domenica 2 agosto 2015

Corso Advanced Trimix TDI 100 metri.

E' passato un anno dal corso normossico. Quest'anno abbiamo davvero macinato tante ore d'acqua e almeno  25 immersioni trimix dai 60 a 75 metri. Idea di progredire e di spostare il range delle nostre immersioni ha preso piede ed eccoci qui a Moregallo teatro di moltissime scorribande subacquee ad iniziare il corso Advanced Trimix TDI 100 metri.
Istruttore confermato ,Gianluca Paleari subacqueo tecnico di primissimo piano a cui ci affideremo per questo importante e impegnativo corso.
Come ho avuto già modo di dire, Gianluca approccia a questa disciplina come pochi. Istruttore attivissimo, impegnato continuamente nel svolgere corsi sia in aperto che chiuso. Diver esperto in immersioni profonde che svolge sistematicamente e senza perdere un colpo per ben due volte a settimana in reb e circuito aperto.
Gianluca propone un percorso di grande impegno, senza sconti  ,molto formativo, in aggiunta  svolto al lago in condizioni severe.
Gli esercizi base non verranno fatti solo in piattaforma ma anche a profondità  tra i 40 e 70mt .
Le immersioni profonde di "esperienza" tra i 60 e 100 mt avranno permanenze significative e non di 10 'minuti.

Panoramica del corso
Questo corso addestra e dona ai subacquei le esperienze necessarie per effettuare immersioni con competenza e sicurezza utilizzando miscele di fondo contenenti elio e EAN o ossigeno durante le fasi decompressive , ad una profondità massima di cento (100) metri. L'obiettivo di questo corso è di addestrare i subacquei alle corrette tecniche, all'equipaggiamento necessario ed ai pericoli dell'immersione con miscele ossigeno/azoto/elio.


Prerogative dei brevettati
Dopo il completamento con successo di questo corso, il brevettato puo' effettuare immersioni con miscele Trimix senza la supervisione di un istruttore nelle seguenti condizioni:
1. Attività subacquee simili a quelle effettuate in addestramento.
2. Tipi di immersione simili a quelle effettuate in addestramento.
3. Condizioni meteorologiche simili a quelle trovate in addestramento.


Struttura del corso:
1. Quattro immersioni con un minimo accumulato tempo di fondo di 100 minuti
2. Almeno 2 immersioni devono essere più profonde di 70 metri

Prima Lezione-24 giugno
Prima di dare il via alle immersione fonde, è necessario come in ogni corso che si rispetti, perfezionare addestramento in acqua bassa. Rivedere procedure, simulare scenari di emergenza attraverso  esercizi che devono diventare banali automatismi se si vogliono affrontare più serenamente certe quote. Il ritrovo è un mercoledì di Giugno nel tardo pomeriggio per dare il via a questa prima sessione.
In acqua oggi ci sarà anche Enrico un altro allievo di Gianluca.
Configurazione 12+12 aria. e 3 stage.
Io ed Enrico faremo un immersione sui 40/45mt.Gianluca scenderà molto fondo e ci  troveremo durante la sua risalita lungo la parete intorno ai 40metri e al 20' daremo via agli esercizi. Chiusura dei rubinetti (valve drill) e cambio maschera a -40mt.
Esercizi svolti dopo 20 ' passati in profondità e alla quota dei -40 hanno una discreta carica di stress che va gestita. Dopo aver fatto la nostra immersione alla quota pianificata ci portiamo in parete e aspettiamo il rientro di Gianluca. Una volta ricompattati iniziamo gli esercizi, parte Enrico svolge sia cambio  maschera che valve drill, ora tocca a me, Gianluca è di fronte a noi , immobile, nel torbo con la frusta lunga pronta ad essere donata. Gli esercizi vanno abbastanza  bene. Il cambio maschera ho perso un metro di quota ma poco male, il valve drill con presa doppia manifold e rubinetto ok. Risaliamo dopo quasi 30' di fondo e 55 di deco da smaltire. A 21 mt cambio gas, portiamo davanti ossigeno e mando dietro la terza stage. A -15 lanciamo i palloni e durante la deco simuliamo stagna e gav in continua .Gianluca mi mostra come bloccare il reel con il braccio , si clippa la mia deco dietro per farmi vedere come  sta meglio clippata tra le chiappe rispetto al fianco , giochiamo con le bocce clippandole ai palloni.al 73' riemergiamo.
 Debriefing. La terza stage va sistemata clippandola al d ring dietro in mezzo alle gambe Non può essere lasciata cosi appesa alla maniglia Anche la 7 litri in quella posizione non sta male. Lancio del pallone: portare sempre a filo il moschettone. Inserire una frusta di bassa su tutte le stage. Migliorare memoria muscolare per la gestione delle fruste e decompressive 

Seconda Lezione-8 Luglio
Il ritrovo è al solito Moregallo di mercoledì pomeriggio. Con noi ci sarà anche Maurizio che sta completando un corso extend range -55. Oggi abbiamo in programma un immersione di esercitazione a -40metri. Configurazione 12+12 aria e  3 stage .Ho inserito un d ring sul sotto cavallo, in modo da clippare la 7 litri. La maniglia ce l'ho in tasca e la utilizzerò quando serve, per girare le stage. Ho inserito anche sull'altra stage una frusta di bassa pressione. Dopo i controlli di superficie scendiamo diretti a - 40 metri, la visibilità nei primi metri  è pessima sotto si apre. Partiamo con gli esercizi, inizio con esercizio della chiusura dei rubinetti, molto bene anche se nel chiudere il sinistro ho faticato un pochino, ottimo il cambio maschera di scorta meno bene quando ho rimesso la primaria , comunque ok
Abbiamo simulato intervento di chiusura sui rubinetti del compagno, in questo caso Gianluca ci segnalava con il braccio alzato quale rubinetto voleva che gli chiudessimo. Abbiamo fatto esercizio di condivisione aria  con frusta lunga, abbiamo simulato il gav e stagna  in continua staccando frusta  e al 20' di fondo  abbiamo tolto il disturbo... In risalita ho tirato fuori la maniglia e ho portato davanti ossigeno e mandato dietro la terza stage.In quel frangente, Gianluca mi chiede una condivisione aria, mi impappino ho troppe fruste attorno al collo........
 Considerazioni :Oxy va messo sempre nella parte sx della maniglia per poter essere più agevolati nel cambio.Ean50 a 200 bar non può essere clippato dietro troppo pesante.
Arrivati a 6 mt lancio del pallone tutto bene ma asola si è sfilata dal passaggio del reel, pronto intervento di Gianluca ,mi riconfigura il pallone e mi spiega come assicurare asola alla maniglia del reel. Soddisfatto della sessione, emergono criticità ed aspetti da migliorare come è giusto che sia.

Terza Lezione-11 Luglio
Spettacolare lezione di addestramento in acqua bassa. Oggi siamo in acqua soli io e Gianluca, la sessione si presenta davvero impegnativa rapporto 1:1 mi farà schiattare anche perché abbiamo un mucchio di cose da fare.
Ci portiamo in piattaforma a -7 metri siamo equipaggiati con 3/4 stage .Iniziamo a fare il giro bombole .Gianluca mi dimostra come girarle dove afferrare la maniglia, mi spiega che la bombola che va tolta e posiziona dietro va inserita alla desta (esterna) in modo tale da lasciare sulla sx della maniglia le bombole  che da dietro vanno inserire a fianco. Devo dire il giro va bene ,ricordo l'anno scorso durante il corso trimix  normossico , quando seppur girando le stage mi muovevo come un dannato sulla piattaforma .Ora sono  immobile. Gianluca mi indica dal grappolo di bombole quale vuole che porti al fianco sx, e io in pochi secondi, clippo  sclippo e mi sistemo. Procediamo con i soliti esercizi ,chiusura rubinetti ,cambio maschera, donazione frusta ,simulazione stagna in continua e gav e per finire facciamo due nuovi esercizi davvero interessanti. Abbiamo simulato un problema al primo stadio della stage dell'ean50 e abbiamo sostituito in acqua  con il primo stadio della stage dell'ossigeno, in caso di non accesso ad un gas deco seppur con tabelle delle contigenze  la possibilità di sostituire un primo stadio in acqua va considerata, non è fantascienza ma fattibile. Non contenti abbiamo smontato il primo stadio dal bibombola e l'abbiamo montato sulla stage, condizione estrema.
Prima di uscire lancio del pallone e via al Rapanui per panino e  debriefing.
Feedback positivo per la buona sessione .Devo dire che gli esercizi sono andati davvero bene. Per la teoria abbiamo  pianificato il primo  tuffo di "esperienza" 20@70

 






Quarta Lezione-22 Luglio:70metri x 20minuti
Sono passate da poco le 17:00 , sono nel parcheggio del Moregallo, petto nudo ,pantaloncini ,fa un caldo porco, 35° gradi .Sono in anticipo e inizio a portare le tre stage sul bagno asciuga, facendo lo slalom tra i bagnanti che affollano la spiaggia in questo torrido mercoledì pomeriggio di Luglio. Arriva Gianluca e dopo i saluti di rito , iniziamo a prepararci .
I bagnanti ci guardano curiosi, qualche bel culo fa bella mostra sulla spiaggia, cosi come gli immancabili peruviani che "sgrigliano" a qualsiasi ora e in qualsiasi giorno .I più curiosi ci chiedono notizie sulle profondità della parete. Attrattiva del posto è la parete, c'è chi sale per fare tuffi , c'è chi scende per fare immersioni.

Facciamo un check a secco sulle nostre attrezzature , ed un dettagliato briefing su quello che andremo a fare. Oggi abbiamo programmato 20@70 con esercizi sul fondo alla massima quota: Valve drill e cambio maschera ripetuti a 40metri oggi li faremo a 70metri.

Nel 12+12  ho caricato 16/40 che sul fondo mi darà un narcosi con se fossi a 35mt.
35/20 come prima deco che prenderò a 36mt .Ena50+Ossigeno per le tappe superficiali.
Profilo deco ,sviluppato con Vpm Pasto deco. con stop a partire dai 45 mt
Ci portiamo in parete  dopo i controlli di superficie scendiamo dritti  sul passat a -60mt.
Nei primi dieci metri la visibilità è buona, per poi peggiorare nella fascia venti /trenta .
Raggiungiamo il fondo, Gianluca ha il computer spento . Me lo segnala, guiderò io tempi e quote .Ci portiamo a 70metri dove c'è il presepe e una piccola targa, ci spostiamo poco distanti dalla parete e iniziamo con gli esercizi. Parte Gianluca  a seguire io ,Il consiglio di aprire soltanto di 3 giri i rubinetti si rileva eccezionale. In meno di 5' chiudo i rubinetti con presa doppia .Esercizio svolto bene. E' fondamentale chiudere in pochissimo tempo. Metterci 15' secondi a 80/90 metri vuol dire perdere tantissimo gas....
Partiamo con il cambio maschera ,anche in questo caso esercizio svolto molto bene mi accorgo che nel tirare fuori la maschera di riserva ,perdo qualcosa dalla tasca, è la maniglia.(Recuperata da Gianluca che a -20 metri a sorpresa me la restituisce, gli mando un bacio sott'acqua , ma non gli basta mi fa il gesto scherzosamente che vuole che gli offra da bere). Al 19' stacchiamo e risaliamo lenti lungo la parete. Al 40' la torcia principale si spegne, passo al back up .A 10 metri  facciamo qualche esercizio con la stage. Ne ho 4 clippate addosso. Lancio  il pallone a -10mt e giriamo la stage senza mollare il reel.
Gianluca mi insegna come in caso di una stage fosse negativa sia preferibile non clipparla alla maniglia ma al moschettone della stage cosi che la bombola positiva tiri su quelle negativa.

A seguire serata al Rapanui per teoria. Abbiamo discusso di tante cose:
Ossigeno narcotico, regola dei terzi e gestione dei gas all'interno del team, pianificazione bailout, soccorso configurazione tecnica, miscela ipossica dalla superficie. Gestione dei gas e calo /aumento delle pphe  ppn2 in risalita(contro diffusione).Uso computer immersioni trimx.
Utilizzo terza stage 25/35 o 35/30 pro e contro. Ci lasciamo poco prima di mezza notte pronti per il prossimo tuffo 20@80



Quinta lezione-2 Agosto:80metri x 20minuti
Il tuffo che abbiamo in programma oggi è sicuramente una delle immersioni più impegnative che io abbia mai fatto.Oggi abbiamo in programma 20 minuti ad 80mt con 4 stage e diversi gambi gas, un tuffo davvero tosto che durerà 110 minuti. Non ho mai fatto un tuffo così lungo. Ma partiamo dall’inizio. Durante la settimana ci vediamo con Gianluca per pianificare questa discesa, e non c’è stato un solo giorno della settimana, che io non abbia pensato ad ogni fase di questa immersione. Ho cercato di immaginarmi ogni cosa, un chiodo fisso, più si avvicinavano i giorni più la tensione saliva…
Ed eccoci qui finalmente arriva domenica, sono le 7 del mattino sono a Moregallo piazzale delle immersione le macchine.
Gianluca è già arrivato, non credo ai miei occhi, secondo me i grossi nuvoloni fra un po’ scaricheranno per terra un acquazzone…….

Partiamo con un briefing dettagliato di ogni fase dell’immersione, c’è la giusta tensione che richiede un tuffo del genere, analizziamo i gas e come preannunciato anche oggi non ci facciamo mancare un bel esercizietto sul fondo. Esercizio previsto lancio del pallone da 80mt. Un po’  di ansia questo esercizio me lo mette, siamo già belli impicciati cerco di negoziare esercizio, ma Gianluca è deciso e sentenzia: “ Fare la tabelle e fare il giretto a 80 mt lo sa fare anche la mia nipotina, noi dobbiamo fare qualcosa che da solo non faresti,  meglio  esercitarsi  a fare certe esperienze durante un corso, voglio che tua abbia la consapevolezza delle difficoltà  nel fare certe cose, e poi..non ti preoccupare ci sono io”. Mortacci sua….aveva detto dopo i 70mt nessun esercizio….bastardone….

Ed eccoci qua, siamo pronti in acqua, sono passate da poco le 9.00 le nuvole hanno lasciato spazio ad un bel sole caldo. Per questo tuffo utilizzerò un 12+12 e una 7 litri con gas di fondo 14/50.Come gas di viaggio e prima decompressiva  S80 con 35/30. S80 con 50/20 dai 21mt - 7litri con Ossigeno.
2 decompressive Ean50 e oxy sono clippate al leasch e sono tra le chiappe
2 decompressive con gas di fondo14/50 e 35/30 al fianco sx.
Ci portiamo in parete, siamo sulla verticale del Passat, all’ok ci lasciamo cadere verso il fondo. Immersione parte con 35/30 che lascerò a 10mt per passare al gas di fondo 14/50 che ho sulla stage a fianco. La visibilità non è malaccio meglio di settimana scorsa, sistemo la frusta del 35/30 e continuo a scendere senza fermarmi ,2 minuti 60 metri, discesa a missile d'abitudine. Siamo scesi oltre il Passat, la vedo con la coda dell’occhio , segno di ok e ci dirigiamo vs il fondo. Un telaio rosso di un rottame ci indica la via…. La visibilità è molto buona, raggiungiamo velocemente gli 80mt.Lascio la 7 litri con 70bar e passo al bibombola , sistemo velocemente la stage. Gianluca traffica con le cannucce dei guanti stagni, io gli faccio da assistente, illumino le mani in assetto a -80mt nel fangone. Inganniamo un po’ il tempo, gli segnalo di pinneggiare, ci spostiamo un pochino. Mi diverto  a giocare con la torcia led che mi ha prestato Omar, fa davvero una bella luce, ogni tanto spengo la primaria e navigo con quella, sono davvero sereno, come spesso mi accade appena metto la testa sott’acqua la tensione sparisce e tutte le procedure diventano normalità. Facciamo la nostra permanenza sul fango ,ogni tanto qualche bel massone appare... e al 16’ troviamo un sasso come punto di riferimento e inizio a prepararmi per il lancio del pallone. Un po’  di tensione questo esercizio lo mette, e i consumi ne risentiranno. Mando su il pallone, nel frattempo arriva il 19’ stacchiamo decisi. Durante la risalita Gianluca mi segnala un groviglio di cavi, caspita conosce ogni cm2 e ogni sasso di questo posto. Nel bibo ho 50 bar , ritorno a gas di fondo sulla stage. A queste quote il gas vola…arrivo a 36 mt e passo al primo gas decompressivo 35/30.La visibilità è buona, porto davanti 50/20 e mando dietro la 7litri con gas di fondo. Arriviamo alle tappe dei 9mt e come mi ha insegnato Gianluca, sfrutto il pallone per fare il giro stage, gli aggancio il leasch , lavoro con due mani ,stacco la 35/30 clippo al leasch mi stacco ossigeno. Aveva ragione è davvero comodo usare il reel per fare questa manovra, puoi usare entrambe le mani.
Arriviamo a 6 mt, cambio ossigeno. Nelle ultime fasi incontriamo anche amico Giampaolo che gli si drizzano le pinne , quando curioso mi chiede di guadare tabella e computer. Riemergiamo soddisfatti  dopo 110 minuti sotto il peso di 6 bombole .La giornata si chiude con debriefing al bar Rapanui. Il prossimo appuntamento è per la fine agosto e primi di settembre per continuare il nostro percorso .



Sesta lezione-30 Agosto:90metri x 20minuti
 Ed eccoci qua, ancora al lago per continuare le sessioni di addestramento del corso Ipossico TDI
Sono le 7:30 il parcheggio è già pieno a fatica riesco a trovare un buco .
Gianluca è già arrivato ,ha già appeso alle grucce tutta la sua mercanzia (sottomuta e muta)
Oggi sposteremo ancora più in la l'asticella ,abbiamo programmo un tuffo davvero importante:90metri x 20 minuti, con un run time di 125minuti.Il profilo decompressivo verrà sviluppato con modello bulhaman con GF 20/85.

Prima di raccontare aspetto tecnico dell'immersione vorrei fermarmi su quello che è stata la pianificazione di questo tuffo. Non ho difficoltà ad ammettere che le mie ben due proposte di pianificazione ,sono state bocciate dal mio amico e istruttore Gianluca. Attenzione le mie pianificazioni non e ché fossero sbagliate in termini di ppo2 sul fondo piuttosto che di End ,ci saremmo comunque portati bibo +4 stage, ma...potevamo fare meglio , in termini di bottom gas , e gas decompressivi
Anche minimi aumenti di PPN2 in risalita aboliti e per il gas di fondo tassativi 36litri.
Di questa immersione forse questo e l'aspetto che più mi ha colpito, anche perché Gianluca è stato giustamente e decisamente severo nel trasmettermi questi concetti e sicuramente ne farò tesoro per il futuro .
Torniamo all'immersione, oggi in acqua con noi ci saranno anche Stefano e Boris entrambi con il rebreather, che ci faranno compagnia per questo tuffetto. Pian pianino arrivano anche altri amici, come Giampaolo che ci chiede che cosa avessimo pianificato e Il Max che ci presta analizzatore per un ultima controllata alle mix .C'è un clima sereno ,si scherza ,mi prendono in giro per  la mia muta detta il "gommone", ce chi mi analizza a bocca le mix  e poco dopo le 9:00 siamo in navigazione verso la parete. Oggi scenderemo oltre il passat direttamente a 70metri per poi spostarci verso il centro del lago e trovare la massima profondità.
Per questo tuffo utilizzerò un 12+12 e una S80 con gas di fondo 13/55.Come gas di viaggio e prima decompressiva  S80 con 35/30. 7litri con 50/20 dai 21mt - 7litri con Ossigeno.
2 decompressive Ean50 e oxy sono clippate al leasch e sono tra le chiappe,
2 decompressive con gas di fondo13/55 e 35/30 al fianco sx.
Per tutta una serie di ragioni mi trovo ad over usare delle decompressive non mie ,poiché le mie sono in box cariche con altre mix, non idonee per questo tuffo e mi trovo ad avere attaccate al leasch due 7 litri che hanno un assetto davvero pessimo.
La pressione minima di risalita è fissata in 130 bar nel mio bibo 12+12

La discesa inizia con gas di viaggio che mollo a 6 metri  passando al volo al gas di fondo che ho nella stage, rapido bubble check a 10metri e via verso il fondo. Le due 7 litri attaccate a leash hanno un assetto davvero pessimo, mi impicciano un po' nella discesa ma comunque manteniamo una discreta velocità e al 3° minuto arriviamo a 70metri.
Ci portiamo vs il centro del lago,5 minuto  90 metri, fango tanto fango .... isolati sassi bianchi appaiono nella spiaggia di fango che stiamo perlustrando. La miscela che respiro ha una densità bassissima quasi mi scappa da bocca, tuttavia muovermi con 4 stage con assetto negativo mi impiccia un pochino facendomi alzare qualche nuvola di sospensione di troppo e aumentandomi i consumi. Sono sereno non c'è tensione, ogni 3' comunico le mie pressioni dei gas a Gianluca e arriva il 18° e come da piano stacchiamo e cominciamo la risalita seguendo il pianoro. La risalita per raggiungere il primo deep stop a 55metri è davvero lunga, non si arrivava più .. alla fine sbuchiamo dietro il golf bianco a pochi metri dalla parete .Il resto sono procedure ,rispetto nel run time, sposta bombole con giochi di prestigio annessi,cambi gas ,lancio del pallone e dopo 125' minuti torniamo all'aria riemergendo tra il suono dei bonghi e il profumo di carne alla brace che gli immancabili peruviani stanno cuocendo sulla spiaggia. La soddisfazione è davvero tanta dopo questi tuffi , le due ore di immersione sembrano essere volate, e proprio vero che quando sei sotto ci sono momenti che i minuti sembrano ore e momenti in cui le ore sembrano minuti.
Settima lezione-9 Settembre:100metri x 15minuti
Ultimo atto, quella che abbiamo in programma oggi è l'' immersione di fine corso. Raggiungeremo i 100metri x 15' minuti con un rime time a tabella di 125 minuti.
Ci troviamo a Moregallo  nel primo pomeriggio di mercoledì 9 settembre, la giornata è splendida, non c'è nessuno , un silenzio assoluto. Cammino nel parcheggio avvolto nei miei pensieri aspettando Gianluca. La tensione è alta , rivedo mentalmente ogni fase di questa tuffo, e inizio a sistemare la mia attrezzatura sul muretto. Devo dire che 15 anni fa quando ho iniziato a fare immersioni, mai mi sarei aspettato di poter arrivare a fare queste quote, tuttavia mi sento pronto e i feedback interiori ricevuti dalle immersioni precedenti a 80 e 90 metri sono stati davvero positivi . In questo genere di immersioni aspetto tecnico seppur importante a mio avviso  passa in secondo piano, laggiù quello che conta è la testa.
I tuffi profondi sono un esperienza molto particolare ,difficilmente si possono descrivere le sensazione e le emozioni che si provano nell'intimo della propria anima.
La sotto non puoi barare con te stesso ,ti guardi dentro, esplori a  fondo il tuo io interiore ,sei faccia a faccia con i tuoi limiti, le tue paure, le tue reali capacità. Sicuramente è questo uno degli aspetti che più affascina e strega delle immersioni profonde.

Arriva Gianluca ,sorriso beffardo...saluti di rito e iniziano i preparativi per questa discesa. Per lui questo è il "classico giretto" della Domenica per me il tuffo più impegnativo della mia vita. Lo sa ,cerca di allentare la tensione e dopo un accurato briefing e dopo aver portato sul bagno asciuga le 4 stage ,calziamo le mute , e ci incamminiamo verso il lago.
Per questo tuffo utilizzerò un 12+12 e una S80 con gas di fondo 12/60.Come gas di viaggio e prima decompressiva  S80 con 25/45. S80con 50/20 dai 21mt - 7litri con Ossigeno.
2 decompressive Ean50 e Oxy sono clippate al leasch e sono tra le chiappe.
2 decompressive con gas di fondo12/60 e 25/45 al fianco sx.

Dopo un energica pinneggiata raggiungiamo il punto dove la parete supera i 70 metri ,e qui che ci lasceremo cadere. Concentrati sulla nostra bolla, siamo pronti per questa due ore di silenzio ed io interiore .Al segnale di Ok scarichiamo il gav e dopo i bubbles check a 10 mt, tiriamo dritti fino a raggiungere in 4 minuti la profondità di 85mt.
Da questo momento navighiamo su un fondale di fango, dove dalla profondità di 103mt appare un grosso sasso. Siamo arrivati ai sassoni , o meglio sula parte alta di questi grossi massi  che da 100 arrivano fino a 110 mt. I sassoni sono simbolo e punto di arrivo per i sub che vogliono fare immersioni a tre cifre a Moregallo....
8' minuto nel s80 con gas di fondo mi sono rimasti 50 bar devo passare al bibo .Con qualche piccolo impiccio, riconfiguro la stage nel buio dei 100mt .Trascorriamo i rimanenti minuti  sul fondo e in arriva in fretta il  14'. Ci prepariamo per la staccata. 15 ' minuto sia va via, finita .La delicata parte di fondo è finita, ora comincia  l'altra delicatissima parte :due ore di decompressione da smaltire.
La risalita fino a raggiungere il primo stop a 57metri è davvero lunga come del resto lo era stata nel tuffo dei 90mt.Risaliamo a 10mt al minuto seguendo il pianoro di sassi e fango e sbuchiamo in prossimità del mercedes .A 54 metri lascio il bibo e passo alla prima decompressiva 25/45.Il resto dell' immersione è rispetto del run time, giro stage, cambi gas .Tappa dopo tappa guadagniamo metri e minuto dopo minuto vedo sempre più vicino il traguardo e il raggiungimento dell'obiettivo.Arrivati a  18metri iniziamo "i festeggiamenti "ci battiamo il 5,strette di mano di congratulazioni. Se avessimo avuto una boccia di quello buono avremmo stappano sul fondo, ma con noi avevamo solo decobottles cariche di elio ,azoto ossigeno. A 6 metri passiamo all'ossigeno e come da nostra abitudine ci divertiamo agganciando il grappolo di stage ai palloni.
Al 125' è finita davvero, siamo fuori all'aria , ancora soli, nel nostro lago ,il sole sta tramontando. La soddisfazione è immensa per il traguardo raggiunto ,lascio che la gioia si prenda possesso di me...La serata prosegue al Rapanui ,tra fiumi di parole, congratulazioni e foto di rito. Anche su questo blog ringrazio Gianluca per la professionalità ,l’attenzione, la passione con cui ha condotto questo corso . Abbiamo lavorato sodo per due mesi, ci siamo divertiti di brutto, ci siamo confrontati , e siamo andati a fondo ………..
Un percorso senza sconti di grande impegno ma di g
rande soddisfazione!!!!
Grazie per i mille consigli in acqua e fuori che ad ogni tuffo non sono mai mancati .Grazie per le cazziate necessarie che non sono mancante , ma quando ci si iscrive ad un corso di questo tipo bisogna tassativamente, rimettersi in gioco .
Ora basta scaricare elio nel lago, il mare con i suoi relitti e secche profonde ci aspettano e noi non ci faremo attendere………..










lunedì 13 luglio 2015

Trimix Dive Secca Sant'Antonio

La secca di Sant'Antonio si compone di due grossi scogli separati tra loro da un lembo di sabbia che sale dal fondo di 70 mt come a formare una sella, il sito è completamente ricoperto di gorgonie rosse e gialle ,l’intensità ed i colori delle gorgonie che la popolano la rendono una delle più belle secche della riviera di ponente.




Il ritrovo è a Cormano poco dopo le 11.30,a fatica carichiamo tutta attrezzatura in macchina. Ormai ha il suo imgombro:2 bibo,6 stage, uno scooter...insomma siamo a tappo, in qualche modo incastriamo tutto.

Ci sciroppiamo i 220 km di autostrada che ci separano da Spotorno, il run time è partito, mangiamo senza fermarci.Unica sosta ,rifornimento.

Arriviamo a Spotorno presso il diving Nereo sub di Tato. E' qui che in quest'ultimo anno stiamo facendo prevalentemente le nostre immersioni trimix. Ne abbiamo fatte diverse: cigliate, secche in mare aperto, relitti, ma quello che abbiamo in programma oggi per un motivo e per altro è un pò che ci sfugge. Cammellato bibombola e stage dal furgone alla barca, siamo pronti per mollare gli ormeggi. La navigazione è piacevole, c'è un po'di onda lunga ma non da fastidio, durante il tragitto indossiamo le mute con tutta calma.

Oggi abbiamo pianificato un immersione di 20' minuti a 70metri. Come gas di fondo tmx 16/40,come primo gas deco 35/20- a seguire ean50 e ossigeno per la decompressione.

Completate la vestizione e pedagnato adeguatametne la secca, saltiamo in acqua.
Siamo poco distanti dal pedagno, corrente non ce ne ma mi attacco allo scooter di Omar e in pochi secondi siamo sulla verticale. Al segnale di ok scarichiamo i gav e ci lasciamo cadere lungo la cima che corre dritta verticale vs il fondo. La visibilità è buona per poi peggiorare a 20mt per poi aprirsi definitivamente a -45....da dove si vede nitidamente la secca 20 metri più in basso. Il colpo d'occhio è superlativo spugne gialle in compagnia di una fittissima foresta di gorgonie rosse e gialle. Al 2' minuto atterrò a -63 sulla secca frenando per non schiantarmi sulle gorgonie. Iniziamo a perlustrare la secca e incontriamo subito un astrospartus, lo tocco delicatamente , me lo guardo per bene e con calma. Un grosso scorfano è assopito tra le gorgonie, Omar con lo scooter ogni tanto scompare poi appare, quando sta per arrivare sento il rumore che lo precede.

Giriamo intorno a questo panettone, sul fondo di sabbia bianca troviamo una murena fuori tata, in una spacca un grossa musdella e una timida galatea indietreggia quando la scovo nella sua tana.Continuiamo ad ammirare questo spettacolare e colorata immersione.

Nulla possono i ricci meloni contro la numerosa presenza dei ricci matita che in un punto coprono il fondale sabbioso a -70 per diversi metri. Una vera e propria colonia caratterizzata da decine e decine di esemplari ,ne tiro su qualcuno e lo mostro scherzosamente ad Omar. Alzo lo sguardo per avere una visione di insieme è avvisto uno dei pesci simbolo di questa immersione. Il San Pietro. Ce ne sono 2. Uno più sfuggente, altro meno. Mi alzo a -65mt e cerco di avvicinarmi per osservarlo, non ho mai avuto il piacere di incontrarlo..........sono gasato.

Cerco di indicarlo ad Omar ma è lontano.....

Si sa quello che vede sono io....gli altri si devono accontentare dei miei racconti :) Ritorniamo sulla cima e al 20' iniziamo la ns lenta risalita. La decompressione che ci tocca scontare è di circa 60' minuti ma devo dire che scorre bene ,al 36mt passiamo a respirare il primo gas deco 35/20, a 21mt ean50 ,ne approfitto porto avanti ossigeno e mando dietro tmx 35/20 .

Riemergiamo appagati e soddisfatti dello spettacolo che questa secca ci ha regalato. Tuffo da ripetere.








sabato 30 maggio 2015

Trimix Dive Secca di Mezzo Canale

Dopo lo spettacolo su Zì Costante, oggi è il turno della Secca di Mezzo Canale
L’immersione a Mezzo Canale è una delle più belle e affascinanti del mediterraneo.
Posizionata nel centro del canale fra l’isola di Giannutri, l'isola del Giglio e il promontorio dell’Argentario, a ridosso della batimetria dei 100 metri, in una zona molto particolare per la sua conformazione geologica.
Una montagna che dai 100 metri sale fino ai 25 metri, con pareti ripide fino ai 50-60 metri, per proseguire la corsa verso gli abissi più dolcemente formando splendide franate di massi.
Su mezzo Canale abbiamo pianificato 25 di fondo ,abbiamo  rabboccato la stesse mix usate sulla secca di Zi Costante
12+12 a 230 bar tmx 15/50 -7litri con 35/25- S80 Ean50- 7litri Oxy. Profilo decompressivo  UTR memonico.
L’immersione a mezzo canale è sicuramente indimenticabile, va però posta molta attenzione alla corrente spesso forte e alla possibilità risalita in libera con reel e pallone.
Fortunatamente anche in questo caso nessuna corrente. Sul cappello troviamo qualche pescatore, che al nostro arrivo molla gli ormeggi.
Mi rendo conto che siamo proprio in mare aperto ed è un continuo passaggio di imbarcazioni, oggi la risalita in libera è meglio evitarla.
Dopo i controlli di superficie ci portiamo velocemente sul fondo, e tiriamo dritti fino al raggiungere a 60mt la base della secca. Seguiamo il fondo come suggerito da Simone e troviamo una grossa rete da pesca adagiata sul fondale a oltre 70mt. Ora ci mettiamo la parete alla nostra sx e proseguiamo. Grandi gorgonie e le bellissime spugne gialle  incrostanti prendono il sopravvento sulla nuda roccia. E' il regno degli astrospartus non ne ho mai visti cosi tanti, ce ne sono a decine. La Secca ha dei colori meravigliosi, ci godiamo la nostra permanenza e al 25 stacchiamo. La risalita è piacevole ,sul cappello murene fuori tana, caroselli di dentici in caccia ci hanno fatto compagnia per la parte alta delle decompressione. Stacchiamo dal cappello  a -24 e continuiamo la nostra decompressione lungo la cima. Al 90' usciamo e saliti sul gommone ad aspettarci il frigo bar pronto per essere svaligiato con le immancabili crostatine.
 
 


 
 
 

venerdì 29 maggio 2015

Trimix Dive Secca Zì Costante

La secca di Zi Costante si trova ai confini della zona A del Parco Marino dell'isola di Giannutri.
​Il fondale è costituito  prevalentemente da pinnacoli e scogli molto grandi, seguiti da una parete che si estende per circa 300 mt in direzione NE-SW .Gli scogli salgono fino a 54 metri circa mentre il fondo sabbioso si estende in direzione S tra i 75 e i 90 metri ,spesso l'area della secca è battuta da forti correnti.
Lasciamo Porto Ercole con il gommone pieno di attrezzature, alla guida Simone Nicolini titolare di Argentario Divers che ci farà assistenza e ci pedagnerà la secca.
E' Venerdì sul gommone siamo solo 4 divers, la giornata è splendida, mare calmissimo ,ci sono le condizioni ideali per fare questo tuffo impegnativo.
Arriviamo sulla secca, Simone inizia a scandagliare il fondale ed ecco apparire il ns cappello a -55...
Assicurato il pedagno e appurato la mancanza di corrente, vestiamo le attrezzature, calando le decompressive lungo delle cime.
Abbiamo pianificato 20 minuti a 70metri .Ho caricato nel mio bibo 12+12 un ottimo 15/50 come gas di fondo,35/30 come prima decompressiva da prendere a 36mt, Nitrox 50 dai 21mt e Oxy per le ultime tappe.
La decompressione avverrà il libera con lancio del pallone ,il profilo decompressivo è stato sviluppato con il sistema memonico UTR .
Terminati i controlli di superficie inizia la discesa .
Discesa da capogiro, in 1 minuto arriviamo a -55mt.
Cenno di ok scolliniamo la secca e giù lungo le pareti che il divertimento abbia inizio.
Mi rendo subito conto di essere in un posto a mio avviso fuori standard per la bellezza del fondale.
La secca è completamente ricoperta di gorgonie gialle e rosse, ci sono anche degli alcionari "mano di morto", molto rari nel mare nostrum  rendono questo posto unico dal punto di vista biologico.
Il pesce è davvero numeroso  .Grosse aragoste appaiono tra le spacche , scorfani rossi e condomini di musdelle baffute si mostrano senza paura, non sappiamo più dove puntare la torcia  per segnalare, siamo esaltati, non sappiamo se guardare aragoste, scorfani ,musdelle c' è di tutto da per tutto, ricci matita ,stelle pentagono, qualche astrospartus. Il mare ci sta offrendo uno spettacolo unico.
Continuiamo la nostra permanenza ed ecco apparire un piccolo ramo di corallo nero ,continuando sulla batimetrica dei -75 ecco apparire una colonia davvero notevole, foto di rito, video  ma aimè e scattato il 20' è ora di andare, non possiamo sforare la pianificazione, salutiamo il ns amico con il reb e risaliamo lungo la secca.
Arrivati  a -55 salutiamo anche la secca e ora ci aspettando 60minuti di decompressione nel blu. A 21mt lanciamo il pallone e all' 85 siamo fuori ,davvero esaltati .
A mio avviso questo è un tuffo strepitoso, impegnativo per le profondità, la decompressione nel blu ma dal punto di visto biologico siamo al top : Alcionari, corallo nero, molto pesce ,un acqua cristallina come quella delle Maldive. Il tuffo su Zì Costante rimarrà per sempre nella memoria dei  miei ricordi subacquei.
Corallo Nero secca di Zi' Costante from Dario Lupi on Vimeo.
 







lunedì 18 maggio 2015

Trimix Dive Relitto Perotta

Su questo relitto ci immergiamo quasi per caso. Partiamo da Spotorno diretti su una secca a largo di Varigotti, la Secca di Sant'Antonio. Profondità minima 62 max 75.In avvicinamento sento Dario che borbotta qualcosa con Tato .Non capisco cosa stanno dicendo. Una rete ,cosa? si, sopra la nostra secca c'è un rete per altro ben segnalata in superficie.
Ci avviciniamo, ecoscandaglio segna 60 metri,la rete dannazione,è stata posizionata proprio sopra la secca.Non sappiamo che giro ha fatto,sappiamo che è esattamente sopra a dove dobbiamo immergerci.Siamo tentati,ma alla fine prevale il buon senso e Tato ci propone come alternativa la cigliata dei Maledetti.Nell'ultimo anno abbiamo fatta 4 volte e non abbiamo voglia di rifare questo tuffo,mi ricordo che li in zona c'è un relitto sui 70metri.
Il relitto del Perotta Alias Re Faruk .Avevamo in programma di farlo prima o poi e piuttosto che ripetere i Maledetti decidiamo di dirigerci li. Un po' di ferro è sempre gradito.
Il Re Faruk, conosciuto anche con il nome dell'armatore "Perotta",era un cutter di costruzione francese, utilizzato per trasporto di merce di vario genere.
Era armato con 3 alberi, lungo una trentina di metri, ed una stazza di circa una cinquantina di tonnellate.
Il suo proprietario Sig. Perotta,ebbe una forte disputa con la compagnia di assicurazione dopo l’affondamento della nave, avvenuta durante una forte mareggiata notturna nel 1955


Ci vestiamo comodamente e dopo un breve briefing saltiamo in acqua.
Abbiamo una configurazione piuttosto pesante in previsione dei prossimi tuffi all'Argentario e sull'Haven.
Bibo12+12+ tre stage
In superficie non avvertiamo corrente. Cenno di ok e giù lungo la cima.
Cerco come sempre in questi tuffi di scendere velocissimo vs il fondo ma questa volta una forte corrente ci sposta prepotentemente. La configurazione pesante non aiuta ,scendiamo cercando di non perdere d'occhio la cima.


In 3' siamo sul fondo a -65mt ma abbiamo perso contatto con la cima.
La corrente è molto forte , e non siamo sul relitto.
Un leggero affanno si fa sentire. La corrente ci infastidisce e attaccanti al fondo avanziamo sperando di imbatterci nel relitto che per forza di cosa deve essere li a pochi metri.
Dopo qualche energica pinneggiata ecco apparire il Perotta.
Ci siamo, finalmente, leggermente in ritardo ma ci siamo.
Il relitto è adagiato su un fianco quasi in assetto di navigazione, su un fondo sabbioso intorno alla profondità di circa -70 mt. Lo scafo presenta notevoli segni di deterioramento e del relitto non rimane molto, la parte lignea è stata consumata dal tempo (affondato nel 1955) lasciando solo lo scheletro in ferro visto.


Arrivati sul relitto cerchiamo di far rientrare affanno, e iniziamo a girargli intorno, non è molto grande 30 metri ,la visibilità è davvero buona, oltre alle immancabili anthias noto diverse reti che danno ulteriore fascino a questo piccolo relitto.
Incontriamo una grossa musdella ,per nulla intimorita della nostra presenza .
Arriviamo a poppa e ci mettiamo al riparo dalla corrente.
Le strutture creano una sorta di grotta artificiale ,all'interno due piccoli gronchi, ci mostrano il loro musetto, sul fondo ci sono branchi di triglie al pascolo.


Ritorniamo nella zona esposta alla corrente ,un grosso pesce luna nuota sulle strutture .Incontro con questi pesci è davvero molto emozionante. Lo segnalo a Dario, scoprirò in seguito che non è riuscito a vederlo, peccato era davvero gigante.
Trascorriamo il nostro tempo di fondo girando sul relitto scoviamo 2 grossi scorfani rossi e per finire incontriamo un grosso astice che si muove minaccioso tra la lamiere.
Abbiamo terminato il ns tempo di fondo ,sono trascorsi 20' minuti e anche il manometro ci impone di lasciare il relitto.
Come pianificato partiamo con un risalita in libera nel blu. A 36 metri il primo gas swicht, a -21mt mando il pallone in superficie per segnalare la ns posizione.


La nostra decompressione la facciamo nel blu avvolti nei nostri pensieri ,attaccati al pallone metro dopo metro guadagniamo uscita.
La corrente ci ha portato parecchio lontano rispetto al relitto, recuperiamo il pedagno raccontiamo a Tato della ns immersione e rientriamo lentamente verso Spotorno godendoci il tramonto sul mare. Immersione davvero piacevole su questo relitto che non avevamo mai fatto e devo dire che seppur le strutture non sono ben messe ,abbiamo incontrato parecchio pesce e ci siamo divertiti, seppur gestendo una forte corrente.
La secca di Sant'Antonio continua a sfuggirci ma sono certo che prima dell'estate riusciremo a fargli una visita.







martedì 5 maggio 2015

Tek dive Haven e Portofino Maggio 2015

Abbiamo appena lasciato il porticciolo turistico di Arenzano, le nubi che ci avevano fatto compagnia per tutto il viaggio di andata in autostrada, ora hanno lasciato spazio a un bel sole .Il mare è calmo e le condizione meteomarine sono migliori rispetto alle aspettative.
Sul gommone oltre a Pippo titolare di Havendiving di Arenzano ci siamo io e Antonio e due Rebdiver Austriaci. Siamo davvero comodi  e in pochi minuti ci ormeggiamo sulla verticale del relitto.
C'è un po' di corrente in superficie, viene lanciata una cima .Gli austriaci con scooter guadagnano per primi l'acqua, hanno pianificato un run time di 75' e sono diretti a prua.
Per quanto ci riguarda  scenderemo con Pippo, abbiamo pianificato  il solito giro in aria per  25 di fondo .
Ci vestiamo comodamente ,Antonio salta in acqua per primo e mentre mi accingo a fare una agile capriola ,mi accorgo che Pippo ha un problema con le staffe/dadi/bulloni sulla piastra del bibombola.
Il bibo gli balla sulla schiena vuole sistemare la cosa prima di scendere.
Cercano di avvitarlo , ma non è un operazione semplice da fare su un tubolare di un gommone, nel frattempo il runtime per Antonio è già iniziato e rimane a mollo un quarto d'ora prima che riescano a mettere "una pezza" a questa situazione..........

Ok ci siamo,  si può andare. Mi aggancio in autonomia la deco con ossigeno e mi faccio clippare ean50 e giù in acqua.
Per raggiungere la cima di discesa è necessario qualche colpo di pinna  ben assestato .La visibilità nei primi metri non è eccezionale, scarichiamo i gav e scendiamo diretti vs il cassero. Scendo veloce e penso  a che visibilità troveremo. La mia domanda ha subito una risposta. A -15mt ecco apparire la "Signora di Arenzano", in tutto il suo splendore wow, che spettacolo
 In 1' sono sulla tuga ,la visibilità è buona ma c'è una fastidiosa corrente .La cima che collega il castello alla ciminiera vibra ,cerco di capire con la ns guida da che parte dovremmo scendere per esseri riparati o  vs poppa o verso la murata di prua. Decidiamo  di scendere sul lato di  destra ,passiamo sotto il ponte lance a filo coperta a -55.In questa zona fortunatamente la corrente è sparita. Ci sono delle lenze ,prestiamo attenzione e ci portiamo nella parte di prua. Come pianificato ci caliamo nel boccaporto della sala pompe . Mi muovo con attenzione non voglio intorpidire acqua .Scruto avidamente ogni angolo con la speranza di trovare qualche piccola aragosta o galatea,.ma nulla .Di fronte a me una porticina ,durante il briefing  si parlava di uscire da quella parte, ma a me sembra troppo stretta, ritorno sui miei passi. Noto un ulteriore passaggio/buco che si apre sotto di noi chissà cosa c'è la sotto a -60. Usciamo dalla sala pompe siamo a -55 e siamo diretti vs la zona di poppa dove faremo il passaggio nel corriodio officine. Sulla dx troviamo la morsa ,solita girata ,un occhiata a qualche porticina sulla mia sinistra un occhiata  sopra la testa per catturare qualche immagine suggestiva  usciamo sul lato di destra  e ci portiamo vs il fumaiolo. Mi fermo, guardo Antonio e lo invito ad osservare  dal basso vs alto il castello di poppa e il fumaiolo che si scagliano del blu, .Sono queste immagini che più mi esaltano dell'Haven , guardare il castello di poppa dal basso vs alto completamente avvolti da boghe e anthias che nuotano freneticamente  non ha prezzo , sono ricordi unici.
La corrente a poppa tira ....non riusciamo a fare il giro completo ,torniamo sui nostri passi. Sono quasi 20 minuti che giriamo sulla coperta tra i 50 e 55 metri, stacchiamo e ci portiamo in prossimità del ponte comandante a -40.
Pippo come da accordi ci lascia. Noi faremo ancora 5 minuti all'interno nel ponte di comando.
Facciamo un giretto all'interno, un saluto al bambin Gesù di Praga e arriva il 25'. E' il  momento di lasciare Haven ,il mio computer  mi segnala 50' di decompressione   .Raggiugiamo la cima e metro dopo metro completiamo la ns decompressione seguendo il profilo che abbiamo scritto sulle ns tabelle da polso.
Risaliti sul gommone ci scambiamo impressioni con i ragazzi Austriaci, in qualche modo ci capiamo . Antonio è entusiasta anche se un po' provato dalla lunga decompressione.
Ritorniamo in porto e tra una focaccina e un bicchiere di aranciata chiudiamo in bellezza la mattinata.
Ora per la maggior parte delle persone la giornata sarebbe finita, ma noi abbiamo voglia di acqua e per il pomeriggio abbiamo pianificato un altra immersione tecnica nel area marina protetta di Portofino. Trattasi della collaudata e famosissima formula "Full-day mobile" nota ai membri nel nostro piccolo team
Prima di lasciare Arenzano ci rifocilliamo al chioschetto all'ingresso del porto dove possiamo ammirare un fantastica vista mare e soprattutto possiamo ammirare i primi culi pallidi che fanno bella mostra sulla spiaggia di Arenzano.
Carichiamo in macchina i bibi e tutto senza neanche smontare e raggiungiamo Abyss diving di Rapallo.
Al diving staff al completo .Saluti di rito e poco dopo le 15:00 prendiamo il largo diretti vs punta della Torretta. Siamo svegli dalle 5 di mattina, un pò di stanchezza si fa sentire ma appena la barca ormeggia, in meno di tre minuti siamo i primi a prepararci e bibi in spalla saltiamo in acqua pronti per questo secondo tuffo.Abbiamo pianificato altri 25' di fondo tra i 40/45 metri. Deco a tabelle ean50+02
La visibilità non è ottima ma comunque decente, il mal tempo dei giorni scorsi ha lasciato il segno. Trascorriamo il ns tempo di fondo lungo la parete dove enormi gorgonie rosse la fanno da padrona. .Lo scenario è superlativo facciamo la massima 47mt e giriamo intoro a degli scogli intorno ai 45mt .Perlustriamo ogni spacca ma nessun incontro degno di nota, stacchiamo, il mio computer da polso mi segnala 35' di decompressione  .Arriviamo ai 21 e inizia il divertimento. Gigantesche cernie appaiono dietro ogni scoglio, branchi di eleganti corvine ci sfilano davanti, in compagnia di un carosello di barracuda che ci sfila davanti ripetutamente, per tutta la parte alta delle decompressione..... Riemergiamo soddisfatti e appagati della bellissima giornata di mare.







domenica 19 aprile 2015

Tek Dive Parete Guzzi Mandello


Superato il cartello di circa 300 mt che indica l'inizio del centro abitato di Mandello del Lario, troviamo la sede della Canottieri Moto Guzzi . A questo sito di immersione, si accede agevolmente da riva; si possono posteggiare le auto di fronte alla Canottieri Moto Guzzi. Guardando il lago, sulla sinistra c'è una scaletta che scende verso la spiaggia

Abbiamo iniziato ad immergerci soltanto da quest'anno  in questa zona. Avevamo bisogno di aggiungere un posto nuovo ai soliti Moregallo ,Quensito ,Limonta.
Fin dalle prime immersioni siamo rimasti attratti dalla logistica favorevole, dalla bellezza della parete ,e dalla presenza di gamberi Americani che vivono numerosi su questi fondali.

Ho avuto il piacere di immergermi  in questo sito per noi "nuovo" con tutti i miei buddies, tranne Antonio.
Oggi è il suo turno. Siamo mattinieri e poco prima delle otto, stiamo già assemblando bibombola e decompressive. Non ci sono altri sub ,soltanto canottieri  che prendono il largo. La giornata è uggiosa , il color dell'acqua a riva non promette nulla di buono.

Abbiamo programmato il solito e collaudato tuffo in aria  20@50, deco gas 50 e oxy.
Sono un pò preoccupato ultimo tuffo lacustre abbiamo trovato 1mt di visibilità a 50metri e dalla regia le notizie non fanno sperare nulla di buono.

Vestiamo le ns attrezzature ancora incrostate di sale ,qualche frusta si innesta a fatica...scendiamo attraverso la scaletta e in pochi secondi ,siamo in acqua.
Non si vede nulla. A fatica riconosco le mie pinne. Dopo il bubbles check, scendiamo diretti lungo il fondale .
A -20 giriamo a sx e già li mi rendo conto che la visibilità sta migliorando ,troviamo la parete e la seguiamo .Aumentando la profondità il torbido lascia spazio a un nero limpido. Dalla parete in prossimità della statua di una madonnina parte una cima verso il largo dove sul fondo fangoso giace  il relitto de Re Davide . Arriviamo fino a poppa del relitto, noto che c'è un tubo fognario. Riprendiamo la parete e arriviamo in prossimità del "balcone" .Segnalo ad Antonio quanto anticipato nel briefing, siamo a -50 ci affacciamo e sotto di noi vediamo un  gradino , ci lasciamo cadere lentamente, facciamo la massima quota -57.
La narcosi ci accarezza il coppino.
Curiosiamo tra le spacche, in altre occasioni qui abbiamo trovati gamberi narcotizzati...invece questa volta non troviamo nulla.
Riprendiamo la quota pianificata seguendo la parete alla ns sinistra. Siamo a -50 e sono trascorsi poco più di dieci minuti ,la parete prima di virare vs sinistra di 45° crea una punta che si protrae vs esterno .Mi affaccio oltre la punta, in questo punto che a mio avviso la parete cade verticale. Abbiamo aria nelle ns bombole non mi va di scendere oltre ,penso che  questo tratto di parete meriti un approfondimento con un miscelino trimix adeguato."Schifomix" .
Arriva il 14' invertiamo la marcia  e iniziamo il rientro, incrociamo diverse botatrici una molto piccola ,una grossa che viene molestata come al solito da Antonio che cerca di acchiapparla. Non ci riesce e simpaticamente gli segnalo che si è fatto fottere....
 Al 20' togliamo il disturbo e risaliamo seguendo il fondo......
Lasciamo il limpido nero, per ritornare metro dopo metro alle acque torbide che ci faranno compagnia per tutta la decompressione, insieme ai gamberi americani.
Dopo 52' torniamo all'aria e disassemblate le attrezzature, ci portiamo per una birretta dall'altra parte del lago, al Rapa nui, dove incontriamo tanta bella gente sub ,appassionata con cui scambiare qualche battuta prima e dopo aperitivo.

Mandello Del Lario from Dario Lupi on Vimeo.


sabato 11 aprile 2015

Tek dive Portofino. Dragone

Sono trascorsi 3 mesi, dall'ultima apparizione al mare  e oggi complice l'imminente arrivo della primavera ,ci siamo concessi un bella scampagnata, lontano dal solito lago.
Con un timido sole , lasciamo il porto di Rapallo diretti vs area marina protetta.
Il mare è un po'  mosso, tuttavia navigabile. A bordo siamo una decina di subacquei ,in assetto tecnico siamo soltanto noi tre. Si noi tre ...oggi in acqua ho il piacere di immergermi con Mauro con cui mi immergo settimanalmente nel lago di lecco, e Antonio al quale sto togliendo un pò di ruggine.
E più di un anno che Antonio non si immerge al mare.......voglio che si diverta!!
Siamo diretti alla Torretta dove abbiamo programmo 25' di fondo tra i 50 e 40 metri, una multilivello per goderci entrambe le batimetrie. Gas di fondo Aria , deco gas ean50 e Oxy. Run time di 55 minuti.


Svoltata la punta , il comandante ci notifica che alla Torretta non ci possiamo andare. Onda sbatte troppo ,mannaggia ci tocca ripiegare. Nel parco di Portofino non in tutti i siti ,alla quota di 50  metri ci sono scenari interessanti .Le tek dive per eccellenza sono Torretta-Faro-Isuela. Optiamo per la parete del Dragone
Il Dragone è una delle immersioni più varie per quanto riguarda gli ambienti che si possono visitare: si passa dalle pareti ricche di corallo (Corallium Rubrum) e gorgonie (Paramuricea Clavata), a tetti sospesi, per poi arrivare a nuotare intorno a grossi blocchi di rocce che presentano un intricato susseguirsi di canali e passaggi. La conformazione delle pareti, che scendono in verticale fino sul fondo e la profondità variabile tra i  25 e i 40 metri e oltre. Oltre... noi siamo diretti oltre....
Ricordo e conosco dei scogli , poco distanti dalla parete e li che voglio portare i miei compari.
Questi scogli si innalzano da un fondo di 45 metri fino a 38 creando delle guglie e belle paretine.
Raggiungiamo il primo scoglio .Il corallo rosso con i polipi aperti la fa da padrona, dalle grosse gorgonie rosse, pendono uova di gattuccio. Grosse aragoste fanno capolinea  tra le spacche, una grossa cernia curiosa e allo stesso tempo timida, viene a vedere chi sono quei pesci a -45 che fanno bolle. Grossi dentici sfrecciano nel blu...
La visibilità è molto buona, oltre le aspettative
Ci portiamo ancora più fuori e troviamo un ulteriore scoglio, molto vasto che forma un bella parete .
Una grossa aragosta fa bella mostra in una spacca tra fittissimi rami di corallo rosso.
Facciamo la ns permanenza al 25' stacchiamo con 35' di deco da fare .In risalita grosse cernie e branchi di salpe ci accompagnano durante la decompressione


Avevamo in programma di fare un altro tuffo nel parco ma visto le condizione del mare, non possiamo che fare tuffi di ripiego e optiamo per fare il secondo tuffo da riva nella zona C nel parco. Paraggi.
Paraggi è una parete che degrada dolcemente fino a 30mt. Nella prima parta di parete parazoantos ,gorgonie gialle ricoprono ogni centimetro di parete. Devo dire che è stata un immersione molto fortunata, abbiamo perlustrato con le ns torce ogni cm della parete e alla fine  abbiamo incontrato 3 grossi gronchi , 1 aragosta, nubibranchi ,numerose vacchette di mare, una murena, qualche cernia di piccola taglia e per finire ci siamo divertiti a fare esercizi(cambio maschera e lancio dei palloni)











sabato 7 febbraio 2015

Trimix dive 80metri Moregallo Febbraio 2015

E' passato quasi un anno dal  brevetto trimix normossico, in quest'anno  ci siamo messi sotto, cercando di fare esperienza e di spostare verso il basso il ns range operativo. Nel ns piccolo team c'è voglia di migliorarsi, progredire ed esplorare nuove tipologie di immersioni, in una sola parola c'è aria di corso ipossico.
Omar e Dario,  stanno già frequentando il corso ipossico Tek 3 UTR.
Io verosimilmente inizierò un percorso ipossico in primavera.
Dopo diversi  tuffi a 70 metri sia in lago che mare, oggi abbiamo deciso di esplorare una parte più fonda della parete,  abbiamo deciso di spingerci fino ad 80 metri , per un tempo di fondo di 15 minuti
Il posto scelto non poteva essere che il ns amato Moregallo, il tempio dei tekdivers.
Per questa immersione siamo io e Dario , Omar causa impegni non è potuto venire.

Nei nostri  bibombola  abbiamo caricato un ottimo trimix ipossico 14/54 -triox 30/30 come miscela di viaggio e prima decompressiva -Ean 50 e Ossigeno per la decompressione.
Il profilo decompressivo  scelto è memonico UTR che prevede una risalita lenta con tappe costanti nel segmento 21-9.

Il viaggio in macchina scorre  veloce, con i Negroamaro a palla di sottofondo.
Devo dire che la tensione che questa immersione mi aveva messo nei giorni scorsi è svanita, sono rilassato e carico .
Arrivo nel parcheggio Dario è già arrivato , siamo solo noi , qualche sub è già  in acqua. Mi diverto a fare foto di rito e pian pianino porto sul bagno asciuga le tre stage.
Non c'è tensione nell'aria ,siamo sereni e consapevoli  e chiacchieriamo di progetti futuri e varie e di relitti da esplorare.
Apro e controllo attentamente tutta attrezzatura. Nel bibo ho ancora 210 bar , facciamo un esaustivo briefing su procedure , contigenze....e poco dopo le 9.00, siamo in navigazione verso la parete carichi come muli con tre stage addosso.


Arriviamo in parete , dopo i controlli di superficie 30 secondi di relax, cenno di ok.. mente svuotata, sgonfio il gav.. e incominciano 75 minuti di silenzio ,lago  e io interiore...
La discesa comincia con in bocca  11  litri di 30/30 che mi porterà dritto ai 10 metri dove passerò poi al bibo. Per scendere preferisco la posizione verticale, gambe distese e pinne verso il basso. Potrà sembrare   poco elegante, ma la resistenza offerta all'acqua è decisamente minore .Erogatore del 30/30 non l'ho sfilato tutto dall'  imbrago. Arrivati a -10 passo al bibo e facilmente rinfilo la frusta senza sganciare la deco. 1 minuto sono  a 45 metri, rallento mi accorgo che Dario si sta impicciando con il gas di viaggio, arrivo a 60metri 2 minuti , la visibilità è davvero bruttina il Passat si vede a malapena.....
Non  vedo Dario lo aspetto 1 minuto a 60mt, non vedo la luce, risalgo a 55 ,ok fatto ha sistemato la stage .Si parte....siamo un po'  in ritardo ma ok..
La parete alla ns sinistra crea una grossa rientranza, quelle che avevamo già vista nei tuffi a 70metri. Seguiamo il fondo che degrada dolcemente. Raggiungiamo gli 80metri, facciamo la massima 84, gli erogatori non rispondo come a 60 metri li sento più duri, la visibilità non migliora.
Siamo al capolinea. La parete non scende oltre. Arriva verticale fino a 77 metri per poi fare dei sobbalzi con balconcini a 80metri, per andare oltre si deve sfangare...
Continuiamo il ns percorso senza incontri degli di nota, devo dire che la parte terminale di questa fantastica parete non è per nulla bella... al 12 invertiamo la direzione e al 15 "leviamo il disturbo"...
Ed ora comincia il difficile.. 60 minuti di deco da smaltire.
In 2 minuti arriviamo a 60metri dove facciamo il primo deep stop di un minuto, proseguiamo fino a 45 metri dove facciamo il primo gas switch con il 30/30. Lascio il bibo ad 80 bar, non male.
Da questo momento la risalita sarà ogni tre metri.
Il run time scorre bene e ai 21metri iniziamo a respirare ean50 . Ai 15 metri porto avanti ossigeno e mando dietro la stage con 30/30 che non serve più........ tappa dopo tappa arriva per noi il 75'


Torniamo all'aria ,e guadagniamo uscita soddisfatti della nostra esperienza ipossica......
Il lago  ha fatto il suo sporco lavoro... metro dopo metro, ci ha trascinato a fondo.......
Ottima esperienza da ripetere al mare o su un bel relitto avrebbe ancora più senso











lunedì 8 dicembre 2014

Trimix Dive Secca Rossi e Gialli Dicembre 2014


Dopo quasi due mesi dall’ultimo tuffo a miscela, siamo riusciti ad organizzare un tuffo che avevamo in programma da Agosto,  e che siamo stati costretti a rimandare per  condizioni meteo non favorevoli.
Il ponte dell’immacolata  si presta bene, le previsione sono ottime: Sole e mare calmo. Siamo indecisi se fare un tuffo sulla Secca del Giardinetto a Imperia ma alla fine prendiamo contatto con Nereo Sub di Spotorno e organizziamo la nostra immersione.
Appuntamento è alle ore 8:30 al diving  dove ad aspettarci troviamo immancabile Alfredo, il suo socio Claudio  e Salvatore. Scenderemo in acqua in 4 , due gruppi. Io e Dario faremo 25 minuti di fondo con Trimix, mentre Alfredo e Claudio scenderanno in aria e faranno meno tempo. Salpiamo poco dopo le 9.00 , davanti a noi la bella Isola di Begeggi, in cielo non c’è una nuvola. Il mare è una tavola.  Dopo pochi minuti di navigazione Salvatore rallenta e individua la secca con ecoscandaglio,  viene lanciato il pedagno che corre veloce vs il fondo.

La secca sui cui ci immergeremo si chiama Rossi e Gialli  è composta da 2 grandi scogli che si alzano da un fondale di 62 mt sino a 48 , uno vicino all'altro formano uno stretto canyon in cui le gorgonie di entrambi i lati si toccano e si incrociano..
Il nome di questa immersione deriva dalla presenza di bellissimi rami di gorgonia rossa mischiati a quelle gialle oppure con le parti terminali che assumono quest'ultimo colore

Scendiamo dritti seguendo la cima, durante la discesa mi chiedo se il pedagno è caduto in prossimità degli scogli …..e mi chiedo che visibilità troveremo sul fondo.

Trascorsi 2 minuti  arriviamo sul fondo -58 .Il pedagno è stato lanciato in maniera impeccabile accanto agli scogli e la visibilità è davvero oltre le aspettative. Almeno 10 mt , siamo a dicembre , non è male. Iniziamo a nuotare attorno a questi scogli completamente avvolte da paramuricee clavate di notevoli dimensioni ,siamo di fronte a una e vera e propria foresta .Ogni centimetro di roccia ne  è ricoperto. Sul fondo c’è una distesa di gorgonie bianche mentre ,alzandoci di qualche metro a -54 le gorgonie rosse lasciamo spazio alle gorgonie bicolori, gialle e rosse .
Lo spettacolo che si presenta davanti ai ns occhi è superlativo .Una tavolozza di colori avvolta da migliaia di anthias che si muovono freneticamente. Troviamo due belle aragoste , un riccio melone. Una galatae in una spacca a  -60,un grosso sciarrano.

I due scogli sono così vicini da creare un canyon suggestivo . Le gorgonie bicolori la fanno da padrona c’è ne sono tante e rigogliose. In passato questo esemplare l’avevo incontrato sia in Sardegna alla Secca del Papa ,sia in Calabria a Scilla. Ci godiamo il ns tempo di fondo e al 25' ,ritrovata la cima di risalita, lasciamo la secca per affrontare 55 minuti di decompressione.

Tappa dopo tappa, torniamo all’aria al 80 minuto.

Tra le varie immersioni  in trimix fatte tra Savona e Spotorno questa è sicuramente la più particolare ,molto colorata , piccola ma di grande bellezza. La consiglio è penso proprio di tornarci.