mercoledì 6 luglio 2016

Isola del Giglio Tek dives

Sull'isola del Giglio ho avuto il piacere di fare diverse immersioni durante gli anni.
Immersioni tranquille e spensierate ,con mono entro i 40mt.
Prevalentemente per ottimizzare la logistica familiare mi sono immerso quasi sempre con i diving di Campese, non sempre trovandomi bene!
Sul forum di Fondali.it ho avuto modo di conoscere Gianmaria , titolare  dell' International Diving di Giglio Porto, al quale mi sono appoggiato.
Immersioni decompression in aria con profondità entro 50/55mt con decompressione in ean50 e oxy .
I tuffi sono stati tutti e tre di buon livello. 
A Cala Cupa: punto di immersione è la piccola insenatura proprio sotto la torre del lazzaretto abbiamo potuto ammirare  un bel ramo di Gerardia Savaglia intorno ai 40metri.Proseguendo in profondità un bel giardino  di Gorgonie rosse per poi lasciare spazio insolitamente  a 50metri di nuovo alle Gorgonie Gialle .Durante la deco due polpi affiancati nelle tane, qualche bel scorfanotto hanno chiuso immersione.
 







Punta Radice: l''ambiente subacqueo è caratterizzato da un fondale estremamente vario: lingue di sabbia, formazioni di grossi scogli e pareti rocciose ricoperte da Gorgonie rosse sulle quali non potevano mancare  gli immancabili astrospartus di varie dimensioni. Spettacolare la  grotta ad oltre 40 metri con gigantesco Astice e  completamente piena di gamberi tra cui sbucava anche un bel Gronco     

Scole esterne sud: scendendo sui primi massoni e proseguendo in direzione della cresta che troviamo sotto di noi,da prima incontriamo dei pinnacoli che ricamano una suggestiva cresta tutta ricoperta da coralligeno, poi tuffandoci nel blu, si costeggia una parete che curva in direzione dell'isola e sprofonda incontrando la sabbia a 60 metri. Tutta la parete è ricoperta da Gorgonie rosse  di notevole dimensione, dove trovano dimora degli astrospartus  impressionanti. Spettacolare una grossa rete completamente avvolta da spugne e gorgonie .Aragoste, musdelle , grossi scorfani, in risalita branco di barracuda, durante la deco. Che dire... quest'anno ho trovato le acque del Giglio, davvero in ottimo stato e ricche di pesce, diciamo oltre le aspettative. Si sono fatti incontri interessanti , permanenze discrete per i tempi dell'aria,  ad ammirare fondali colorati in una acqua cristallina.
Ottimo anche il supporto del diving International di Gianni che mi ha messo a disposizione un bibombola e ricaricato le stage(unico sull'isola che ricarica mix) , in un contesto simpatico e professionale!









domenica 12 giugno 2016

Trimix Dive Relitto del Tirpiz -85 " il ritorno"

Durante la settimana che precede questa immersione ,l'occhio è continuamente
sulle previsioni meteo che danno per Domenica onde alte quasi un metro. Incertezza la fa da padrona, siamo in contatto giornaliero con il Mottola , titolare del Nautilus Diving di Marina degli Aregai  per fare il punto sulla situazione.
Le previsioni cambiano continuamente e la possibilità che questa immersioni salti sono concrete.
Nel frattempo siamo pronti e abbiamo i bibombola carichi di mix ipossiche.
Nella giornata di Sabato dopo una prima disdetta ,ricevo una seconda telefonata nel pomeriggio che mi dice che il vento è di nuovo cambiato e che immersione è confermata! L'entusiasmo è alle stelle. Immersione sul Tirpiz la stiamo organizzando da un po' !
La mattina seguente caricate le attrezzature e dopo aver percorso 300km raggiungiamo Marina degli Aregai.
Per questo tuffo siamo in tre: io, Dario e Omar e altri tre tek Francesi in circuito chiuso
Tutti "scooterati",unico a pinne sono io. Su questo relitto vuoi per le condizioni di corrente e vuoi per la grandezza, lo scooter è davvero indicato, mi devo attrezzare!!
Mentre assembliamo le attrezzature, rientra una barca di sub che si sono immersi sulla secca di S. Stefano, ci riportato che c'è un fiume di corrente e  il mare non è calmo, azz!!! son cazzi!!.
Ricordo che durante il tuffo di Ottobre in discesa la corrente era davvero impetuosa. Sono un po' preoccupato, ma allo stesso tempo desideroso di riscendere sul Tirpiz.
Gestire ingombro di 3 stage e il peso del bibo 16+16 con onde e corrente ci richiederà un ulteriore impegno, non si può pensare di aver sempre le condizioni ottimali. Partiamo.
Arriviamo sul relitto  che per occasione è stato ripedagnato adeguatamente qualche giorno prima e ormeggiamo. Assistenza in barca è al top ,e in breve tempo ci aiutano  a vestire 3 stage, scooter e visto il rollio della barca non è stata cosa semplice .Corrente c'è ne è meno del previsto. Acqua è di un azzurro magnetico, limpidissima.
Il Tirpiz è coricato sul fianco di sinistra, su un fondale di circa 85 metri, ma le sue imponenti dimensioni fanno sì che in alcuni punti il relitto tocchi una profondità minima di 70 metri.
Abbiamo pianificato 20@80  Mix 14/50 per fondo. Decompressione con  35/20 -50- Ossigeno.


La discesa corre veloce , da 50 metri si vede distintamente il relitto ,la visibilità è spaziale, in meno di 3 minuti arriviamo sul relitto  -70 metri. Il pedagno è fissato al braccio porta scialuppa in prossimità di un castello di centro nave. Corrimano , finestrelle , balconcini, il relitto prende forma. Ci lasciamo scivolare vs il fondo ci sono le grosse stive e scalette. Dario nel frattempo ci sta impiegando un po' a scendere , lo aspettiamo. Ci lasciamo il relitto alla nostra destra e iniziamo il giro sul fondo dove la visibilità peggiora sensibilmente. Troviamo il fumaiolo, bighi di carico, tra i quali sulla sabbia troviamo una decina di aragoste a passeggio ,Omar mi indica un grosso scorfano.Raggiungiamo il castello di poppa siamo il leggero ritardo rispetto al giro fatto altra volta ,un occhiata veloce siamo al 13' è ora di rientrare ,invertiamo il senso di marcia .
Nel frattempo i buddy con gli scooter si sono fatti un giretto nelle stive io rimango esterno , è il 20' è ora di andare.Risaliamo sulla chiglia della nave che è un vero proprio giardino di spugne gialle e nuvole di anthias dove a darci ultimo saluto troviamo due grossi pesci luna, spettacolo! che super Tirpiz! .
Ora comincia la parte più delicata dell'immersione la decompressione. Metro dopo metro guadagniamo quota. A 36mt incontriamo il safety diver Federico, gli segnaliamo che è tutto ok e successivamente gli molliamo le stage del 35/20 e ean50 dopo averle utilizzate. Più ci avviciniamo in superficie e più la corrente si fa sentire, mi attacco con la jon line e devo dire che tra i Francesi attaccati a mano e i miei buddy con il grilletto dello scooter  sempre schiacciato mi sa che sono quello che se la passa meglio :)
Riemergo dopo 105' , il mare ha  mollato, in barca hanno preparato un ottima pasta con cozze appena raccolte, lasciamo che la gioia si prenda possesso di noi. Il Tirpiz è davvero un bel relitto, grande, molto grande, che merita davvero molte  immersioni. Ci torneremo !!! Dopo esser passati prima dal Ravenna -90m
Video girano dai Francesi Laurent Boulmier.
 
 


venerdì 10 giugno 2016

Trimix dive Secca Sant'Antonio 70mt

Oggi con il Maurino neo brevettato Trimix diver Tdi abbiamo programmato un bel tuffo su una secca fonda del ponente ligure.
In questi anni ho avuto il piacere di immergermi su diverse secche della zona ,tutte molte belle, colorate e ricche di pesce, ma quella che abbiamo in programma oggi è davvero tra le più suggestive.
Sto parlando della secca di Sant'Antonio  è una Meravigliosa secca non molto lontano dal porto di Finale Ligure. L'immersione per profondità e presenza a volte di corrente, è riservata a subacquei esperti. Si compone di due grossi scogli che iniziano a 63mt separati tra loro da un lembo di sabbia che sale dal fondo come a formare una sella, il colpo d'occhio è suggestivo nel vedere tutte le gorgonie coloratissime che la ricoprono. La giornata è splendida, soleggiata, mare calmo.Molliamo gli ormeggi poco dopo le 14:00 dal piccolo moletto della spiaggia di Spotorno già piena di bagnati che assaporano la giornata estiva. Per questo tuffo ci siamo appoggiati al solito Neresosub. Abbiamo la barca tutta per noi e durante il tragitto vestiamo "comodamente" i nostri bz 400 e successivamente le nostre mute stagne.
Abbiamo programmato 20minuti a 70metri con un attrezzatura leggera bibo 12+12 caricato con un ottimo trimix 17/35, ean50 e ossigeno per la decompressione. La navigazione scorre veloce ammiriamo la bellezza della falesia di Caponoli e  piccole baie dal mar color turchese.
Dopo 15' di navigazione, ci siamo,Tato rallenta  e inizia a scandagliare il fondale , in cerca della  secca.
Ecoscandaglio segna 70,68,67 cerca di trovare il capello che è poco più in alto ,ci siamo 65, lo trova, lancia il pedagno...
Dalla leggera fatica per individuare la secca e dalle parole di Tato e dalla rilevazione dell'ecoscandaglio, ho impressione che questa volta il pedango non sia caduto proprio sul cappello a 63mt ma direttamente sul fondo a 70mt.

Completiamo la nostra vestizione e  indossiamo le decompressive in barca. Tato si avvicina al pedagno e via saltiamo  in acqua. Dopo i controlli di rito ci lasciamo scivolare nell'acqua blu.Scendiamo veloci. Quando passo i 60mt e non vedo ancora apparire la secca mi rendo conto che quanto percepito è realtà: 70mt pedagno caduto sul fondo ma fortunatamente accanto alla secca. Mi guardo alle spalle ,Maurino ha tenuto il passo è arrivato sul fondo , siamo a 70mt , segno di ok e iniziamo il nostro giro. Lo scenario è davvero esaltante .Paramuricee rosse e gialle , ricci matita , spugne gialle. Dopo qualche minuto ci da il benvenuto un bel pesce san pietro,probabilmente incuriosito dalle nostre bolle è venuto a vedere chi sono questi strani pesci...
Proseguiamo a girare intorno a questo panettone tenendo la batimetrica dei 68mt, incrociamo una grossa cernia da fondale in una spacca, davvero enorme, per nulla intimorita si lascia osservare da vicino. Strano incontrarle a 70mt non mi era mai capitato. Un bell'astrospartos è appoggiato sui rami di una gorgonia, lo indico a Mauro. Ricci melone, murene  sbucano in ogni dove, stiamo facendo il pieno di emozioni e di incontri!!! Gorgonie arancioni oltre alle paramuircee bicolori rendono lo scenario superlativo. Il tempo di fondo è sempre troppo breve ed aimè dobbiamo andarcene. Prima di risalire  un ultimo saluto al San Pietro ma  è solo un arrivederci , su questa secca voglio assolutamente tornarci e fare più tempo ma con  il 12+12 abbiamo già fatto abbastanza. Partiamo con risalita in libera dai  65 e metro dopo metro completiamo la nostra decompressione. All'uscita il Maurino è davvero soddisfatto e io con lui. Ci raccontiamo la belle esperienza appena vissuta e  lentamente torniamo verso Spotorno soddisfatti dello spettacolo che la secca di Sant'Antonio ci ha regalato!


Video di un tuffo  Girato ad Ottobre 2020 non riferito a questo racconto ma tuffo altrettanto strepitoso, fatto in scooter, By Repetti Marco

domenica 22 maggio 2016

Doppio tuffo Trimix Corallone/Dente dell'uomo -80mt

Domenica 22 Maggio
Sugli scogli del Corallone giù un bel ipossicone !!!!
Oggi dopo il tuffo di dicembre siamo tornati con Dario su questo fantastico sito di immersione. Giornata splendida,mare calmo, barca tutto per noi, visibilità 10/15 mt

Descrizione immersione
Un gruppo di scogli che scendono ripidi formando suggestive pareti, colorate dalla presenza di grossi ventagli di gorgonie rosse, gerardia savaglia
Due scogli alla profondità circa di 80 mt formano un canalone veramente bello sul lato di levante un bellissimo ramo di corallo nero di dimensioni ragguardevoli.
E' il regno delle aragoste, astrostparus ,ricci matita, ricci melone,  mustelle e grossi esemplari di gronchi
MIN. 72 m. - MAX 85 m.

Dati immersione:
Max depth :83
Bottom time: 22
Bottom gas: Tmx 14/50
Deco gas: 35/30 -Ean50- Oxy
Run time: 105 (pasto deco vpm)
Diving:Nereo sub




Lunedì 13 Giugno
Dopo immersione di ieri sul Tirpiz, oggi Lunedì è il turno Corallone/Dente dall'uomo.
Ormai è il terzo tuffo che facciamo su questi fantastici scogli , la conoscenza del luogo si fa sempre più profonda..... La visibilità che troviamo è straordinaria la più bella mai trovata, da 60 mt si vedeva , nitidamente inizio della franata. Il Pedagno è caduto bene e tenendo la parete sulla destra raggiungiamo il giardino di corallo nero a -80mt. E proprio li tra questo giardino incantato tra i rami bianchi del corallo nero ,un pesce luna gigantesco, per nulla intimorito della nostra presenza. Magia pura, attimi per cui vale la pena vivere tutto sto manicomio.Che emozione , che spettacolo pazzesco che ci sta regalando il nostro mare... Pesce luna  a 80mt in un giardino di Corallo nero, fantastico!!!
Lo lasciamo  per goderci i bei rami di gerardia savaglia e le gigantesche gorgonie. C'è molta corrente che tiene acqua pulita e le gorgonie  tutte aperte. Ritorniamo intorno al 20' ancora sul corallo nero e troviamo ancora li pesce luna, un ultimo saluto e si è fatta davvero ora di andare.



Dati immersione:
Max depth :81
Bottom time: 22
Bottom gas: Tmx 15/48
Deco gas: 35/20 -Ean50- Oxy
Run time: 110
Diving:Nereo sub




lunedì 7 marzo 2016

Faglia Juancito ,Trimix dive 75mt


>Nel lago di Lecco a 6km dal porticciolo di Parè , in prossimità del ristorante Juancito cento metri prima, c'è un piccolo posteggio sulla destra ,dove da un sentiero si accede al lago. Immersione prende il nome dal ristorane, il giro solitamente avviene su una spettacolare parete di roccia calcarea che termina a 50/55 metri. A 50metri possiamo trovare una grossa volta che rientra per alcuni metri nella parete chiamata "la grotta Cousteau ", per via di una targa fissata all'interno. Proseguendo per circa 100 metri da questa prima grotta, dalla profondità di 47metri parte un ulteriore parete, caratterizzata da un ampia faglia che si allarga sempre di più con aumentare della profondità, permettendo al subacqueo di entrare  e termina  su un fondo a circa 105mt. In altre occasioni respirando aria  ci siamo affacciandoci per qualche minuto in questo burrone,  arrivando a 60mt .Oggi con  Dario e il mio amico e istruttore Gianluca siamo diretti dentro al "Faglione del Juancito  e faremo un immersione di 20 minuti a 70metri respirando trimix. Il ritrovo è alle 8:30 , con noi ci saranno anche Luciano e Marco, allievi di Gianluca,  in circuito chiuso ,mentre io Dario e Gianluca ,saremo in circuito aperto. La natura affascina è dà spettacolo , il lago è circondato da montagne con cime innevate, un bel sole caldo inizia a scaldarci  e complice Eudi di Bologna troviamo comodamente parcheggio tutti a fianco e iniziamo a preparare le nostre attrezzature.

Chiacchieriamo di subacquea in particolar modo di rebreather, me ne fanno vestire uno per farmi "sentire il peso", ci scambiamo impressioni su attrezzature, fiumi di parole, intanto si son fatte le 10 e siamo ancora all'asciutto. Mannaggia siamo davvero lenti a prepararci... Per ottimizzare la logistica  e calarci direttamente all'interno della faglia, ci organizzeremo cosi:

Gianluca con lo scooter si porterà all'ingresso delle faglia 47mt, manderà in superficie il pallone  che assicurerà con il reel ad una sagola che si trova all'ingresso della faglia. Nel frattempo io e Dario prese le mire a terra iniziamo a  portarci a oltre 200mt da  riva dove da un momento all'altro ci aspettiamo di vedere apparire il pallone. Marco e Luciano con i reb scenderanno dopo.

Per questo tuffo ho 4800litri di un ottimo trimix  16/30 che alla massima profondità di darà una end di 40/42mt . 35/20, ean50, oxy per completare la decompressione.

Siamo a mollo in mezzo al lago davvero lontani da riva in attesa che appaia sto benedetto pallone, ci guardiamo attorno ed eccolo finalmente! Nonostante la lunga pinneggiata , siamo lontani ancora una trentina di metri lo raggiungiamo. Ok si va, ci siamo, sgonfiamo i gav e via verso il faglione. Seguo la cima ,vengo investito dalle bolle di Gianluca che ci sta aspettando sul fondo , arrivo sul fondo 2 minuti 47metri,ok di conferma al boss ma dove è Dario? guardo su non lo vedo , guardo dietro nulla, dove è finito? Guardo Gianluca dove cazz è?...eccolo ci siamo, vedo i fari della telecamera, siamo in discreto ritardo vabbè scendiamo .Scopriremo una volta tornati in superficie che un problema di compensazione ha ritardo la discesa. La visibilità non è eccezionale ,anzi per la quota a cui troviamo fa cagare! Oltre i 60metri migliora decisamente, entriamo nella faglia.

La faglia è come se fosse una frattura all'interno della parete , mi lascio cadere all'interno fino a raggiungere la massima profondità di 75 metri. Le pareti parallele creano un canyon ,questa roccia calcarea che ti sovrasta  rende tutto davvero molto suggestivo, mi spingo ancora all'interno e cerco di catturare delle immagini dal basso verso altro  che porterò come ricordo con me in superficie .Nel frattempo Gianluca ci lascia  tra lancio del pedagno e il tempo che ci abbiamo  impiegato per scendere è giù da un pò di tempo. Risaliamo qualche metro lo saluto e poi riscendiamo nella faglia, rimaniamo in quota sospesi in questo burrone .Dopo aver approfondito la questione faglia,costeggiamo la parete in direzione Lecco mantenendo la quota di 70 metri. La parete è una murata verticale come quella del Moregallo, bellissima!

Invertiamo il senso di marcia e al 19' risaliamo da dove siamo arrivati  all'interno della spaccatura. Nel frattempo stanno scendendo Marco e Luciano , li salutiamo e via verso la superficie .La risalita procede lenta e metro dopo metro raggiungiamo altra parete su cui completiamo la decompressione,  a 21metri dopo il passaggio ean50, sparo su il pallone, a 6 metri incontriamo anche Gianluca che con reel  e scooter tra le mani sta completando la sua deco. Troviamo un crocefisso a cui moschettono il reel al braccio di Gesù cristo e me vado al pascolo a 6metri con ossigeno. Al 80' ritorniamo all’aria .Anche in questa immersione utilizzando argon devo dire che ho tenuto bene il runtime invernale ,guadagniamo uscita risalendo tra sassi insidiosi e svestite le attrezzature ci raccontiamo la nostra esperienza e pensiamo già alla prossima avventura nel faglione, ma questa volta  fino al capolinea.










Paolino e Gianluca
Rebdivers




lunedì 22 febbraio 2016

Punta Granelli. Trimix dive 80mt

Venerdì pomeriggio, messaggino :Mi spiace Domenica è previsto mare da poco mosso a mosso, venti da sud, non ci sono le condizioni. Porca miseria è Tato che ci comunica che la nostra uscita al mare salta.
Avevamo in programma un bel giretto su degli scogli fondi(Corallone ) a largo di Bergeggi, peccato.
Avviso i miei buddy ,che si fa?
Solito sfondone in aria? Ipossichino a lago? Moregallo? Jauncito? Le miscele ormai sono già state caricate e alla fine decidiamo per qualcosa di più intrigate, diverso ,dove non ci siamo mai immersi: Punta Granelli sul lago Maggiore .In realtà è nuovo per Omar, io ho avuto il piacere di immergermi poche settimane fa con l'amico Paolo di Fondali.it
Proprio in quello occasione oltre dalla bellezza della parete sono rimasto piacevolmente colpito da un bel pedagnino tirato in mezzo al lago a regola d'arte, pronto  per agevolare la discesa direttamente in profondità senza perdite di tempo.
Arriviamo a Castelveccana poco prima delle 8:30 ,non c'è molta gente meno male.
Riconosco il ragazzo con cui ho parlato altra volta, Danilo rebdiver molto esperto e profondo conoscitore del luogo. Mi faccio rispiegare un po' la conformità della parete ,dove arriva il pedagno e da dove parte l'altra cima che porta direttamente sul fondo. Recuperate le info di cui avevamo bisogno e assemblate le nostre attrezzature ci incamminiamo lungo la scaletta che porta al lago.
Nel frattempo dalla cucina del baretto hanno acceso i fuochi, un bel odorino non passa inosservato e il mio buddy grande chef  chiede info sulla cucina e il post immersione...
Sono le 9 di mattina  abbiamo davanti a noi un pò di cosette da fare e più di un ora di acqua, poi vedremo come soddisfare il pancino.
Vestite le decompressive ci portiamo con qualche bel colpo di pinna in prossimità del pedagno che dista a 100mt da riva, è segnato in superfice da una bottiglia di plastica e arriva diritto a 45metri dove è stato inchiodato alla parete , da li parte un ulteriore cima che arriva alla base della parete 90 mt.
Abbiamo pianificato 15@80 . Run time invernale con poco più di 70minuti dovremmo essere fuori.
Attrezzatura: D16 con 14/45 -S80 35/20-S80 50-7l OXY.
Al segnale di ok scarichiamo i gav e scendiamo  a missile ,pronti per questa nuova avventura. Un minuto atterro alla base del pedagno 45mt.
Sono sceso troppe veloce , ho bisogno di acclimatarmi, gli occhi hanno bisogno di abituarsi al buio, cosi come il corpo al freddo, prima di scendere ulteriormente mi prendo un minuto per me,ne approfitto pe chiudere S80 con 35/20 che ho utilizzato come gas di viaggio che trafila dal primo stadio.
A pensare che il primo stadio l' ho appena revisionato e proprio vero l'attrezzatura meno la fai toccare è meglio è...
Ok ci siamo, partiamo seguiamo la cima che scende lungo la parete, ci sono dei cartellini con le varie profondità.
Teniamo la parete alla nostra sinistra e arriviamo alla base della parete 82metri.Ci godiamo la nostra permanenza. Sulla destra appare un tronco di albero , piccoli pesci mai visti sono appisolati sul fondo,  non sono persici , non sono botatrici. Continuiamo seguendo il fondo, la visibilità non è eccezionale e  la parete risale di qualche metro ,segnalo ad Omar se vogliamo invertire il senso di marcia per mantenere la batimetria pianificata, ma non ci intendiamo,  proseguiamo.
Siamo a 75mt e dal buio vediamo apparire una spettacolare crinale che si protrae verso il centro del lago,   composto da diverse guglie di roccia calcarea. Saranno alte 3metri davvero molto suggestive una di color marrone le altre bianche ,gli giriamo attorno e arriva il 15'.
Il tempo è scaduto iniziamo a risalire lentamente godendoci la parete. Metro dopo metro arriviamo a 6mt , dove ultimiamo le ultime tappe con ossigeno. Per ingannare il tempo salto in sella allo scooter di Omar e inizio a sfrecciare avanti e indietro "seminando il panico" tra i vari divers che stanno ultimante le tappe deco :)
Incontriamo  Danilo il ragazzo che ci ha dato le dritte , gli comunico a gesti che la sotto è andato tutto ok e dopo 75minuti riemergiamo soddisfatti e appagati della nostra avvenuta  a Punta Granelli.
Per occasione visto che la temperatura è di 6° su tutta la colonna d'acqua ho deciso di caricare il bombolino con Argon e devo dire che ho sentito la differenza. Svestite le mute e dopo due chiacchiere con altri sub andiamo a vedere che cosa hanno  preparato di buono  al baretto.Affamati a bestia decidiamo per un bel polenta e capriolo ,ideale  per chiudere in bellezza questa giornata!







domenica 27 dicembre 2015

Trimix dive Corallone/Dente dell uomo -80mt

Dopo le abbuffate Natalizie, subito in acqua a smaltire calorie per ultimo tuffo trimix dell`anno. Inizialmente si pensava di andare a trovare la grande signora di Arenzano ma poi decidiamo di immergerci su una secca poco distante dalla spiaggia di Spotorno. Dente dell'uomo/Corallone: Un gruppo di scogli a 80mt che creano un canyon, belle pareti ricche di gorgonie e non solo.
Arriviamo al diving poco prima delle 9:00,mentre assembliamo bibo e decompressive guardiamo il mare, oggi è davvero piatto, la giornata è strepitosa, non c'è un filo di vento e il sole si sta facendo largo tra le nuvole. Carichiamo le attrezzature e prendiamo il largo a bordo della comoda barca di Nereo sub. Abbiamo la barca tutta per noi, siamo io, Omar e il comandante Tato che per occasione ci  ha già pedagnato la secca. Il tragitto è davvero breve e in meno di 5 minuti raggiungiamo il punto. Tato ha lanciato il pedagno a 73mt,lo verifichiamo con ecoscandaglio  proprio li che dovrebbero iniziare questo gruppo di scogli. Non ci rimane che andare a vedere. Per questa immersione abbiamo pianificato 20minuti a 80mt.
Userò  16+16 con 14/45- S80 35/30- S80 Ean50 -7litri Ossigeno.
Eccoci in acqua pronti per questa nuova avventura ,adrenalina è a mille ,ultimati i controlli in superfice al segnale di ok ci lasciamo cadere lungo la cima. La visibilità è molto buona, azzurro è invitante, non c'è corrente, scendiamo rapidi scambiandoci segnali con le torce .Penso a che cosa troveremo la sotto, sia io che Omar non ci siamo mai immersi in questo posto e mi domando se il pedagno sarà caduto in prossimità degli scogli...
Eccoci arrivati, 2 minuti  base del pedagno 73mt.
Bingo il  pedagno è stato lanciato alla perfezione, è caduto proprio in mezzo al canyon. Lo spettacolo che ci si presenta è superlativo .Una fittissima colonia di Gerardia Savaglia di notevoli dimensioni   ha colonizzato le paramuricee, quest'ultime sono ovunque con dei rami che sembrano piccoli alberi, magia pura, un esplosione di colori.

Gerardia savaglia
Ci sistemiamo e partiamo per la nostro giro. Ci sono delle cime su una di questa troviamo un grosso astrospartus ,sembra sospeso nel vuoto. Ricci melone, piccole aragoste, murene, galatee, si nascondono nelle loro tane al nostro passaggio.
Teniamo la parete che crea questo grosso scoglio sulla destra ed eccolo lo troviamo, il corallo nero a -83mt. Sapevamo che c'era e siamo riusciti a trovarlo!!! Sono piccole colonie non come quello visto a Giannutri, ma sempre molto bello.

Corallo nero
Astospartus


Su una gorgonia troviamo un simpatico granchio bianco mai visto prima. Invertiamo la marcia e ci riportiamo in zona pedagno, seppur con un buona visibilità non lo ritroviamo, orientarsi a 80mt in un posto dove non ci si è mai immersi non è cosa semplice. Scocca il 20 lo cerchiamo per un ulteriore minuto, stocca il 21 è ora davvero di andare. Abbiamo da scontare 80 minuti di decompressione. Partiamo in risalita in libera da 75mt. Nessun problema, sereni, l'abbiamo messo in preventivo e siamo abituati. In queste immersioni su secche in mare aperto io quasi lo preferisco.
A 36mt lasciamo il trimix di fondo per passare al 35/30, mando su il pallone e metro dopo metro completiamo la nostra decompressione. Siamo davvero soddisfatti ci scambiamo segni inequivocabili, la sotto abbiamo vissuto davvero una bella esperienza.
Corallone/Dente dell'uomo si è rilevato davvero un posto biologicamente di grande interesse: Gorgonie rosse, arancioni, Gerardia savaglia, Corallo nero.
E' un tuffo che sono certo ripeteremo a breve!!!!

domenica 25 ottobre 2015

Trimix dive Relitto Tirpiz -85mt

La Tirpiz è un relitto situato davanti a Portosole a Sanremo, conosciuto per anni da pescatori e subacquei della zona come "il Vapore", venne finalmente indentificato nel luglio 2000 attraverso il recupero della campana.
Partito da Amburgo con destinazione Genova e rimasto bloccato in Mediterraneo all'inizio del conflitto, nel 1941 era entrato a far parte della Mittelmeer Reederei, una società militarizzata creata dal governo tedesco per gestire le circa 50 navi di bandiera tedesca che si erano concentrate nelle acque italiane. Sotto tale gestione è stato silurato da un sommergibile inglese il 23 luglio 1941, presso Capo dell'Arma (tra Arma di Taggia e Sanremo) ed affondato.
Giace coricato sul fianco di sinistra, su un fondale di circa 85 metri, ma le sue imponenti dimensioni fanno sì che in alcuni punti il relitto tocchi una profondità minima di circa 70 metri, per questo è comunque consigliabile pianificare immersioni di almeno 80 metri per poter vivere al meglio l'esperienza.
 
Per organizzare questo tuffo prendiamo contatti con Diving Nautilus di Marina degli Aregai dove, negli anni scorsi ci siamo immersi con piena soddisfazione sui relitti della Bettolina e del Br20.
Dopo 3 ore di viaggio, arriviamo a Santo Stefano al Mare di buon mattino.
La logistica del Diving Center è strepitosa, puoi arrivare in macchina sul molo di imbarco, praticamente scaricare le nostre attrezzatura direttamente in barca.
Il tempo è splendido, un bel sole caldo ci fa compagnia mentre assembliamo le nostre attrezzatture.
Per questa avventura oltre agli immancabili 'compari di scorribande subacquee' Dario e Omar, ci sarà anche Andrea  alias Marcasnow, amico del forum Fondali.it.
Con Andrea ho avuto il piacere di immergermi sul relitto della Haven, in trimix su qualche secca e nel nostro lago di Lecco.
Dario e Omar faranno coppia dal momento che provvisti di scooter, io e Andrea invece, saremo provvisti di sole pinne. Ad ogni modo saremo in acqua tutti insieme.
 
Prima di partire facciamo un esaustivo briefing davanti alla piantina del relitto, dove Davide ci spiega in modo impeccabile e professionale il giro che avremo potuto fare.
Data la grandezza (lungo 147 mt e largo 18) è impossibile visitarlo tutto in una sola immersione, decidiamo quindi di concentrarci sul castello di poppa.
In barca con noi come staff, ci sono Matteo e Federico, quest'ultimo ci farà da safety diver, pronto a gestire eventuali criticità di gas o altro e sarà quindi in acqua con noi durante le tappe decompressive.
 

Caricata la barca prendiamo il largo. ll mare è calmo e dopo 20 minuti di navigazione siamo ormeggiati sulla verticale del Tirpiz.
In superficie ci viene segnalata una fastidiosa corrente, viene lanciata una cima, per non tribulare troppo nella vestizione preferiamo saltare con le stage addosso,lo staff è prezioso e ci aiutano ad indossarle
Per questo tuffo abbiamo pianificato 20 minuti a 80 metri.
  • Trimix 14/50 bibo 16+16
  • Triox 35/30-S80
  • Ean50 S80
  • Oxy 7litri
 

La prima parte dell'immersione, causa una forte corrente, si rileva più complicata del previsto.
Attaccati alla cima, cerchiamo di contrastare la corrente e di scendere velocemente. Nonostante tutto arriviamo sul relitto in meno di 3 minuti, punto di contatto 70metri, argano porta scialuppe. Mi lascio scivolare verso il fondo dove davanti a me si apre una stiva, siamo oltre gli 80metri. Il relitto è davvero enorme, la visibilità non è male e riusciamo ad avere una discreta visione di insieme. Nuotiamo in direzione castello vediamo il fumaiolo o quello che ne rimasto, argani, bighi, grossi pali si trovano tutti sul fondo dal momento che il relitto è su un fianco.
Il castello di poppa è enorme, ci sono corrimano, finestroni. Qualche bello scorfano si nasconde tra le strutture, Con Andrea ci segnaliamo di portarci nella parta alta del castello, mentre stiamo osservando questa zona completamente ricoperta da spugne gialle tra le quali nuotano frenetiche Anthias, veniamo investiti da un branco fittissimo di Soralli, davvero un bel colpo d'occhio, per un attimo ho avuto impressione di essere in un immersione tropicale. Passo sotto un argano porta scialuppe e attraverso il castello diagonalmente per tornare sulla parte fonda. Arriviamo in prossimità di una stiva, ci entriamo. Samo a -80 metri, nella stiva gli spazi sono ampi diverse scalette piccole e grande appaiono dal buio. Omar con lo scooter entra da una parte ed esce dall'altra, si diverte come un bambino. Siamo arrivati al 20' il tempo pianificato è finito ora ci aspettano 80' minuti di decompressione da smaltire.

 
La corrente in risalita si sente e mi attacco alla Jon line per essere più comodo. Metro dopo metro completiamo la nostra decompressione e al 100'minuto riemergiamo. Ad aspettarci in barca troviamo un bel vassoio di bruschettoni al pomodoro e un buon caldo caffe, davvero un buon servizio sia in acqua che nel post immersione.
Che dire... davvero soddisfatti, Immersione strepitosa, relitto enorme che mi ha davvero impressionato. Sono certo che nel prossimo futuro ci faremo diverse immersioni per poter catturare ulteriori ricordi di questo maestoso Tirpiz.



 
Soddisfatti dopo 100' run time
Fame abbestia!!
lo sbarco






 
 
 
 

venerdì 9 ottobre 2015

Trimix dive elica dell' Haven -80mt

D'immersioni sulla petroliera Haven ho avuto la fortuna e il piacere di farne molte. Nelle precedenti discese abbiamo sempre girato sulla coperta immergendoci in aria, oggi invece abbiamo pianificato un tuffo trimix, per andare ad esplorare il timone e l' elica a -80mt.
Lasciamo la caotiche e trafficate tangenziali milanesi poco dopo le 9:00  e iniziamo la "navigazione " vs Arenzano. Oggi il nostro piccolo team è al completo, nessuno si è lasciato scappare occasione di vistare questa parte delle nave .
Per questo tuffo ci appoggeremo al diving Techdive
Imbarco è quello delle 11 ,nel frattempo sono usciti un gruppo di Belgi ,al loro rientro ,partiremo noi.
Un ultima analisi ai gas ,un briefing sul modellino e dopo aver svuotato e successivamente ricaricato il gommone, eccoci pronti per salpare direzione Haven.
I ragazzi Belgi ci hanno detto che la visiblitè le bon... 25 metres, partiamo fiduciosi.

Per questo tuffo Omar e Dario hanno gli scooter e hanno  gas standard UTR : 12/60, 35/30, ean50 e Oxy
Io utilizzerò d16  con 14/50,20/35, ean50 e Oxy
Immersione parte con il 20/35 che lascio a 10mt per poi passare al bibo 14/50.Arriviamo sul cassero -33mt non c'è corrente ,scivoliamo sulla coperta dove la visibilità a -55mt è davvero brutta meno di 10mt....
Scavalchiamo i corrimani e ci lasciamo cadere lungo la fiancata di destra ,la visibilità peggiora ulteriormente.
E' davvero pessima meno di 2mt,stiamo a contatto con la fiancata delle nave, per non perdere i riferimenti .Vediamo apparire la testa del timone 63mt ,continuiamo a scendere prestando attenzione poiché qualche rete appare dal torbo.
Vedo il fondo ,ah eccoci ci siamo -77metri .Visibilità è davvero pessima ,siamo nel peggior torbone in cui potevamo capitare.Il timone è  immenso ci portiamo davanti per avere una visione di insieme ma in queste condizioni...
La corrente si sente e tende a portarci lontano dallo scafo. Mi attacco al timone e cerco di ripararmi. I miei buddy sono con gli scooter e probabilmente non la sentono , ad ogni modo segnalo a Dario di portarci all'intero di questa grotta che si crea  tra timone e elica. Ci portiamo sull'elica ,il bulbo è enorme, le pale anche. La fiancata del timone è una facciata di un palazzo quasi 20 mt. Facciamo la nostra permanenza tra elica e timone e al 15 'ritorniamo sulla coperta. Nuotiamo in direzione  castello, ritorno a respirare 20/35, passiamo nel corridoio officine e al 25 iniziamo a risalire lungo i ponti.
Metro dopo metro ,completiamo la nostra decompressione e guadagniamo uscita.
Che dire... le difficoltà delle immersione sull'elica più che dalla profondità sono arrivate dalla corrente e dalla scarsa visibilità, del resto l'avevamo messo in preventivo.
Nonostante tutto abbiamo fatto il "nostro" e a mio avviso è quanto di meglio si potesse fare in queste condizioni.
Immersione da fare almeno una volta, per dire l'ho fatta, sicuramente in condizioni migliori avrebbe ulteriore fascino.