo immaginavo, poco male... troveremo sicuramente  la cima lungo la parete e ci sprofonderemo lì. Dopo i controlli di superficie, scarichiamo il gav e partiamo per questo viaggio. Percorriamo i primi metri e mi rendo conto che la visibilità è pessima, ma davvero brutta sembra di essere in estate, non me lo aspettavo, mannaggia!


Proseguiamo nel torbo assoluto fino a 45 metri ed eccoci troviamo la cima che arriva fino alla base della parete. Sotto di noi un baratro nero apparentemente senza fine ma noi siamo diretti alla fine o giù di li
La visibilità migliora decisamente, la pendenza è invitante, ci siamo: ora si fa sul serio.
Un cenno di ok con Dario e ci lasciamo cadere lentamente lungo la cima, e al quinto minuto arriviamo a 80 metri. Dopo un manciata di secondi raggiungiamo il nostro obiettivo: eccoci a 90 metri.
Ci mettiamo in assetto, la visibilità è davvero superlativa facciamo la massima 93 metri, sotto di noi vediamo il fondo a 97. Cime e pezzi di corda sono sparsi alla base delle parete. Partiamo per il nostro giro lungo la parete a sx per qualche metro e poi, appena risale, invertiamo senso e ora la parete è alla nostra dx. Facciamo passare il tempo tra i 90/87 metri, al 15 ' stacchiamo decisi. La risalita dai 90 è ovviamente lunga , ci godiamo la parete  spettacolare, tutta a scaglie.

Monitoriamo i tempi di risalita ma allo stesso tempo vogliamo goderci questa parete frastagliata. Primo stop 54 metri, da qui tappe ogni 3 minuti. A 42 metri abbandono il bibo e passo al 30/30 e ritorniamo nel torbo. Abbiamo profili deco leggermente diversi, Dario Utr deco system, io tabella bulhman 20/85, ad ogni modo  rimaniamo a vista.Tra un giretto con lo scooter e un paio di battute scritte sul wet notes metro dopo metro completiamo la nostra decompressione, arriva il 90'  e si è fatta l'ora di tornare in superficie. Riemergiamo belli freschi e soddisfatti della nostra avventura ipossica sul Maggiore. Fiumi di parole, la gioia si prende possesso di noi ,ci scambiamo impressioni, sensazioni siamo davvero soddisfatti, le facce la dicono lunga!!!

Immersione del 5-01-2017

Oggi un grande rientro sulle scene"subbiche" di Omar per un gran TUFFO:Parete di Castelveccana, un ottimo 90x90. Speriamo sia di buon auspicio per un 2017 ricco di nuove ed emozionanti avventure!!! Alla prossima buddy, ti raccomando non farmi aspettare altri mesi.
Bottom gas:13/50
Deco gas:30/30 -50/15-OXY
Bottom time:15
Run time:90
Max depth:96mt.

Note:
Visibilità molto buona a tutte le quote. Durante la discesa abbiamo mancato la cima ma comunque in 4 minuti eravamo ad 80metri a base parete. Abbiamo invertito la marcia, parete a dx e immediatamente abbiamo raggiunto la batimetrica dei 90 metri, fino ad incontrare la cima che termina nella sabbia tra i 93 e 95 metri. La parete tenendolo a dx ha una pendenza accattivante che va oltre i 90 metri creando crepacci e spaccature interessanti.
 
 





lunedì 7 marzo 2016

Faglia Juancito ,Trimix dive 75mt


>Nel lago di Lecco a 6km dal porticciolo di Parè , in prossimità del ristorante Juancito cento metri prima, c'è un piccolo posteggio sulla destra ,dove da un sentiero si accede al lago. Immersione prende il nome dal ristorane, il giro solitamente avviene su una spettacolare parete di roccia calcarea che termina a 50/55 metri. A 50metri possiamo trovare una grossa volta che rientra per alcuni metri nella parete chiamata "la grotta Cousteau ", per via di una targa fissata all'interno. Proseguendo per circa 100 metri da questa prima grotta, dalla profondità di 47metri parte un ulteriore parete, caratterizzata da un ampia faglia che si allarga sempre di più con aumentare della profondità, permettendo al subacqueo di entrare  e termina  su un fondo a circa 105mt. In altre occasioni respirando aria  ci siamo affacciandoci per qualche minuto in questo burrone,  arrivando a 60mt .Oggi con  Dario e il mio amico e istruttore Gianluca siamo diretti dentro al "Faglione del Juancito  e faremo un immersione di 20 minuti a 70metri respirando trimix. Il ritrovo è alle 8:30 , con noi ci saranno anche Luciano e Marco, allievi di Gianluca,  in circuito chiuso ,mentre io Dario e Gianluca ,saremo in circuito aperto. La natura affascina è dà spettacolo , il lago è circondato da montagne con cime innevate, un bel sole caldo inizia a scaldarci  e complice Eudi di Bologna troviamo comodamente parcheggio tutti a fianco e iniziamo a preparare le nostre attrezzature.

Chiacchieriamo di subacquea in particolar modo di rebreather, me ne fanno vestire uno per farmi "sentire il peso", ci scambiamo impressioni su attrezzature, fiumi di parole, intanto si son fatte le 10 e siamo ancora all'asciutto. Mannaggia siamo davvero lenti a prepararci... Per ottimizzare la logistica  e calarci direttamente all'interno della faglia, ci organizzeremo cosi:

Gianluca con lo scooter si porterà all'ingresso delle faglia 47mt, manderà in superficie il pallone  che assicurerà con il reel ad una sagola che si trova all'ingresso della faglia. Nel frattempo io e Dario prese le mire a terra iniziamo a  portarci a oltre 200mt da  riva dove da un momento all'altro ci aspettiamo di vedere apparire il pallone. Marco e Luciano con i reb scenderanno dopo.

Per questo tuffo ho 4800litri di un ottimo trimix  16/30 che alla massima profondità di darà una end di 40/42mt . 35/20, ean50, oxy per completare la decompressione.

Siamo a mollo in mezzo al lago davvero lontani da riva in attesa che appaia sto benedetto pallone, ci guardiamo attorno ed eccolo finalmente! Nonostante la lunga pinneggiata , siamo lontani ancora una trentina di metri lo raggiungiamo. Ok si va, ci siamo, sgonfiamo i gav e via verso il faglione. Seguo la cima ,vengo investito dalle bolle di Gianluca che ci sta aspettando sul fondo , arrivo sul fondo 2 minuti 47metri,ok di conferma al boss ma dove è Dario? guardo su non lo vedo , guardo dietro nulla, dove è finito? Guardo Gianluca dove cazz è?...eccolo ci siamo, vedo i fari della telecamera, siamo in discreto ritardo vabbè scendiamo .Scopriremo una volta tornati in superficie che un problema di compensazione ha ritardo la discesa. La visibilità non è eccezionale ,anzi per la quota a cui troviamo fa cagare! Oltre i 60metri migliora decisamente, entriamo nella faglia.

La faglia è come se fosse una frattura all'interno della parete , mi lascio cadere all'interno fino a raggiungere la massima profondità di 75 metri. Le pareti parallele creano un canyon ,questa roccia calcarea che ti sovrasta  rende tutto davvero molto suggestivo, mi spingo ancora all'interno e cerco di catturare delle immagini dal basso verso altro  che porterò come ricordo con me in superficie .Nel frattempo Gianluca ci lascia  tra lancio del pedagno e il tempo che ci abbiamo  impiegato per scendere è giù da un pò di tempo. Risaliamo qualche metro lo saluto e poi riscendiamo nella faglia, rimaniamo in quota sospesi in questo burrone .Dopo aver approfondito la questione faglia,costeggiamo la parete in direzione Lecco mantenendo la quota di 70 metri. La parete è una murata verticale come quella del Moregallo, bellissima!

Invertiamo il senso di marcia e al 19' risaliamo da dove siamo arrivati  all'interno della spaccatura. Nel frattempo stanno scendendo Marco e Luciano , li salutiamo e via verso la superficie .La risalita procede lenta e metro dopo metro raggiungiamo altra parete su cui completiamo la decompressione,  a 21metri dopo il passaggio ean50, sparo su il pallone, a 6 metri incontriamo anche Gianluca che con reel  e scooter tra le mani sta completando la sua deco. Troviamo un crocefisso a cui moschettono il reel al braccio di Gesù cristo e me vado al pascolo a 6metri con ossigeno. Al 80' ritorniamo all’aria .Anche in questa immersione utilizzando argon devo dire che ho tenuto bene il runtime invernale ,guadagniamo uscita risalendo tra sassi insidiosi e svestite le attrezzature ci raccontiamo la nostra esperienza e pensiamo già alla prossima avventura nel faglione, ma questa volta  fino al capolinea.





Paolinus , Gianluca e il Sottoscritto in tappa from Dario Lupi on Vimeo.





Paolino e Gianluca
Rebdivers